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Claudio Grigoletto, 33 anni, istruttore pilota e titolare di una scuola per aviatori, sposato e padre. Uccide l’amante incinta massacrandola di botte, poi la brucia e la corsparge di acido. Tenta di accusare i colleghi. Condannato all’ergastolo, pena ridotta a 30 anni confermata dalla Cassazione

Gambara (Brescia), 29 Agosto 2013

Grigoletto-Claudio-gambara


Titoli & Articoli

Il pilota che inventava le missioni in Afghanistan (Corriere della Sera – 4 settembre 2013)
La foto con le bimbe postata dopo il delitto di Marilia

Claudio Grigoletto con le due figlie: ha pubblicato questa foto su Facebook poche ore dopo l'omicidio di MariliaClaudio Grigoletto con le due figlie: ha pubblicato questa foto su Facebook poche ore dopo l’omicidio di Marilia

BRESCIA – Lo stesso giorno in cui avrebbe strangolato Marilia, colpita alla nuca, tentato di farle ingerire dell’acido muriatico, rotto il tubo del gas e provato a darle fuoco, Claudio Grigoletto ha messo su Facebook una foto con le sue due figlie. Felici in mezzo al bosco, la più grande stretta al fianco, la più piccola, nemmeno due mesi, nascosta nel marsupio. Se è stato davvero lui a uccidere la ragazza partita dal Brasile per trovare la morte a 29 anni nella provincia bresciana, ora quel suo sorriso ti gela il sangue.Grigoletto era fino a ieri quello che molti ragazzi sognano di essere. Pilota, istruttore di volo, imprenditore ambizioso che si era messo in testa di vendere ultraleggeri in Brasile. A 32 anni era già titolare con un socio di tre società, aveva una moglie giovane, due belle bambine e una deliziosa villetta in Franciacorta. E una segretaria che tutti gli invidiavano.
«Stavano sempre assieme, eravamo certi che tra di loro ci fosse una relazione» dicono senza esitazioni al campo volo di Bedizzole, dove Grigoletto addestrava i suoi allievi. Tutti sapevano che Marilia era incinta, e nessuno dubitava che il figlio che portava in grembo quella ragazza bella e sola, con pochi amici e senza una casa, fosse proprio del suo datore di lavoro.
L’inchiesta è stata rapida anche perché attorno alla brasiliana il mondo era davvero ristretto. «Frequentava appena 4 o 5 persone» elenca il procuratore Fabio Salamone. Oltre a Claudio, l’altro socio Roberto Tomellini, l’ex fidanzato Andrea, l’amica Federica che seguiva le lezioni per diventare pilota, e Paolo, il dipendente dell’azienda che doveva fornire i velivoli da piazzare in Sudamerica.
Tutti sapevano di quella gravidanza. È uno dei pilastri dell’accusa perché Grigoletto non solo nega di essere lui l’assassino ma persino di avere avuto una relazione con la sua dipendente. I magistrati sono convinti del contrario, anche perché era lui a pagare l’albergo a Ponte San Marco, sulla statale verso il Garda, dove andava con Marilia tutti i lunedì. È stata quella l’ultima dimora dell’ex hostess, dal 16 agosto fino alle notte prima del delitto, tredici giorni praticamente senza mai uscire. Pranzo e cena in stanza, riso bianco e piatti leggeri tanto da far preoccupare il personale, che vedeva quella povera ragazza con la pancia che cresceva e il corpo che s’ingraciliva. E lui infastidito che avrebbe risposto: «La rispedisco in Brasile». E davvero Marilia stava pensando di tornare in patria. Con quell’amore senza spiragli, con quel lavoro senza troppi affari che probabilmente sarebbe finito a settembre.
Dopo Ferragosto i muri di ipocrisia che Grigoletto aveva costruito hanno iniziato a sgretolarsi. Jessica, la moglie, doveva aver sospettato qualcosa già da un po’. A giugno aveva messo su Facebook una doppia immagine. In una ci sono delle ballerine brasiliane e sotto: «Un giorno la bellezza scompare». Nell’altra c’è una ragazza che accudisce un uomo malato: «Lei è una vera donna». Con Jessica che pretende verità e Marilia già al quarto mese che chiede un futuro, Claudio trova una soluzione forse presa a prestito dai serial tv che tanto ama come Csi e True Blood (che in italiano sarebbe «sangue vero»). Crea un falso account per spedire mail a nome della sua segretaria, manda a se stesso messaggi che lo scagionano e che invece indicano nell’amico Paolo il padre del futuro bambino. Li mostra alla moglie. Lei non ci casca. Le assicura che organizzerà per fine agosto un incontro a quattro: lui e la moglie, Marilia e l’ignaro Paolo. Se è così, è un appuntamento che deve far saltare a tutti i costi.
Chissà, forse sperava di riuscire alla fine a risolvere tutto, com’era nel suo carattere. Sicuro e un po’ sbruffone. Come quando si presentò la prima volta al campo volo raccontando dell’arruolamento nei marines e delle missioni in Afghanistan con gli F16. «Non era molto credibile, ma pieno di voglia di fare» ricorda Franco Pasini, il creatore della piccola pista. È finita con conti in sospeso e liti con i soci. A uno di loro Grigoletto si era offerto da consulente e poi aveva preteso un compenso da 14 mila euro. L’altro c’era rimasto male, era finita a carte bollate. Dopo un po’ di tempo avevano trovato nell’hangar chiuso a chiave quattro aerei con le ruote bucate. Nessuno ha mai capito chi fosse il responsabile.
Se è stato davvero lui ad assassinare la sua segretaria e madre del suo bambino, non può bastare mettere una foto con le figlie su internet per mettere tutto a posto.

