Giuseppe Rizzotti, 91 anni, pensionato, padre. Uccide la moglie e si spara con una pistola illegalmente detenuta
Angera (Varese), 16 Giugno 2025
Titoli & Articoli
Terrore in corsia: uomo spara alla moglie in ospedale, poi si toglie la vita (Rai News – 16 giugno 2025)
L’omicidio-suicidio al nosocomio di Angera. A fare fuoco un 91enne contro la donna che era ricoverata. Asst Sette laghi: “Scioccante”
Omicidio-suicidio ad Angera, nel Varesotto. Un uomo è entrato nell’ospedale dov’era ricoverata la moglie e le ha sparato, poi ha rivolto l’arma contro di sé e si è tolto la vita. A fare fuoco Giuseppe Rizzotti, classe 1934, originario di Milano e residente a Cuasso al Monte, in provincia di Varese. Il 91enne ha raggiunto la stanza Anna Adele Castoldi, 86 anni, le ha puntato contro una pistola di piccolo calibro e le ha sparato. Alla scena avrebbero assistito impotenti alcuni testimoni.
Nulla hanno potuto i sanitari accorsi dopo aver sentito il rumore degli spari. Entrambi i coniugi erano già deceduti. Immediato l’allarme ai carabinieri della compagnia di Gallarate che sono al lavoro insieme ai colleghi del reparto investigativo di Varese. Secondo i primi accertamenti, tra le ipotesi di movente del delitto, ci sarebbe lo sconforto dell’anziano per lo stato di salute della sua compagna di vita. Mistero anche su come Rizzotti si sia procurato l’arma.
“La vicenda umana che oggi è giunta ad un esito improvviso e scioccante non può che coinvolgere emotivamente tutti noi e ancora più intensamente chi l’ha vissuta così da vicino”. Questo il commento della direzione di Asst Sette Laghiche ha voluto esprimere le condoglianze ai familiari della coppia.
Anziano uccide moglie malata, due fiori di stella alpina sul letto prima di sparare (il Fatto Quotidiano – 17 giugno 2025)
Giuseppe Rizzotti, 91 anni, ha sparato alla moglie ricoverata all’ospedale di Angera e poi si è tolto la vita. La comunità di Cuasso al Monte sotto shock
Due fiori di stella alpina poggiati sul letto, prima di uccidere lei e poi togliersi la vita. Sono i fotogrammi messi insieme dagli investigatori che ieri indagano sull’omicidio suicidio di Angera, nel Varesotto, dove lunedì mattina Giuseppe Rizzotti, 91 anni è entrato nell’ospedale dov’era ricoverata la moglie, Anna Adele Castoldi, 86 anni, e le ha sparato, per rivolgere l’arma contro se stessi. L’anziano ha lasciato sul letto della compagna due fiori di stella alpina.
Le indagini non hanno ancora accertato come l’uomo sia entrato in possesso della pistola. Dagli accertamenti eseguiti dalla procura, l’arma utilizzata è una Beretta semiautomatica calibro 22Lr con matricola palese. Tuttavia, dato l’anno di costruzione precedente al 1950, non era stata censita. L’uomo, che in casa aveva una scatola con altri 23 proiettili dello stesso calibro, non risultava detentore di armi. La procura di Varese conferirà martedì alle 11 l’incarico per l’autopsia sui corpi. Dell’accaduto non ci sono testimoni e nulla ha potuto il personale sanitario accorso perché richiamato dal rumore degli spari: i due anziani sono entrambi deceduti sul colpo in una manciata di minuti.
La donna era ricoverata da settimane nel reparto Sub Acuti dell’Ondoli a causa di una patologia seria, ma sarebbe stata dimessa entro pochi giorni per affrontare un periodo di riabilitazione a casa. La coppia, sposata da oltre 50 anni, viveva a Cuasso al Monte, piccolo comune da 3.600 abitanti all’estremo nord della provincia di Varese.
