Luigi Segnini, 38 anni, camionista. Uccide con 12 coltellate la ex e ferisce gravemente un amico che tenta di difenderla. Condannato a 20 anni per omicidio e tentato omicidio
Montegaldella (Vicenza), 8 Giugno 2019
Titoli & Articoli
Delitto di Vicenza: l’elenco che ha fatto scattare la furia omicida (l’Arena – 10 giugno 2019)
La chiave per spiegare il raptus omicida può essere l’elenco compilato da Marianna Sandonà con gli oggetti che Luigi Segnini doveva recuperare dall’appartamento di via Vespucci. Ne sono convinti i carabinieri che indagano sul delitto commesso sabato a Montegaldella. Quando ha visto quella lista scritta come un verbale, il camionista di 38 anni ha perso la testa. Ha quindi impugnato il coltello e cominciato a menare fendenti contro la donna di 43 anni e Paolo Zorzi, di 45, l’amico che la vittima aveva chiamato per fare da testimone durante il trasloco. Una pugnalata, forse la prima, ha bucato da parte a parte il block notes sul quale era stato redatto l’elenco.
Poi, terminata la mattanza, l’assassino ha rivolto l’arma contro di sé. Sandonà non ha avuto scampo. Segnini e Zorzi sono invece ricoverati in prognosi riservata in gravissime condizioni. Secondo i medici, dovrebbero comunque riuscire a cavarsela.
Al momento, alcuni tasselli del puzzle devono ancora essere messi al loro posto. Segnini ha scoperto l’esistenza del lista che lui, la ex e il testimone avrebbero dovuto firmare per dimostrare l’avvenuta restituzione di oggetti ed effetti personali. Sandonà l’aveva scritta come le era stato detto di fare da un avvocato per avere una prova inconfutabile in caso di controversie legali con l’ex, che l’aveva già denunciata per diffamazione e lesioni. Segnini, che era ancora innamorato ma pretendeva pure di riavere 1.600 euro dalla donna, può aver visto quell’elenco come l’atto ufficiale che sanciva in modo inequivocabile la fine della storia d’amore oppure come l’ultimo affronto disposto a tollerare.
Ipotizzato dunque il movente passionale-economico, rimane da chiarire se l’assassino abbia agito in preda a un raptus oppure se avesse premeditato il delitto. La furia omicida fa propendere gli inquirenti per la prima ipotesi.
Vicenza, uccide l’ex compagna a coltellate. Parla il vicino (Pomeriggio Cinque – 10 giugno 2019)
Luigi Segnini ha aggredito l’ex compagna con un coltello da sub. Ai microfoni di Pomeriggio Cinque, la testimonianza di un vicino di casa
A Montegaldella, Marianna Sandonà, 43 anni, è stata uccisa nel suo appartamento dall’ex compagno, Luigi Segnini. Con la scusa di riprendere alcuni oggetti lasciati a casa della donna, l’uomo è riuscito a colpire Marianna con un coltello da sub. In casa era presente anche un collega di lavoro, Paolo Zorzi, che è stato ferito in modo grave da Luigi. A dare l’allarme è stato un vicino di casa, che, ai microfoni di Pomeriggio Cinque, racconta l’aggressione: “Si sente un colpo e poi un urlo. Ho visto tutto mentre lavavo la mia auto. Luigi l’accoltellava con cattiveria. L‘altro ragazzo è caduto davanti a me e io sono subito corso in casa a chiamare aiuto. L’ha spinta fino al muro e la colpiva. Almeno dieci coltellate. Aveva lo sguardo quasi contento di quello che stava facendo”.
Femminicidio di Montegaldella, confermati 20 anni di carcere all’assassino (Vicenza Today – 29 giugno 2021)
Luigi Segnini uccise con 19 coltellate Marianna Sandonà. La corte d’appello di Venezia ha confermato la condanna nei confronti del camionista di Torri di Quartesolo
La corte d’Appello di Venezia ha confermato i 20 anni di carcere a carico di Luigi Segnini, 41 anni, per l’omicidio della sua ex, Marianna Sandonà. L’uomo, un camionista di Torri di Quartesolo, l’8 giugno del 2019 colpì la 43enne con 19 fendenti nel retro del palazzo a Montegaldella dove la donna abitava.
È lì che Marianna Sandonà venne uccisa con un coltello. Vicino a lei, a terra nel tentativo di soccorrerla, un suo amico e collega della Dab Pump di Mestrino, il 43enne Paolo Zorzi, residente nel comune padovano di Cervarese Santa Croce. Anche lui ferito gravemente da due fendenti inferti dall’omicida. Segnini aveva poi cercato la morte con lo stesso pugnale, colpendosi più volte al torace e al collo.
La sentenza di primo grado aveva derubricato a lesioni aggravate le osservazioni della Procura che invece contestava a Segnini il tentato omicidio nei confronti di Zorzi. Il ricorso, accolto dai giudici del tribunale d’Appello, era stato presentato dal pubblico ministero Hans Roderich Blattner.
La corte d’Appello di Venezia, ieri, ha confermato i 20 anni di carcere a carico di Luigi Segnini, 41 anni camionista di Torri di Quartesolo in provincia di Vicenza. L’8 giugno del 2019 a Montegaldella, sempre in provincia di Vicenza, ha ucciso l’ex fidanzata Marianna Sandonà di 43 anni. I giudici lagunari hanno anche modificato l’accusa nei confronti di Segnini, ritenuto colpevole non di lesione aggravate, ma di tentato omicidio nei confronti di Paolo Zorzi, 46 anni di Cervarese Santa Croce.
L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Cibotto, il giorno del delitto aveva accompagnato la vittima a quell’ultimo incontro chiarificatore con il camionista. A presentare ricorso è stato il pubblico ministero Hans Roderich Blattner, dopo la sentenza di primo grado con rito abbreviato che aveva derubricato proprio le contestazioni mosse dalla Procura, che fin da subito contestava il tentativo di omicidio, dato che per gli inquirenti Segnini voleva uccidere anche Zorzi, intervenuto per soccorrere Marianna.
La violenza sprigionata da Luigi su Marianna, ha colto di sorpresa un po’ tutti. I due avevano interrotto la loro relazione, durata circa un anno, all’apparenza senza tensioni. Lei non ha mai raccontato ad amici e conoscenti di essere perseguitata da Luigi, e nessuna denuncia è mai arrivata alle forze di polizia. Non solo, perchè Segnini, dopo la rottura del rapporto avvenuta ai primi di maggio del 2019, era andato ad aiutare Marianna nel trasloco da quella casa di via Vespucci a Montegaldella che un tempo avevano condiviso. Ma quel sabato di giugno qualcosa è scattato nella mente di Luigi. Appena è arrivato si è trovato davanti Paolo ed è impazzito di gelosia. Colto da un raptus è andato a prendere un coltello da sub ed è stato risucchiato dalla furia omicida. Marianna è stata colpita con diciotto coltellate, lui ha infierito su di lei anche quando era già a terra. Segnini, come già deciso in primo grado, deve risarcire con 500 mila euro i genitori di Marianna, con 250 mila euro il fratello e infine con 50 mila euro Zorzi. Nelle motivazioni del Gup di Vicenza è sottolineato come Segnini fosse in grado di intendere e di volere, ma ha escluso la premeditazione. Non solo, il giudice aveva anche messo nero su bianco come il camionista non volesse uccidere l’amico Zorzi, ma per la corte d’Appello si è invece trattato di tentato omicidio. (di M.A.)