 

“Sono il più bravo” (La Stampa – 5 settembre 2013)
Viaggio nella sua Adro: tutti sapevano ma oggi regna l’omertà
“Se si toglie da lì», fa la vicina di casa, scappando via con il suo sgargiante vestito a scacchi. Adro, a differenza di Gambara, è un posto che guarda delle colline e delle vigne piene, dove la luce del giorno sta colando via dalle pareti levigate. C’è un’ora di macchina fra i due paesi. E Claudio Grigoletto quasi tutte le sere, racconta la zia di sua moglie, Jessica, stropicciando un fazzoletto nella mano, chiamava dall’ufficio e diceva: «Ho finito adesso, come stanno le piccole? Vengo a casa, un’oretta». Il solito candido ritratto dell’orrore. Ma c’è sempre qualcosa che non abbiamo capito nei crimini della nostra provincia. Lo accusano di aver ucciso la sua amante brasiliana perché l’aveva messa incinta, le aveva raccontato un sacco di palle e ora non voleva rovinare la sua splendida famiglia. E invece la zia, «era un amore di papà», sussurra ancora, con vergognosa fierezza, come se ci tenesse a dirlo, ma senza che la sentano in troppi. Nella catena di rettangoli in cui si perde questo posto, cerchiamo invano qualcuno che ci aiuti. «Andate via!», urla un tipo in bicicletta. Inseguiamo la vicina. Oggi ad Adro, il paese del sindaco Oscar Lancini, che decorava le finestre e i banchi della scuola con il marchio del Sole delle Alpi, sono tornati i giornalisti. Lei si gira un attimo, mentre si rassetta i capelli corti continuando a scappare, e dice che lui non l’ha neanche «mai visto una volta. Noi conosciamo solo Jessica, una ragazza d’oro, le vogliamo tutti un gran bene, perché se lo merita, e le siamo vicini».
Dall’altra parte, a Gambara, dove il fantasioso Grigoletto s’era inventato l’Alpi Aviation do Brasil, assumendo come segretaria l’ex hostess Marilia Rodrigues, ci sono tre vasi di fiori sui 5 gradini di pietra bianca dell’ingresso e una bandiera brasiliana che pende fra i petali gialli dalle grate rugginose delle finestre. Passa il padre di Marilia, ma nessuno che parla. Il lavoro dei carabinieri ha svelato le tracce di un giallo e una storia che in fondo tutti conoscevano, ma che tutti negano. Il sindaco di Gambara, Tiziana Panigara, rappresenta tutto questo stupore quando ripete con ingenuo rammarico che «il nostro paese pensava di tenersi fuori da storie del genere». Come dire che gli orrori capitano qui vicino, ma non ci riguardano, visto che 11 anni fa, a Leno, giusto a due curve da queste parti, una ragazzina di 14 anni di nome Desirée Piovanelli era stata seviziata e massacrata da tre minorenni e un maggiorenne, Giovanni Erra, condannato all’ergastolo per quell’orrore, che aveva definito la vittima semplicemente come «una ragazza troppo facile».
Anche questa volta c’è una donna, considerata meno di niente, ammazzata come si toglie un ingombro dal percorso. E anche questa volta c’è un paese che sfugge i giornalisti e che nega tutto. Ma Claudio Grigoletto non poteva essere un vanto: sparava tante di quelle palle che faceva ridere pure i suoi quattro allievi pilota raccontando immaginifiche avventure da marine. Come ha fatto ancora poco prima di essere arrestato, quando gli hanno chiesto di ricordare Marilia Rodrigues Martins, ha risposto con voce melanconica: «Era solare, una donna tanto solare». Poi ha aggiunto che per quello che ne sapeva «era fidanzata», ma che lui naturalmente non aveva avuto nessuna storia di nessun genere con lei. La verità è che persino sua moglie sapeva di questa storia, e che lui andava da Angelo Bonati, il direttore del campo volo, in compagnia di quella bella brasiliana con i tacchi da 12 centimetri e i vestiti attillatissimi, presentandola «come la sua ragazza». A un certo punto, «poi lei non s’è più vista. Mi dicevano tutti che era in stato interessante», spiega il Bonati, anche lui cercando di scapparsene via prima di dire qualcosa.
Sua moglie Jessica, invece, non posta più su facebook foto spinte e ridanciane come quelle dell’addio al celibato, e i suoi voluminosi capelli biondi si sono stinti in un più casalingo castano. Adesso si fa solo ritrarre sorridente e materna con le sue due bambine, e scrive che «non ha un fisico da sballo», ma «la bellezza finisce e io sono fiera delle mie figlie». C’erano due mondi nella vita di Claudio Grigoletto, e ce n’erano anche tre perché c’erano pure quelli che lui si inventava – «sono il più bravo», ripeteva molto seriamente: «Ho pilotato gli F16 per sei anni, sono stato in Afghanistan e non ho paura di niente» -, come tutti i quaquaraquà che non sono nemmeno capaci a vivere la loro, di vita.
Eppure, la zia, dice che «era un marito esemplare. Avevano appena comprato la casa. E anche il rapporto fra di loro era tutto per lui. Lei lo adorava. Se telefonava per dire che tornava a casa, prendeva in braccio le figlie e lo aspettava sulla strada». Le bambine dovevano essere così orgogliose quando vedevano il loro padre che arrivava salutando, perché sembrava fluttuare in tutta quella luce del giorno che finisce, e lui era un po’ come i re delle fiabe e la mamma era come la regina della casa, che gli correva incontro dopo aver messo in ordine tutte le cose riportandole alla vita. Solo che dietro a ogni quadro, molte volte c’è un disegno nascosto, e questo mette insieme i sogni senza sacrifici della nostra provincia, il modello indistruttibile da vivere per gli altri, per il nostro Carosello della vita. Anche a costo di uccidere chi non conta niente, come un’altra donna. Bonati dice che «quel giovedì è venuto qui a portare in volo della gente. L’ho sentito per radio». E com’era? «Tranquillo. Normale». Che cosa aveva fatto, in fondo? (di Pierangelo Sapegno)

