Alessandro Vacca, 26 anni, commerciante ambulante. Accoltella la fidanzata, la colpisce con un mattone in testa e la lascia morire dissanguata in un casolare. Condannato a 30 anni con rito abbreviato
Lucera (Foggia), 23 Aprile 2005

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A sedici anni è stata massacrata dal suo fidanzato a colpi di mattone e a coltellate in un casolare abbandonato in un bosco a pochi chilometri da Lucera. Lui, Alessandro Vacca, commerciante, 26 anni, di dieci più grande di lei, è fuggito lasciando in fin di vita la ragazza con la quale era fidanzato da un paio d’anni. Lei, Giovanna Telese, è rimasta per terra agonizzante fino a notte quando proprio lui, dopo avere confessato, ha condotto la polizia nel casolare. Ma oramai, le sue condizioni erano disperate e la ragazza è morta poche ore dopo in ospedale.
Vacca viene descritto dalla polizia come un “uomo molto geloso e violento” e pare che avesse altre volte picchiato la sua ragazza per gelosia. La loro relazione era entrata in crisi da un mese ma ieri, poco prima di pranzo, erano andati insieme nel casolare abbandonato nel bosco dove si incontravano abitualmente. Probabilmente dopo una ennesima lite, lui l’ha colpita prima alla testa con un mattone e poi con un coltello in varie altre parti del corpo. Poi l’ha abbandonata per terra, agonizzante.
Quello che è successo dopo non è ancora del tutto chiaro e gli investigatori non escludono che vi possano essere ulteriori sviluppi nelle indagini. Vacca si è disfatto delle armi usate (ma le ha fatte poi ritrovare alla polizia indicando il luogo nel quale le aveva gettate) e forse anche del cellulare. Ma prima si è andato a cambiare (i vestiti sporchi di sangue sono stati recuperati in casa di un parente) e ha portato la sua automobile al lavaggio. Solo dopo, mentre guidava per strada, ha incontrato un pattuglia della stradale e ha fermato gli agenti raccontando loro di essere stato vittima di un sequestro di persona.
La sua versione dei fatti non ha però retto alle prime domande e, caduto subito in contraddizione, l’uomo ha cominciato a fare le prime ammissioni fino a confessare tutto. Gli agenti, peraltro, avevano notato che le sua scarpe da ginnastica erano sporche di sangue. Era già mezzanotte quando ha condotto i poliziotti nel casolare dove Giovanna ancora respirava. Aveva gravi ferite alla testa, e coltellate all’addome, al torace e al collo. E’ riuscita anche a rispondere ad alcune domande degli agenti ma oramai le sue condizioni erano disperate. Trasportata in ambulanza nell’ospedale di Lucera e poi trasferita a Foggia, è morta alle 5 del mattino negli Ospedali Riuniti. Se Vacca avesse parlato prima, forse si sarebbe salvata.
Omicidio Giovanna, rito abbreviato per Alessandro (Lucera ByNight – 14 gennaio 2006)
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lucera, Filomena Mari, ha concesso il rito abbreviato, rigettando la richiesta per la perizia psichiatrica, per Alessandro Vacca, 26 anni, a giudizio per l’omicidio, con l’aggravante della crudeltà, della sedicenne Giovanna Tanese. La giovane morì per le ferite riportate nel corso dell-aggressione da parte dell’imputato in un casolare nei pressi del Bosco Cimino, il 22 aprile del 2005.
Il processo è stato aggiornato al 3 marzo. Alla sbarra altre 4 persone, il padre e la sorella dell’imputato e due coniugi, suoi parenti. L’accusa, per queste persone, è di favoreggiamento e morte come conseguenza non voluta di altro delitto. Quel giorno, verso le 13,30, Alessandro aggredì, colpendola con un mattone e un coltello da sub, Giovanna, nel casolare, nel corso di una lite scoppiata perchè la ragazza aveva deciso di interrompere la loro reazione. Il giovane lasciò la ragazza agonizzante e tornò a Lucera. Dopo aver confessato il delitto alla Polizia, Alessandro rivelò il luogo dove giaceva Giovanna, che fu trovata ancora viva, verso mezzanotte. La ragazza spirò nella notte nel reparto rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia.
Foggia – Uccise fidanzata: condannato (Gazzetta del Mezzogiorno – 3 marzo 2006)
E’ stato condannato a trent’anni di reclusione Alessandro Vacca, 26 anni, il ragazzo accusato di aver ucciso la sua fidanzata Giovanna Tanese, la quindicenne assassinata a Lucera il 22 aprile dello scorso anno. E’ quanto ha deciso nel primo pomeriggio di oggi il gup Filomena Mari, al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato.
Giovanna Tanese, secondo la ricostruzione degli investigatori, morì per le ferite riportate dopo un violento litigio con il fidanzato perchè la ragazza voleva troncare la relazione. I due si incontrarono in un casolare in località Bosco Cinino e dopo aver discusso lui la colpì alla testa con una pietra e poi la finì con diverse coltellate al corpo.
Credendo che fosse morta Vacca scappò e dopo essersi cambiato gli abiti raccontò ad una pattuglia della polizia stradale che lui e la fidanzata erano stati rapiti: lui era però riuscito a liberarsi mentre non sapeva dove fosse la ragazza. Un racconto con molte contraddizioni e che non convinse gli investigatori. Dopo alcune ore di interrogatorio Vacca raccontò tutta la verità portando gli agenti nel casolare dove si trovava la ragazza. Giovanna era ancora in vita, ma agonizzante: morì la notte successiva.
In aula questa mattina Alessandro Vacca, prima della lettura della sentenza, ha rilasciato dichiarazioni spontanee chiedendo perdono alla famiglia della vittima.

