Marco Ricci, 41 anni, padre. Dopo anni di violenze, aggredisce la ex moglie con l’acido e le taglia la gola, coinvolgendo figlio 14enne. Ergastolo
Carini (Palermo), 15 Giugno 2019
Titoli & Articoli
Palermo, uccide la moglie e ferisce il figlio: arrestato (Corriere della Sera – 15 giugno 2019)
Prima di essere fermato dai carabinieri, l’uomo si era barricato nel negozio di calzature dove lavorava la compagna. La figlia è stata trasportata in ospedale
Marco Ricci, 41 anni, ha ucciso la moglie, Maria Scavo, 36enne, commessa in un negozio di calzature in corso Italia a Carini, in provincia di Palermo, ed è rimasto barricato nell’esercizio commerciale. L’assassino ha anche ferito il figlio, trasportato poi all’ospedale. I vigili del fuoco sono riusciti ad aprire la porta e hanno bloccato l’uomo. Per la moglie non c’è stato nulla da fare.
I due, secondo quanto riferito, erano separati ma l’uomo non si era rassegnato alla fine del rapporto. La vittima si trovava nel negozio in cui lavorava, quando è stata colpita alla gola con un taglierino.
«È una vicenda che addolora l’intera collettività. Anna era una gran lavoratrice. La conoscevamo. In paese dicono che aveva presentato denunce contro l’ex marito che ogni tanto si presentava in negozio. Quando succedono queste cose si rimane davvero sconvolti», ha detto il sindaco di Carini Giovì Monteleone, rimasto impressionato dall’assassinio di Anna Scavo, uccisa dal marito da cui si stava separando. «La tragedia ci tocca tutti. Sono davvero addolorato che si sia arrivati di nuovo ad una conclusione così drammatica. Tutta Carini è sconvolta da quanto successo. Peccato che si arrivi sempre troppo tardi», ha concluso.
Carini, omicidio Anna Maria Scavo, riflettori puntati sul rapporto padre-figlio. Stasera fiaccolata a Capaci (TeleOccidente – 22 giugno 2019)
Con una celebrazione eucaristica ed una fiaccolata, la Consulta delle Donne di Capaci, stasera ricorderà Anna Maria Scavo, la donna uccisa a Carini una settimana fa per mano dell’ex marito, alla presenza del figlio quattordicenne. La messa verrà officiata in Chiesa Madre alle 20,00, mentre alle 21, partirà il corteo che, l’organismo civico, con il sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Puccio, ha voluto organizzare per manifestare vicinanza alla famiglia della vittima di femminicidio che, risiedeva nella cittadina balneare, prima di lasciare il marito e trasferirsi a Palermo a casa del padre.
Intanto, nell’ambito delle indagini sul delitto, avvenuto sabato scorso nel negozio di corso Italia in cui Anna Maria Scavo lavorava, gli investigatori stanno scavando sul rapporto padre-figlio. Marco Ricci, accusato di avere ucciso l’ex moglie, avrebbe un forte legame con il figlio che, da subito, ha fornito ai carabinieri della compagnia di Carini le stesse identiche dichiarazioni rilasciate dal padre ma che, farebbero acqua da tutte le parti.
L’acido, le immagini delle telecamere e le testimonianze, sarebbero in antitesi con il loro racconto. Il ragazzo aveva in tasca dei soldi sporchi di sangue e degli scontrini del negozio di calzature dove la donna è stata uccisa. Ciò vorrebbe dire che nella concitata fase dell’aggressione e della difesa, come da loro ricostruita, il giovane avrebbe avuto il tempo e la volontà di prendere il denaro.
Il medico legale nel corso dell’autopsia ha trovato lacerazioni da acido sul volo e nella gola della vittima e, nel locale è stata trovata anche una siringa con dentro la sostanza tossica. Gli investigatori non avrebbero dubbi sul fatto che sia stato Marco Ricci a portare l’acido in negozio. Lo avrebbe trasportato nel sacchetto che teneva in mano quando è stato inquadrato da una telecamera al suo arrivo in corso Italia. Voleva forse sfregiare l’ex moglie?
E cosa si sarebbero detti padre e figlio quando sono rimasti da solo nel retrobottega, davanti al corpo senza vita di Anna Scavo, prima che arrivassero i soccorsi? Interrogativi leciti a fronte dei riscontri investigativi, ragion per cui la Procura dei minori sta adesso vagliando la posizione del figlio quattordicenne che ha raccontato di essere stato difeso dall’aggressione della madre. Tra Marco Ricci e suo figlio sono uniti da un forte legame, tant’è che il minore scelse di continuare a vivere con il padre quando Anna Maria Scavo decise di lasciare il marito.