Confessa l’amante di Marilia: “l’ho uccisa, ma non volevo” (il Giornale – 14 settembre 2013)
Marilia Rodrigues Silva Martins, brasiliana ventinovenne dagli occhi da cerbiatta e un fisico mozzafiato, era stata trovata morta il 29 agosto sul pavimento dell’ufficio della Alpi Aviation do Brazil, a Gambara (Brescia). Poteva sembrare un suicidio, l’assassino aveva tentato di ridipingere il quadro del delitto. Con una macabra messinscena. Acido accanto al cadavere, un tubo del gas staccato. Fosse scoppiato tutto forse avrebbe potuto cavarsela. O perlomeno dilatare i tempi. Invece sono bastati pochi giorni ai carabinieri per mettergli le manette, qualcuno in più per farlo parlare. Il movente? Chiaro fin dall’inizio, per gli inquirenti. La sua amante era incinta di quattro mesi. E si stava facendo sempre più pressante. Lui cercava di barcamenarsi: alla bella brasiliana raccontava di essere in procinto di separarsi, di essere pronto a cominciare una nuova vita; in famiglia, invece, rassicurava Jessica, da poco la coppia aveva cambiato casa trasferendosi ad Adro, quasi in cerca di una pace da ricostruire.
Davanti al pm Antonio Cassiani, Grigoletto, dopo altre tre ore di interrogatorio, è crollato. Troppi indizi, anzi ormai prove – a cominciare dalle tracce di dna e sangue trovate su una delle sue due auto- contro di lui. Ma la versione del pilota, resta quella di chi vuole salvarsi a tutti i costi. Il suo paracadute si apre per far credere a un omicidio preterintenzionale. Agli investigatori avrebbe, infatti raccontato di aver avuto una colluttazione con Marilia e che la ragazza avrebbe battuto la testa a terra cadendo. Per spiegare i segni sul collo della vittima sostiene che la brasiliana avesse avuto delle convulsioni: lui, a quel punto, l’avrebbe bloccata per aiutarla.
Il suo legale Elena Raimondi, fino a qualche giorno fa si mostrava fiduciosa. Difficile non concedere «credito» a un uomo così: simpaticone, da ragazzo fra i catechisti più impegnati nel centro parrocchiale di Gambara e poi, una vita romanzata un po’ da avventuriero e un po’ da uomo d’affari. Capace di volare alto in cielo, ma di precipitare nell’abominio per due gambe sinuose appoggiate su tacchi quindici. Se non avesse ucciso Marilia presto sarebbe diventato di nuovo padre. Di una terza bambina. (di Andrea Acquarone)

“Marilia stava per rovinarmi” (La Stampa – 14 settembre 2013)
Brescia, il pilota confessa
Prima ha negato tutto. Nessuna relazione con Marilia Rodrigues Silva Martins. Poi ha ammesso la storia extraconiugale la sua dipendente, e in un secondo momento ha aggiunto che lei attendeva un figlio da lui.
