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Anis Bouhamdi, 41 anni, pregiudicato. Uccide la convivente massacrandola di botte. Condannato a 12 anni per omicidio preterintenzionale

Verona, 20 Gennaio 2020


Titoli & Articoli

Maria uccisa di botte a 51 anni dal compagno, si attende l’esito dell’autopsia (il Gazzettino – 23 gennaio 2020)
Sarà l’autopsia a fare piena luce sulla morte di Maria Kaszuba, la cittadina polacca 51enne, uccisa di botte da un magrebino di 41 anni nella notte tra domenica e lunedì nell’appartamento di Verona, all’interno di un residence in zona stadio, dove la donna conviveva da due anni con l’uomo. Il presunto omicida è stato arrestato martedì mattina dalla Squadra mobile di Genova dopo essersi presentato alla Questura del capoluogo ligure dicendo che probabilmente aveva ucciso la compagna dopo averla picchiata durante una lite per futili motivi e di essersene accorto solo al risveglio, lunedì scorso. Poi il viaggio fino a Genova.
Il corpo della polacca è stato trovato dalla Mobile di Verona, allertati dai colleghi genovesi: presentava sicuramente una grossa ferita alla testa, causata verosimilmente dalle percosse inferte dall’indagato. L’autopsia, che permetterà di accertare l’ora della morte, è stata affidata dal pm scaligero Elvira Vitulli al dottor Dario Rainero, dell’ Istituto di Medicina legale del Policlinico di Verona.
La vittima viveva a Verona da 20 anni e lavorava come inserviente. Il nordafricano risulta avere numerosi alias, legati a vari precedenti penali ed è irregolare sul territorio italiano. Ora è in carcere con l’accusa di omicidio volontario.  Si è avvalso della facoltà di non rispondere, davanti al Gip di Genova, il maghrebino indagato per l’omicidio.

 

Omicidio al Palladio, condannato a 12 anni (Telenuovo Tg Verona – 28 giugno 2021)
La Corte d’Assise di Verona ha condannato a 12 anni di carcere Anis Bouhamdi, tunisino 42enne, riconosciuto colpevole dell’omicidio di Maria Stefania Kaszuba, l’ex badante polacca di 51 anni, uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2020 dopo un violento litigio nell’appartamento della donna a Verona, nel complesso condominiale “Palladio”, vicino allo stadio.
L’uomo, reo confesso, si era presentato due giorni dopo alla Questura di Genova, dicendo di temere di avere ucciso l’amica. I poliziotti, inviati dai colleghi genovesi, avevano trovato il corpo della donna. L’imputato, difeso dall’avvocato Giampaolo Cazzola, ha sempre sostenuto che l’uomo non voleva uccidere la badante e di avere reagito picchiandola durante un alterco alimentato dall’ubriachezza di entrambi.  La Corte d’Assise, presieduta da Silvia Isidori, ha condannato l’uomo a 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, il pubblico ministero Elvira Vitulli aveva chiedo una condanna a 16 anni per omicidio volontario


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