Alle loro spalle non c’è un passato di violenze, non risultano denunce di sorta a carico dell’uomo, e vengono descritti come una coppia unita con figli. Rizzotti non avrebbe lasciato biglietti per spiegare il gesto. “Sconosciute allo stato le cause che hanno portato l’uomo a compiere un così tragico gesto, sebbene non si possa ragionevolmente escludere che la condotta dell’uomo sia stata indotta dallo sconforto per lo stato di salute dell’anziana compagna di vita“, si legge nella nota diffusa dalla procura di Varese che sta coordinando le indagini.
Quella vissuta dai due anziani non era, però, una situazione di solitudine o di abbandono. Come sottolinea il sindaco di Cuasso al Monte Eleonora Bonora, molto scossa dopo l’accaduto, “è una tragedia così enorme che in questo momento forse non riesco a trovare parole istituzionali. Il cuore della nostra comunità è ancora ferito da un fatto identico avvenuto con analoghe modalità”, e cioè l’omicidio avvenuto nell’ottobre 2023 quando Pinuccia Anselmino, 80 anni, venne uccisa dal marito Pierluigi Lachi, 85, che le ha sparato in casa.
“Oggi – prosegue il sindaco – ci troviamo davanti allo stesso dolore. E oggi come allora non si è trattato di un dramma della solitudine, marito e moglie vivevano con i figli che li accudivano.
Credo che tutti dobbiamo interrogarci, oggi noi ci impegniamo per i giovani, per il lavoro, per chi è produttivo”. Sotto shock anche il personale sanitario dell’ospedale che si era abituato a vedere quella coppia unita senza mai un litigio nel corso del ricovero dell’86enne: “Teniamo ad esprimere il nostro cordoglio per la tragica vicenda avvenuta all’ospedale di Angera e le più sentite condoglianze alla famiglia dell’anziana coppia – scrive in una nota la direzione di Asst Sette Laghi. – Vogliamo anche esprimere vicinanza ai professionisti in servizio nella sede di Angera, spettatori di un epilogo così tragico. La vicenda umana che oggi è giunta ad un esito improvviso e scioccante non può che coinvolgere emotivamente tutti noi e ancora più intensamente chi l’ha vissuta così da vicino”.
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In memoria di
Cuasso al Monte dà l’ultimo saluto a Giuseppe Rizzotti e Anna Adele Castoldi (Malpensa24 – 25 giugno 2025)
Uniti nell’amore, nella sofferenza e nel dolore. Giuseppe Rizzotti e Anna Adele Castoldi, sono stati insieme nella vita e anche nell’ultimo addio, dopo la tragedia che si è consumata in una camera dell’ospedale di Angera.
In chiesa. Insieme. Si sono celebrati oggi, martedì 25 giugno, i funerali di Rizzotti e Castoldi, marito e moglie residenti a Cuasso al Monte. Le esequie sono avvenute nella piccola chiesa dei santi Giuseppe e Anna: una coincidenza che il piccolo edificio sacro della frazione di Cavagnano sia intitolata ai due santi che hanno lo stesso nome di coloro ai quali, oggi, è stato dato l’ultimo saluto. I feretri sono arrivati poco prima della dieci. Insieme. E insieme sono stati portati al centro della chiesa dove c’erano parenti, amici e conoscenti.
Il ricordo del figlio e del don. Al termine della celebrazione, il figlio Achille ha voluto ringraziare tutti coloro che in questi giorni sono stati vicini alla famiglia. «Non ci sono parole. Ringrazio tutti voi, i vicini di casa, gli amici. Sento la vicinanza e sono convinto che ci porteremo mamma e papà nel cuore». Anche don Enrico ha raccontato la vit comunitaria di Giuseppe e Anna: La notizia della loro morte mi ha sorpreso e non riesco a farmene una ragione. Ricordo i tanti momenti che hanno donato alla comunità, i pellegrinaggi e l’impegno sociale. Andavo a trovarli a casa loro e non mancavano mai di salutarmi con un piccolo dono e parole gentili. Mi colpiva la loro vicendevole attenzione. Non ci sono parole. Ringrazio tutti voi, i vicini di casa, gli amici. Sento la vicinanza e sono convinto che ci porteremo mamma e papà nel cuore».