Inoltre, nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, Marco Ricci avrebbe chiesto notizie sullo stato di salute dell’ex moglie. E’ stato lui a chiamare i soccorsi dicendo che la donna stesse male. Secondo il procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e i sostituti Giulia Beux e Maria Rosaria Perricone, l’uomo avrebbe recitato la propria parte fino in fondo ma, le prove raccolte avvalorano la tesi che sia stato lui ad uccidere la donna con due profonde ferite alla gola inferte con uno dei tre taglierini trovati sul pavimento e nelle sue tasche.
Carini, chiusa inchiesta su “omicidio Anna Maria Scavo”, ex marito e figlio rischiano processo (TeleOCcidente – 19 marzo 2020)
Si è conclusa l’inchiesta sull’omicidio di Anna Maria Scavo, la 36enne uccisa il 15 giugno dello scorso anno, in un negozio di scarpe di corso Italia a Carini, dove la donna lavorava come commessa. Adesso, come scrive oggi il giornale di Sicilia, rischiano il processo per omicidio l’ex marito 42enne Marco Ricci di Capaci, ma anche il figlio quattordicenne che, secondo l’accusa avrebbe partecipato al delitto.
I risultati dell’esame autoptico hanno rivelato che ad uccidere Anna Maria Scavo sia stato un taglio al collo che le ha reciso la giugulare, ma anche le ustioni rinvenute nella bocca e provocate dall’acido, le cui tracce sarebbero state poi trovate nelle siringhe sequestrate nell’attività commerciale il giorno dell’assassinio. Rilevate pure lesioni sulle mani, compatibili con il disperato tentativo di difendersi.
Tutti elementi che, secondo la Procura non sarebbero compatibili con la versione fornita dal capacense Marco Ricci e dal figlio minore. L’ex marito della vittima, infatti, aveva ammesso di aver colpito l’ex moglie alla gola con un taglierino, spiegando però che si sarebbe trattato di un fatale incidente e di non avere avuto alcuna intenzione di ucciderla, ma solo quella di difendere se stesso e suo figlio dall’aggressione che gli stessi avrebbero subito.
Lo stesso avrebbe raccontato che inizialmente in negozio fosse entrato solo il ragazzino che avrebbe litigato con la madre. Ricci sentendo le urla dall’esterno, si sarebbe precipitato per fermare la discussione, ma la donna avrebbe tirato fuori il taglierino e avrebbe cercato di colpirli. Versione confermata dal ragazzino ascoltato separatamente dagli investigatori, ma nelle sue tasche vennero trovati scontrini e soldi sporchi di sangue.
Secondo gli inquirenti, Marco Ricci avrebbe voluto sfregiare la donna e le siringhe con il liquido corrosivo sarebbero state portate proprio da lui all’appuntamento, peraltro, le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, infatti, mostrano Ricci mentre teneva in mano un sacchetto. L’omicidio avvenne un sabato pomeriggio, quando il negozio di scarpe in cui lavorava Anna Maria Scavo era ancora chiuso.
La donna era separata dal marito dal 2018, dopo averlo denunciato per lesioni; mentre lui l’aveva querelata per inosservanza degli obblighi di assistenza familiare. Il figlio quattordicenne della coppia viveva con il padre e quel maledetto pomeriggio Ricci lo aveva accompagnato in negozio per vedere la madre.
Tra loro vi sarebbe stata una discussione e, dopo qualche ora, lo stesso Marco Ricci telefono’ al 112 riferendo della donna che stava male. Ricci si barricò all’interno del negozio assieme al figlio. Per accedervi, i carabinieri dovettero richiedere l’intervento del locale distaccamento volontario dei vigili del fuoco, per scardinare la porta.
“Ammazzò l’ex moglie sotto gli occhi del figlio di 14 anni”, i giudici lo condannano all’ergastolo Palermo Today – 18 febbraio 2022)
La massima pena è stata inflitta a Marco Ricci, accusato di aver ucciso Anna Maria Scavo nel negozio di scarpe in cui faceva la commessa il 15 giugno del 2019. Al culmine di una lite, alla donna fu tagliata la gola e il suo volto venne poi sfregiato con dell’acido
Avrebbe tagliato la gola all’ex moglie e le avrebbe anche sfregiato il volto con dell’acido. Per questo la Corte d’Assise ha deciso di condannare all’ergastolo Marco Ricci, 44 anni, accusato dell’omicidio di Anna Maria Scavo, 37 anni, avvenuto nel negozio di calzature di Carini in cui la donna faceva la commessa, il 15 giugno del 2019.
