Franco Manzato, 48 anni, camionista, pluripregiudicato. Già condannato per il tentato omicidio della prima moglie, uccide la seconda a coltellate. Condannato a 28 anni di carcere per omicidio, violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, poi ridotti a 20
Sant'Angelo di Sala (Venezia), 10 Settembre 2011
Titoli & Articoli
Tentò di uccidere la prima moglie, ammazza la seconda 11 anni dopo (Corriere del Veneto – 10 settembre 2011)
L’uomo abitava a Santa Maria di Sala, passeggiava in stato confusionale in autostrada. Arrivato in ospedale ha confessato il delitto della donna moldava. Nell’auto c’era ancora il coltello
«Ho ammazzato mia moglie». L’ha confessato in ospedale, dopo essere stato fermato dalla polizia stradale alle 16.30 mentre passeggiava in evidente stato confusionale sull’autostrada A4 all’altezza di Portogruaro con numerosi tagli ed ecchimosi sul corpo. L’uomo, Franco Manzato, camionista nato a Mestre 48 anni, è residente a Sant’Angelo di Santa Maria di Sala nel Veneziano. La moglie si chiamava Elena Para, era di origine moldava. Vedova, aveva una figlia di 14 anni. Nell’auto dell’uomo hanno trovato il coltello macchiato di sangue, la probabile arma del delitto.
L’uomo nel 2000 aveva tentato di uccidere la prima moglie, parrucchiera a Padova, nell’abitazione che i due condividevano a Vigodarzere (Padova). Per questo era stato incarcerato per tentato omicidio. La fedina penale dell’uomo è lunghissima. Nel 2007 era stato denunciato per danneggiamenti a Venezia, nel 2004 per violazione dell’obbligo di dimora a Padova, nel 2000 l’arresto a Padova per il tentato omicidio della moglie. Anche prima del fattaccio era conosciuto alle forze di polizia: nel 1998 era stato denunciato per estorsione a Padova, nel 1993 per truffa a Treviso.
Sgozza la compagna: ci aveva già provato 11 anni fa (il Mattino di Padova – 12 settembre 2011)
Franco Manzato, 48 anni, arrestato a Portogruaro. Aveva tentato di ammazzare la prima moglie a forbiciate a Vigodarzere
Un fendente netto alla gola, la lama che recide la carotide ed Elèna Para, 35 anni, moldava, muore in pochi minuti. L’assassino, Franco Manzato, 48 anni, il compagno pregiudicato, scappa. Sale in auto e viene trovato fermo lungo l’A4 dalla polstrada. Confessa agli agenti il delitto avvenuto ieri pomeriggio in via Don Milani 16 a Sant’Angelo.
Manzato lo hanno trovato due poliziotti della stradale di Palmanova. Lo hanno visto seduto al volante della sua Mercedes ferma in una piazzola di sosta lungo l’autostrada A4, nella zona di Portogruaro. In stato confusionale aveva lo sguardo perso nel vuoto. Il volto e le braccia segnate da ecchimosi e ferite. I poliziotti hanno chiamato il 118 dopo avergli chiesto cosa era successo. Prima ha farfugliato frasi senza senso poi ha detto: «Ho ammazzato mia moglie». Parole pronunciate in dialetto veneziano. Ha indicato il paese dove sarebbe avvenuto il delitto e gli agenti sono arrivati al suo indirizzo grazie ai documenti dell’auto. Erano circa le 16.40 di ieri pomeriggio.
Mentre lui veniva portato in ospedale a Latisana, la centrale della stradale di Palmanova ha avvisato i colleghi della Questura di Venezia che subito hanno inviato in via Don Milani 16, a Sant’Angelo di Santa Maria di Sala una volante, una squadra dei vigili del fuoco e un’ambulanza del Suem. Pensavano di trovare ancora in vita la donna che invece Manzato diceva di avere ucciso.