Ora, a distanza di due settimane dal delitto della 29enne brasiliana, trovata morta il 30 agosto a Gambara (Brescia) nell’ufficio della Alpi Aviation do Brasil, arriva l’ultimo tassello: «Sì, sono stato io». Claudio Grigoletto, il pilota 32enne in cella dal 3 settembre per omicidio premeditato, procurato aborto e tentata soppressione di cadavere, ha confessato. Lo ha fatto ieri in carcere al pm Ambrogio Cassiani. Un interrogatorio di tre ore, nel corso del quale il titolare dell’azienda che commercializza ultraleggeri ha fornito la sua versione: un omicidio preterintenzionale, frutto di una lite degenerata. Una discussione scatenata da Marilia, incinta al quarto mese, che voleva l’amato – sposato e con due bimbe – tutto per sé. «Lascia subito la moglie o ti rovino», lo avrebbe minacciato «O comunichi tu alla tua consorte la decisione o lo faccio io». Ma Grigoletto, da luglio padre della seconda figlia, temporeggiava. Poi sarebbero partiti gli schiaffi, Marilia avrebbe tentato di aggredire l’amante con un pezzo di legno, parte di un tavolo smontabile e sarebbe scivolata a terra picchiando la testa tre volte.
Grigoletto l’avrebbe vista in preda a violente convulsioni e per calmarla le avrebbe messo le mani attorno al collo. Solo allora si sarebbe reso conto che la situazione era fuori controllo e i gesti successivi – la manomissione della caldaia per fare fuoriuscire il gas, l’acido versato in bocca alla ragazza, il corpo coperto di giornali per tentare di appiccare un incendio – sarebbero imputabili a uno stato confusionale. «Una confessione genuina, non c’è alcuna premeditazione» lo difendono i legali Elena Raimondi e Renata Milini, che ieri hanno depositato il ricorso al Riesame.
Ma per la Procura troppi elementi non quadrano. Il pilota avrebbe pianificato l’eliminazione dell’amante perché incapace di sfilarsi dal tunnel di bugie in cui si era cacciato. Marilia era un «problema» che rischiava di fargli saltare il matrimonio. Il 29 agosto l’avrebbe attirata in ufficio con la promessa di parlare della loro futura casa, quindi l’avrebbe picchiata e strangolata. Poi avrebbe inscenato il suicidio aprendo il gas, versandole in bocca l’acido e mettendole in mano un accendino. Alle 18 si sarebbe recato all’aviosuperficie di Bedizzole per una lezione di volo.
Nei giorni precedenti con l’iPhone e con il pc avrebbe navigato sul web per informarsi su avvelenamenti, esplosivi e tecniche incendiarie, comprato guanti in gomma, acido e ammoniaca (nel suo ufficio gli scontrini ), e avrebbe portato a Gambara un attrezzo a pappagallo; lo stesso rinvenuto al campo di volo di Bedizzole, che per il Ris è compatibile con l’impronta sul tubo svitato della caldaia. Nella sede dell’azienda i militari della scientifica hanno trovato sangue del pilota e di Marilia. Sangue mescolato che il pilota ha lasciato anche sul tappetino della sua Land Rover. (di Beatrice Raspa)

