Andrej Scirpcariu, 23 anni. Accoltella la ex e poi se stesso, davanti al figlio di lei di appena due anni. Condannato a 30 anni
Tivoli (Roma), 31 Maggio 2012
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Sgozza l’ex davanti a figlio di 2 anni (Corriere della Sera – 1 giugno 2012)
La ragazza, una 23enne, è morta in ambulanza: l’omicida l’aveva pedinata per tutto il giorno. Dopo averla colpita con un coltello, l’uomo si è ferito alla gola: è in fin di vita
Prima l’ha inseguita per tutto il giorno, incalzandola anche sul posto di lavoro. Poi, giovedì notte, poco dopo le 23, l’ha convinta a farlo salire sull’auto della madre e lì l’ha uccisa a coltellate davanti al figlioletto di lei, di due anni, terrorizzato. Una tragedia, ancora una volta di stalking, a Tivoli, alle porte di Roma.
MORTA IN AMBULANZA – La vittima, Claudia Bianca Benca, romena di 23 anni, è stata soccorsa da alcuni passanti che hanno sentito le sue urla disperate in piazza delle Nazioni Unite provenire da una Renault Twingo. A bordo, sui sedili posteriori, c’era anche l’ex fidanzato respinto ancora una volta, Andrej Scirpcariu, coetaneo della ragazza, anche lui ferito all’addome e alla gola con un grosso coltello. I soccorritori e i poliziotti giunti sul posto hanno messo al sicuro il bambino e poi hanno trasportato i due all’ospedale di Tivoli: la giovane è morta in ambulanza, mentre l’altro è ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.
LASCIATO DA TEMPO – Claudia, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva già lasciato da tempo il ragazzo che però non aveva mai accettato la fine della loro relazione. Giovedì la situazione è degenerata nel sangue. (di
Omicidio sotto la Rocca Pia, confermati 30 anni all’assassino di Bianca Claudia (Notizia Locale – 18 dicembre 2013)
Aveva pugnalato a morte la sua ex fidanzata, davanti al figlio di pochi mesi, confermata in appello la condanna a 30 anni di carcere per l’assassino. Ad uccidere la giovane Bianca Claudia Beuca, la notte del 31 maggio dello scorso anno sotto la Rocca Pia, fu l’ex fidanzato – respinto dalla ragazza – Andrei Scripcariu, romeno di 23 anni. Condannato in primo grado, il 22 marzo, a 30 anni dal giudice Mario Parisi che aveva accolto quasi tutte le richieste del pubblico ministero Lelia Di Domenico, non riconoscendo solo i futili motivi.
Ora, in appello, la Corte presieduta da Mario Lucio D’Andria, stando a quando riportato dalle agenzie, ha confermato il giudizio con il rito abbreviato che si era svolto nel tribunale di Tivoli nove mesi fa.
LA STORIA
Il ragazzo non riusciva a farsi una ragione della fine del rapporto e proprio con la scusa di chiarirsi era andato a prendere la ragazza fuori dal bar dove lavorava. I due erano prima andati a prendere il figlio di lei, avuto da una precedente relazione, e poi erano andati in largo Nazioni Unite a parlare. Stando alle testimonianze raccolte dagli agenti del commissariato di Tivoli, diretto all’epoca da Giancarlo Sant’Elia, il ragazzo è uscito dalla vettura barcollando. All’improvviso ha cominciato a colpirsi al torace con il coltello insanguinato e dallo sportello lasciato aperto i passanti hanno visto il corpo di lei, coperto di sangue, ed il bambino che urlava dal sedile posteriore della Renault Twingo amaranto di lei. Appena il giovane ha fatto cadere il coltello, alcuni passanti l’hanno allontanato con un calcio. Contemporaneamente un altro passante ha preso il bambino dalla macchina, mettendolo al sicuro.
IL PROCESSO DI PRIMO GRADO Il processo si è celebrato con il rito abbreviato, richiesto dallo stesso imputato, e l’udienza è durata in tutto appena tre ore. Il giudice ha fissato in 100 mila euro la provvisionale di risarcimento in favore della madre, demandando alla sede civile la quantificazione del danno economico.
In aula era presente, oltre all’imputato, anche la madre della povera ragazza massacrata quel giovedì sera all’ombra della Rocca Pia. Per la signora sono stati attimi difficili da sopportare, tanto che in più di un’occasione ha dovuto lasciare l’aula. Il ragazzo, invece, si è limitato a dire, attraverso la traduttrice: “Mi dispiace, mi dispiace molto”.

