Alessandro Popeo, 40 anni, vigilante, padre. Uccide l’ex moglie con un proiettile alla testa davanti alla figlia di due anni. Dice di essersi sbagliato e, anche se la perizia balistica dice che è impossibile, i giudici gli credono e lo condannano a 5 anni. Sconta un terzo della pena e torna libero
Roma, 17 Settembre 2014
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Spara per errore all’ex moglie (Roma Today – 19 settembre 2014)
Due Leoni, spara per errore all’ex moglie: indagato per omicidio l’ex marito. La guardia giurata è stata inscritta nel registro degli indagati. La tragedia si è consumata lo scorso 17 settembre in un appartamento di via San Biagio Platani
E’ stato inscritto nel registo degli indagati in attesa della ricostruzione balistica dell’accaduto. Questo quanto deciso per il 40enne che lo scorso 17 settembre ha ucciso con un colpo di pistola “partito accidentalmente” dalla propria pistola d’ordinanza l’ex moglie, la 27enne Natascia Meatta, morta al Policlinico Tor Vergata dopo una corsa disperata per salvarle la vita. Una tragica fatalità, secondo la guardia giurata, con il colpo “partito per errore” dopo che lo stesso, arrivato in casa dei genitori della giovane ai Due Leoni, ha tolto l’arma dalla fondina.
REGISTRO DEGLI INDAGATI – L’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati è legata anche all’esecuzione di alcune consulenze, tra tutte l’autopsia sulla donna e la ricostruzione balistica dei fatti, che necessitano della presenza di un rappresentante della guardia giurata.
TRAGICA FATALITA’ – L’uomo ha raccontato agli investigatori di essere andato a trovare l’ex moglie a casa dei genitori di lei nel VI Municipio delle Torri, madre di una bimba di due anni, e di aver tirato fuori dalla fondina la pistola da cui, per sbaglio, è partito un colpo che ha colpito la donna alla testa. “Non volevo colpirla, mi è partito un colpo accidentalmente“, ha detto l’uomo in lacrime alla polizia giunta subito dopo nell’appartamento di via San Biagio Platani.
VERSIONE DELL’EX MARITO – Ora saranno gli accertamenti tecnici disposti dal Pm Paolo Ielo, titolare dell’inchiesta, a verificare l’attendibilità della versione fornita dalla guardia giurata.
Non fu sparo accidentale: il vigilante ha ucciso l’ex per odio irrefrenabile. Su Facebook: “Ti ho amata” (Leggo – 22 ottobre 2014)
È stato arrestato ieri il 35 enne, vigilantes, Alessandro Popeo che il 17 settembre scorso uccise la ex moglie Natascia Meatta nel quartiere Casilino. Il movente dell’omicidio, secondo l’ordinanza di custodia cautelare scritta dal gip Bernadette Nicotra, sarebbe legato «all’incapacità dell’uomo di accettare e superare la fine della tormentata relazione che si era trasformata in morbosa gelosia e sfrenato senso del possesso».
Nella stessa ordinanza sarebbe dimostrata la pericolosità sociale della guardia giurata perché «ha freddato la sua ex compagna non curante della presenza della loro figlia di appena 2 anni facendola assistere attonita alla morte della giovane madre». Per Popeo oltre all’accusa di omicidio volontario è contestata anche la detenzione di 700 gr di marijuana. Una svolta, l’arresto, che fa crollare la ricostruzione del vigilantes, fornita subito dopo l’omicidio: «Non so come sia potuto succedere – aveva detto agli inquirenti – perché stavo mettendo via la pistola ed è partito il colpo accidentalmente». Dopo il ferimento alla testa, la corsa disperata della donna al Policlinico Tor Vergata dove sarebbe morta poche ore dopo. Un racconto che, tuttavia, non aveva convinto gli inquirenti.