Uccise l’amante incinta: s’impicca in carcere (Today – 19 novembre 2013)
Claudio Grigoletto, il pilota di aerei bresciano che ha confessato l’omicidio della sua amante, Marilia Rodrigues, ha tentato il suicidio in carcere ma è stato salvato da altri detenuti
Claudio Grigoletto, il pilota di aerei bresciano di 32 anni che a fine agosto a Gambara ha strangolato e ucciso la hostess brasiliana di 29 anni Marilia Rodrigues, sua dipendente e amante e dalla quale aspettava un figlio, ha tentato il suicidio in carcere. L’uomo, infatti, avrebbe cercato di impiccarsi ed è stato salvato da altri detenuti. Dopo il gesto è stato trasportato in ospedale per una visita e dopo un’ora è stato riaccompagnato in cella. Grigoletto, che ha confessato l’omicidio pochi giorni dopo l’arresto, è nel carcere di Canton Mombello dal 3 settembre, incastrato dalle macchie di sangue ritrovate sul tappetino della sua vettura e dalle impronte sul luogo dell’ omicidio.

Brescia, uccise l’amante incinta: ergastolo per il pilota di aerei Claudio Grigoletto Requisitoria di un’ora e mezzo durante l’ultima udienza per l’omicidio di Marilia Rodrigues, uccisa ad agosto a Gambara dall’amante e datore di lavoro  Claudio Grigoletto (Rai News – 17 aprile 2014)
E’stato condannato all’ergastolo Claudio Grigoletto, il pilota di aerei che lo scorso 29 agosto a Gambara (Brescia) ha ucciso la brasiliana Marilia Rodrigues, sua dipendente e amante, dalla quale aspettava un figlio. Una morte provocata per soffocamento e avvenuta nell’ufficio della Alpi Aviation do Brasil, l’agenzia di volo dello stesso Grigoletto, sposato e già padre di due bambine. La sentenza è arrivata dopo cinque ore di dibattimento in Corte d’Assise e quattro di Camera di Consiglio. L’imputato al momento della lettura del dispositivo è rimasto immobile con lo sguardo fisso sulla Corte che lo ha giudicato.
Fuori da Palazzo di Giustizia la mamma di Marilia e il papà di Grigoletto si sono abbracciati e stretti la mano nonostante la tragica vicenda dei loro figli.  “E’ una condanna ingiusta. La pena andava stabilita, ma non in questi termini” hanno subito commentato i legali del condannato che in mattinata avevano chiesto che non venisse contestata l’aggravante della premeditazione. “Alla luce delle prove non si può parlare di omicidio premeditato. Il gesto di Grigoletto è il frutto di un’azione di lucida follia in pieno stato d’ira”, aveva sostenuto in aula l’avvocato Renata Milini chiedendo per il suo assistito il riconoscimento delle attenuati generiche.
La prima sezione della Corte d’Assise di Brescia, presidente Vittorio Masia, ha invece accolto la richiesta del pubblico ministero Ambrogio Cassiani che aveva chiesto l’ergastolo sostenendo che “abbracciare la tesi di Grigoletto – che ha sempre ripetuto di aver ucciso Marilia al culmine di un litigio – avrebbe significato fare un nuovo torto alla ragazza”.   All’udienza hanno assistito i genitori della vittima, arrivati dal Brasile, oltre al padre e alla sorella di Claudio Grigoletto. La mamma di Marilia è scoppiata in lacrime dopo la sentenza e non ha rilasciato dichiarazioni alla stampa. Per il suo legale, l’avvocato Anita Liporace “i giudici hanno valutato correttamente la gravità del fatto”. Duro invece lo sfogo del papà di Grigoletto: “Non mi aspettavo una pena così pesante. L’ errore che ha fatto mio figlio è grave ed è giusto che paghi, ma questa sentenza annulla un ragazzo. A questo punto – ha aggiunto il genitore del pilota bresciano – ripristiniamo la pena di morte così staremo bene tutti”.  “E’ stato un agguato premeditato giorni prima”,  ha detto il pubblico ministero nel corso della sua requisitoria durata un’ora e mezza. Il pm Ambrogio Cassiani aveva parlato di duplice omicidio – “per l’uccisione di Marilia e del bambino che aveva in grembo” – e di una “totale assenza di scrupoli dimostrata dall’uomo”.

