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Giovanni Amedeo Cavecchi, 63 anni, operaio in pensione. Spara alla convivente e si suicida

Piagnolo di Vetto (Reggio Emilia), 9 Aprile 2016


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Vetto, senza un perché l’omicidio suicidio di Giovanni Amedeo Cavecchi e Lidia Kyrylenko (la Prima Pagina – 10 aprile 2016)
L’omicidio-suicidio è l’ipotesi accreditata dagli inquirenti per la morte dell’italiano di 63 anni e l’ucraina di 56 anni trovata ieri senza vita nella loro abitazione a Piagnolo di Vetto, nel Reggiano. I Carabinieri sono entrati nella casa dopo l’allarme di conoscenti della coppia, che da giorni non avevano notizie dei due, e hanno trovato la coppia a letto, uccisi da colpi da arma da fuoco.
Giovanni Amedeo Cavecchi, 63 anni, pensionato, e Lidia Kyrylenko, ucraina di 56 anni, erano insieme sul letto nella casa di proprietà di Cavecchi. Con ogni probabilità ad uccidere è stato l’uomo, usando la sua Beretta, regolarmente detenuta. Senza un perché la tragedia. Non sono stati trovati né lettere né medicinali. La donna era andata ad abitare in quella casa per accudire l’anziana madre dell’uomo. La pensionata era poi deceduta ma i due erano rimasti a vivere insieme.

Tra malattia e abbandono, indagini sull’omicidio suicidio (Redacon – 11 aprile 2016)
Piagnolo è un paese a nord di Vetto, lungo la vallata del Tassobbio. Una pizzeria che da un ventennio anima i sabati sera, la chiesa senza più parroco residente da molti decenni, diverse case sparse, alcuni agricoltori, tanti pensionati e, uno di questi era Giovanni Amedeo Cavecchi, di 63 anni, che quattro giorni fa, pare, abbia ucciso la sua convivente, la 56enne Lidia Kyrylenko, originaria di Zaporizja città dell’Ucraina sud orientale, prima di suicidarsi con una pistola regolarmente detenuta. Problemi di salute, di entrambi, o di abbandono sono ora al vaglio dei carabinieri che stanno cercando di ricostruire l’accaduto.
Certo, non basta il sole di oggi a cancellare tanto orrore. I particolari che emergono da questa triste vicenda sono diversi. Come quello del cane dell’uomo, Ronnie, visto girovagare senza collare per il paese sino a quando, Roberto Monti, agricoltore, ha deciso di avvisare i carabinieri dato che dalla casa non giungeva alcun segnale e la coppia non si vedeva da due giorni, prima del macabro ritrovamento di sabato.
Le salme dei due, ora, sono a disposizione dell’autorità inquirente al Policlinico di Modena, motivo per cui non sono fissate cerimonie religiose di sorta, come ha spiegato il parroco don Alberto Nava. Sul posto, sin dai terribili minuti del rinvenimento dei due corpi, anche il sindaco di Vetto, Fabio Ruffini che ha messo a disposizione delle forze dell’ordine le informazioni in suo possesso sull’uomo che, in passato, aveva seguito una pratica col Comune per il taglio di alcuni alberi, dimostrandosi collaborativo.
Come ricostruiscono Carlino e Gazzetta di oggi, Lidia Kyrylenko aveva in Ucraina le figlie Olga e Victoria e per loro si era prodigata nel suo lavoro qui in Italia, da ultimo come badante della madre di Giovanni Amedeo, deceduta nel 2013, prima di diventarne compagna. Le figlie di Lidia sono state avvisate nella giornata di ieri, telefonicamente, da Tatiana Novozhilova, moglie di Roberto Monti con il quale ha lanciato l’allarme, mentre il padre Victor ha ricevuto notizie da Ludmilla, badante castelnovese, con una lunga chiamata dalla caserma dei Carabirnieri di Castelnovo. Dalle testimonianze raccolte Giovanni Amedeo, ex lavoratore della Lombardini, “aveva un carattere difficile”.


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