Alle 17.30 i poliziotti sono entrati in casa. Hanno guardato subito nella stanza da letto. E lì hanno trovato la donna. Il corpo inanimato di Elèna Para era disteso sul letto. Il collo della donna era squarciato da una profonda ferita. Tutto attorno sangue. Per lei non c’era più nulla da fare. Mentre in via Don Milani arrivano gli agenti della Squadra Mobile con la dottoressa Barbara Re e gli specialisti della scientifica, a Palmanova altri poliziotti interrogavano Manzato. L’uomo tra discorsi confusi e momenti di lucidità riconfermava di avere ucciso la donna, la sua seconda compagna, con un coltello che i poliziotti della Mobile veneziana trovano vicino al cadavere della compagna. Da quanto emerso dalle prime indagini si tratta di un omicidio avvenuto, molto probabilmente, per gelosia. Un movente che già nel 2000 portò in galera Manzato dopo che aveva tentato di uccidere la prima moglie. Tentò di ammazzarla a forbiciate dopo averla colpita a calci e pugni e immobilizzata a letto. Anche in quel caso la gelosia, la paura che la donna lo tradisse con un altro uomo mentre lui era in carcere.
Infatti Manzato ha diversi precedenti per reati contro il patrimonio ed estorsione. L’uomo ieri sera è stato sentito anche dal pm Paola Tonini che conduce le indagini. Gli investigatori della Mobile hanno lavorato tutta la notte per compiere i rilievi nella casa del delitto e per ricostruire le ultime ore di vita della giovane moldava. Sono stati sentiti parenti, vicini di casa e amici. Alcuni hanno confermato che spesso lui mostrava di essere molto geloso nei confronti della giovane moglie. È solo questo il movente del delitto? Lo diranno le indagini nelle prossime ore. Il pm tra oggi e domani affiderà l’autopsia che dovrà ricostruire la dinamica dell’aggressione e con precisione il motivo e l’ora della morte.
Link
In memoria di
Uccise la moglie, 28 anni di carcere al camionista Manzato (la Nuova Venezia – 25 gennaio 2013)
Sant’Angelo: l’uomo uccise Elèna Para, ballerina moldava, con 28 coltellate. Ieri il rito abbreviato
Vent’anni di reclusione per uxoricidio, altri 4 anni, 9 mesi e 10 giorni (oltre a 8 mila euro di multa) per il favoreggiamento e lo sfruttamento alla prostituzione, 3 anni e 8 mesi per atti sessuali. Complessivamente, 28 anni di carcere. Questa la condanna inflitta ieri in Tribunale a Venezia con rito abbreviato dal giudice per le indagini preliminari Daniela Defazio a Franco Manzato, il camionista che nel settembre del 2011 uccise la moglie Elèna Para – moldava, 35 anni – con 16 coltellate, nella loro abitazione di via Don Milani, a Sant’Angelo, una frazione di Santa Maria di Sala. Il gip ha sostanzialmente accolto la richieste del pm Paola Tonini escludendo, però ,l’aggravante della crudeltà che era stata inizialmente contestata all’uomo. La difesa ha già annunciato che farà appello. Oltre all’omicidio della moglie, Manzato ha dovuto rispondere anche di sfruttamento della prostituzione e di atti sessuali.
Uccise la moglie a coltellate. Pena ridotta per l’omicida (il Gazzettino – 8 marzo 2014)
Consistente sconto di pena in appello per Franco Manzato, 51 anni, l’autotrasportatore mestrino accusato di aver ucciso a coltellate la moglie, Elena Para, nell’abitazione di famiglia a Santa Maria di Sala, il 10 settembre del 2011.
La Corte d’Appello di Venezia ha modificato la condanna da 28 anni, cinque mesi e dieci giorni, riducendola a 20 anni di reclusione in quanto l’imputato è stato assolto da uno dei capi d’imputazione, ovvero dall’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione della stessa moglie, nonché di sostituzione di persona. Elena Para, 35 anni, di nazionalità moldava, fu colpita mentre era a letto con 16 coltellate al torace, all’addome e poi al collo. L’omicidio maturò al culmine di una notte insonne nella quale entrambi avrebbero assunto cocaina.

