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Gianpiero Balestra, 63 anni, pensionato, padre e nonno. Uccide la moglie a coltellate e si suicida

Carnago (Varese), 5 Aprile 2020

 


Titoli & Articoli

Uccide la moglie e si toglie la vita, i corpi trovati in casa dal figlio (Unione Sarda – 5 aprile 2020)
Ha ammazzato la coniuge con un coltello da cucina, poi ha rivolto l’arma verso di sé
Omicidio-suicidio in un appartamento a Carnago, in provincia di Varese. Le indagini sono in corso e i carabinieri ancora sul posto per i rilievi ma, da una prima ricostruzione della dinamica, sembrerebbe che l’uomo, G.P.P. di 62 anni, abbia ucciso la moglie, D.M.M. di 62, con un coltello da cucina. Poi si sarebbe tolto la vita con la stessa arma.
A trovare i due corpi in casa, il figlio dei due pensionati, che, preoccupato non sentendoli da ieri, li ha raggiunti nella loro abitazione stamattina. Sconosciuto, ancora, il movente ma l’uomo era in cura per depressione.

«Nessun rumore dalla casa» (la Prealpina – 7 aprile 2020)
Vicini convocati in caserma: sgomento in via Kennedy dopo l’omicidio-suicidio
Lo sgomento con cui si trovano a convivere i vicini d’appartamento di Maria di Marco, casalinga, e Gianpiero Balestra, ex dirigente d’azienda; la coppia tragicamente scomparsa a Carnago, il giorno dopo la scoperta dei corpi riversi in una pozza di sangue nella loro cucina, continua.
Le sei famiglie che abitano il complesso di via Kennedy a Carnago sono state convocate ieri, lunedì 6 aprile, nella stazione dei carabinieri cittadina, ma a quanto riportano alcuni dei protagonisti non è emerso nessun elemento di novità rispetto a quanto si è delineato fin dal primo momento, e cioè un omicidio-suicidio. Il particolare che fa restare tutti basiti è che tutto si sia consumato in un silenzio sinistro. Il tutto mentre ad un muro di distanza una coppia di anziani perdeva la vita, secondo una prima ricostruzione che vedrebbe l’uomo prima colpire la moglie al torace più volte con un coltello da cucina per poi togliersi la vita rivolgendo contro di sé la stessa arma. Nessuno ha percepito neanche il minimo rumore.
All’origine pare certa la depressione di cui soffriva l’uomo e per la quale era in cura. Il primo campanello d’allarme poteva essere quello delle persiane restate spalancate per tutta notte, con qualcuno che aveva però avanzato l’ipotesi che la coppia avesse avuto la lieta notizia della nascita dei nipoti della primogenita, Jennifer: quindi sarebbero diventati bisnonni.
Nessuna previsione poteva essere più errata, ed a svelare la tragica verità ci ha pensato così l’arrivo dell’altro figlio, Thomas. Nella mattinata di domenica 5 aprile, allarmato dal telefono che suonava a vuoto dal pomeriggio precedente, ha deciso di rompere gli indugi, ha allertato le forze dell’ordine rinvenendo i corpi dei genitori nella sua ex cucina. Sì, perché l’uomo in quell’appartamento aveva vissuto prima di lasciarlo in favore di una nuova casa per la sua famiglia che si stava allargando. Scioccato, il figlio s’è trovato così a porre ad un ex vicino la domanda che tutti continuano a farsi: com’è possibile che nessuno abbia sentito nulla. Il silenzio che ha accompagnato la tragedia s’è protratto anche nelle prime ore dopo la scoperta. Alcuni affermano infatti d’aver scambiato l’arrivo della scientifica con il lavoro di personale medico alle prese con il primo caso di contagio a Carnago (fatto ironicamente rivelatosi corretto un paio d’ore più tardi). Nessuno poteva immaginare invece quanto da ore celava la porta dei coniugi Balestra. Commenta un vicino: «Li ho sempre trovati con il sorriso sulle labbra, nessuno poteva immaginare un atto del genere, dietro quel sorriso si celava evidentemente un malessere che è esploso in questa maniera». Alcuni parlano infatti della crisi che stava attraversando il 63enne, forse a questo si collegano i farmaci rinvenuti dai carabinieri sulla scena del delitto.


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