«Grigoletto è bipolare, non è imputabile» (Giornale di Brescia – 23 ottobre 2014)
Lo scrive il legale del pilota d’aerei nelle 54 pagine di ricorso in Appello contro la sentenza all’ergastolo
Claudio Grigoletto, quando ha ucciso Marilia Rodrigues, era affetto da un vizio totale di mente. Lo scrive il nuovo legale del pilota d’aerei, l’avvocato del foro di Monza Luca Ricci, nellecorte d’assise d’appello, tribunale, brescia,  54 pagine di ricorso in Appello contro la sentenza all’ergastolo emessa lo scorso 17 aprile dalla corte d’assise di Brescia nei confronti dell’uomo che nell’estate di un anno fa a Gambara aveva ucciso la giovane hostess brasiliana; sua dipendente e amante, dalla quale aspettava un figlio. «Non è in discussione la responsabilità, ma la sua imputabilità», scrive l’avvocato Ricci, che ha analizzato ogni punto della sentenza di primo grado. Per Grigoletto è stata chiesta una perizia psichiatrica volta ad accertare se al momento dell’omicidio il pilota fosse capace di intendere e volere.
Grigoletto soffrirebbe di un disturbo bipolare ma, più in generale, secondo il suo legale, di gravi disturbi della personalità, con anche delirio di onnipotenza. Aspetti che sarebbero emersi pure nel periodo di detenzione quando Grigoletto aveva, più o meno maldestramente, tentato il suicidio.
Per l’avvocato Ricci non ci fu premeditazione, contestata invece in primo grado. E poi, si legge nell’atto di Appello, Grigoletto avrebbe avuto un comportamento smaccatamente auto-indiziante, tanto da apparire come un soggetto che ha fatto di tutto per essere individuato. Mail inventate, bugie su bugie e ricostruzioni fantasiose avevano invece spinto i giudici di primo grado ad ipotizzare che l’uomo avesse fatto di tutto per allontanare da sé i sospetti. Ora è attesa la fissazione dell’udienza in Corte d’Assise d’Appello quando i legali di Grigoletto chiederanno l’assoluzione per problemi di mente.