In particolare Popeo non riuscì a spiegare, se non con la tesi della dimenticanza, come mai quel giorno, fuori dall’orario di servizio, la sua pistola di ordinanza fosse insolitamente carica. Una tesi che fece drizzare le orecchie agli inquirenti perché l’arma in dotazione al vigilantes, una Beretta semiautomatica, dispone di due blocchi di sicurezza che impediscono ad un colpo di partire accidentalmente salvo che questo sia già pronto in canna. Ad inchiodarlo definitivamente la perizia balistica secondo cui «la vittima, al momento dello sparo, era in posizione eretta e questa, avvertendo la minaccia, ha inclinato il capo in avanti», concludendo che «ciò non escluderebbe che il Popeo e la Meatta si stessero fronteggiando». (di Davide Manlio Ruffolo)
La uccise davanti alla figlia di 2 anni. Il pm: «Sedici anni all’ex marito» (Corriere della Sera – 18 maggio 2016)
L’omicidio avvenne in un appartamento al Casilino a settembre 2014. L’imputato, una guardia giurata, sparò con la pistola d’ordinanza. L’accusa: incapace di accettare la fine della storia d’amore. La difesa: «Colpo accidentale»
Sedici anni di reclusione per omicidio volontario più un anno e mezzo per la cessione di sostanze stupefacenti. È la richiesta del procuratore aggiunto Paolo Ielo alla corte d’assise per la morte di Natascia Meatta, uccisa dall’ex marito Alessandro Popeo davanti alla figlioletta di due anni nel settembre 2014.
«Colpo accidentale» I due si erano separati da alcuni mesi, ma si incontravano per via della bimba. Teatro del delitto, un’abitazione al Casilino. Popeo, guardia giurata, sparò con la sua pistola d’ordinanza, ma fin da subito sostenne che il colpo era partito in modo accidentale: l’arma l’aveva appoggiata su una mensola. Per Ielo invece il vigilante uccise l’ex moglie per gelosia, in particolare perché incapace di accettare la fine della storia d’amore. Non solo, secondo il procuratore aggiunto Popeo avrebbe di volta in volta fornito versioni diverse sulla dinamica dell’omicidio in base alle risultanze emerse dalle indagini. E la guardia giurata avrebbe anche procurato della droga a Natascia. Da qui la richiesta di condanna anche per quest’ultimo reato. La sentenza è prevista per il 26 maggio.
Guardia giurata sparò all’ex compagna: «Tragico incidente» (Corriere della Sera – 26 maggio 2016)
Condannato Alessandro Popeo, che nel 2014 uccise con un colpo di pistola Natascia Meatta: cinque anni di reclusione per omicidio colposo. Ribaltata la richiesta della procura della volontarietà e di 16 anni di carcere
Un colpo partito per sbaglio dalla pistola d’ordinanza di Alessandro Popeo, guardia giurata, uccise Natascia Meatta, morta davanti alla loro figlia di due anni per un tragico incidente. È questa la ricostruzione della Corte d’assise che ha condannato l’imputato a 5 anni di reclusione con l’accusa di omicidio colposo e l’immediata scarcerazione. Un verdetto che sconfessa, almeno in primo grado, la tesi della procura.
I parenti: «Che schifo» Il pm Paolo Ielo, convinto che si trattasse dell’ennesimo episodio di femminicidio nato dall’incapacità di accettare la fine di una storia d’amore, aveva infatti chiesto la condanna a 16 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario. Sentenza pronunciata in un’aula piena di parenti e amici di Natascia Meatta che hanno accolto il verdetto con rabbia, lasciandosi andare a lacrime amare, e a urla piene di rancore. «Che schifo. Questa non è giustizia. La pagherai» sono state in sintesi le reazioni dei familiari. L’imputato, vestito con un giubbotto nero e jeans, è rimasto invece tranquillo, accogliendo il verdetto con soddisfazione e stringendo i pugni in segno di vittoria.
Popeo si era dichiarato innocente
Un distacco nei confronti della vittima in linea con il comportamento tenuto da Popeo che, in due anni dal giorno della tragedia, avvenuta il 17 settembre del 2014, non ha mai chiesto perdono alla famiglia della giovane donna. La coppia si era separata da qualche mese e sembrava che entrambi avessero reagito senza traumi alla fine della relazione. Popeo non aveva mai manifestato rancori o gelosie fino a quel tragico giorno. L’imputato disse subito che il colpo era partito in modo accidentale dalla sua pistola d’ordinanza. Dallo svolgimento delle indagini il pm Paolo Ielo si era convinto – sbagliando secondo la Corte – che Popeo invece avesse sparato con l’intento di ammazzare la donna colpevole di aver interrotto i loro rapporti. A tenerli uniti era rimasta soltanto la figlia. Ed era questa la ragione per cui il giorno della tragedia l’uomo si era recato dall’ex moglie. Quando entrò in casa – secondo la ricostruzione dei giudici – posò la pistola sulla mensola e parti il colpo mortale. Una tragica fatalità avvenuta proprio nel momento in cui era presente anche la loro figlia.