Grigoletto, processo bis per calunnia (il Giorno – 23 settembre 2015)
Venerdì 21 aprile l’imprenditore e pilota d’aerei bresciano Claudio Grigoletto ha incassato un’altra condanna, a un anno, per calunnia. La vicenda è collegata all’omicidio di Marilia Rodrigues Silva Martins, l’amante brasiliana, dipendente, che aveva una relazione proprio con Grigoletto dal quale aspettava anche un figlio. Per quel delitto avvenuto a Gambara, nel bresciano, il 29 agosto 2013, l’uomo ha già ricevuto una pena definitiva di 30 anni di carcere che sta scontando. Il caso di calunnia, invece, fa riferimento al periodo in cui l’imprenditore, interrogato sull’omicidio, cercò di dare la colpa all’ex socio Andrea Arrighi e all’ex fidanzato della donna Paolo Zadro. La moglie di Grigoletto, infatti, aveva ricevuto tramite Facebook la notizia di una relazione tra il compagno e la donna brasiliana. A quel punto l’uomo avrebbe creato un falso profilo inviando mail con cui sviare le indagini.
Venerdì al tribunale di Brescia si è svolta l’udienza in cui l’accusa aveva chiesto 6 anni e sei mesi di reclusione. Ma l’avvocato dell’imputato ha chiesto e ottenuto una pena decisamente minore, un anno, anche se non aumenterà rispetto ai 30 anni già inflitti. Di fatto l’episodio della calunnia è stato considerato come legato al delitto.

Uccise Marilia, la Cassazione conferma 30 anni per Grigoletto (Giornale di Brescia – 22 febbraio 2017)
Trent’anni erano. E trent’anni saranno. Il vaglio della Suprema Corte non ha lasciato spazio a sorprese: Claudio Grigoletto dovrà scontare una pena pari a 30 anni di reclusione per aver ucciso a Gambara Marilia Marilia Rodrigues Silva Martins. Con la sentenza definitiva si chiude così il processo. Questa la decisione dei giudici della Corte di Cassazione, giunta ieri a Roma. L’ex titolare della Alpi Aviation do Brasil uccise il 30 agosto 2013 la giovane dipendente, con la quale aveva una relazione e dalla quale aspettava un figlio. Grigoletto, condannato in primo grado all’ergastolo e quindi a 30 anni in Appello, assistito dall’avvocato Luca Ricci del foro di Monza, con il ricorso in Cassazione ha visto sgravata la posizione di Grigoletto dalle contestazioni del tentativo di distruzione di cadavere e dall’aggravante dei motivi abietti. Confermate invece dai giudici della Suprema Corte la premeditazione e l’esclusione della seminfermità mentale al momento del delitto, invocata dalla difesa.

Delitto Rodrigues, proposta choc alla madre dal nullatenente Grigoletto (Qui Brescia – 10 agosto 2020)
L’assassino, ora detenuto a Bollate, ha proposto di pagare 1.000 euro e altre rate da 200-300 al mese.
Quasi sette anni fa – il 30 agosto del 2013 – negli uffici della Alpi Aviation di Gambara, nella bassa bresciana, uccise la dipendente e fidanzata brasiliana Marilia Rodrigues, che a 29 anni portava in grembo il figlio del suo assassino. Per quei fatti l’ex pilota di aerei Claudio Grigoletto, dopo aver tentato inutilmente di far pensare che si trattasse di suicidio, venne condannato, anche in Cassazione nel 2017, a 30 anni di reclusione. Pena che sta scontando dietro le sbarre del carcere di Bollate. Ma oggi, proprio a distanza di sette anni, la madre della vittima, Natalia Silva, si dice umiliata, amareggiata e sconfortata per una proposta che le è arrivata.
Si tratta del risarcimento al quale Grigoletto era stato condannato a versare ai genitori della vittima – pari a 300 mila euro – ma che i destinatari non potranno vedere. Infatti, come dà notizia Bresciaoggi, l’assassino al momento risulta nullatenente e quindi è stato proposto di versare un acconto di 1.000 euro e poi 200-300 al mese. La madre di Marilia, interpellata in Brasile dal quotidiano bresciano, indica come l’assassino abbia fatto di tutto per vendere il proprio patrimonio prima della sentenza definitiva e in modo da non poter versare praticamente nulla oggi. Al momento Grigoletto vive solo con lo stipendio dal lavoro condotto nel carcere di Bollate e dovendo mantenere anche l’ex moglie e due figlie della precedente relazione. Per questo motivo la madre della 29enne si rivolge ai genitori dell’assassino chiedendo che siano loro ad aiutare nel risarcimento.


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