I giudici hanno così accolto pienamente la richiesta dei sostituti procuratori Maria Rosaria Perricone e Giulia Beux che contestavano all’imputato di aver commesso il delitto con diverse aggravanti: la premeditazione, il fatto che sarebbe avvenuto sotto gli occhi del figlio allora quattordicenne della coppia, separata dal 2018, ma anche perché sarebbe maturato in un contesto di maltrattamenti. Quest’ultima aggravante non è stata ritenuta sussistente dai giudici.
Alla vittima venne recisa la giugulare con un taglierino, ma nell’attività commerciale di corso Italia, i carabinieri ritrovarono anche una siringa con dell’acido. Tracce dello stesso liquido sarebbero state poi trovate sul volto della vittima, che sarebbe stata quindi sfregiata, e nella sua gola. Il delitto sarebbe maturato al culmine di una serie di liti tra l’imputato e la ex, che dopo la separazione si erano denunciati a vicenda: lei lo aveva accusato di lesioni e lui di violazione degli obblighi di assistenza famigliare.
Un rapporto molto teso, dunque, come era stato ricostruito dai carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi. Questa tesi sarebbe stata rafforzata durante il dibattimento (in virtù delle nuove norme Ricci non ha potuto accedere a riti alternativi e quindi ottenere sconti di pena) dalla testimonianza di diverse persone. Il presidente della Corte d’Assise, Vincenzo Terranova – nonostante il dibattimento fosse pubblico – aveva però sin dalle prime udienze impedito l’accesso all’aula ai giornalisti, per via delle norme contro il Covid: non è stato dunque possibile seguire direttamente il processo.
Il 15 giugno di ormai tre anni fa, l’imputato, in compagnia del figlio minorenne, aveva incontrato Anna Maria Scavo nel negozio dove lavorava e, per la Procura, l’uomo si sarebbe presentato lì già con l’intento ben preciso di aggredirla. Sia Ricci che il figlio (finito anche lui sotto inchiesta per concorso in omicidio e la cui posizione è stata poi archiviata dal gip del tribunale per i Minori) avevano riferito subito dopo il delitto che si sarebbe trattato di un “tragico incidente”.
Secondo la loro versione, sarebbe nata una discussione molto animata tra madre e figlio e la vittima avrebbe minacciato il giovane con il taglierino. Solo allora Ricci sarebbe intervenuto e soltanto per difendere l’adolescente: nel tentativo di togliere il taglierino alla donna – questo aveva riferito agli inquirenti – l’avrebbe però colpita alla gola e quel taglio non aveva lasciato scampo ad Anna Maria Scavo.
Era stato proprio Ricci a chiamare i carabinieri subito dopo l’omicidio, ma quando i militari erano arrivati in corso Italia lo avevano trovato barricato nel negozio assieme al figlio: solo grazie ai vigili del fuoco gli investigatori erano risuciti ad entrare nel negozio. Qui, oltre al corpo senza vita di Anna Maria Scavo, avevano trovato anche una siringa, quella che sarebbe stata usata per farle ingoiare dell’acido e sfregiarla.
Padre e figlio, portati poi in ospedale per curare piccole lesioni, avevano – in due stanze diverse – raccontato la loro versione, sostenendo entrambi che sarebbe stata la vittima ad aggredirli. Una versione che, anche alla luce dell’utilizzo dell’acido, non ha mai convinto la Procura.
La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Siino, ha portato avanti due diverse ricostruzioni dei fatti, mirate prima di tutto a far cadere l’aggravante della premeditazione. Il legale aveva invocato il riconoscimento della legittima difesa per Ricci o, in alternativa, al massimo l’inquadramento del delitto come un omicidio preterintenzionale e non volontario e aggravato.
Il presupposto della difesa è che in realtà non sarebbe mai stato ben chiarito cosa sarebbe successo all’interno del negozio. In base alla prima lettura, l’imputato sarebbe intervenuto soltanto per difendere il figlio (che aveva riportato dei tagli ai polsi) dopo una reazione spropositata della madre. Oppure il delitto sarebbe avvenuto nella confusione di una colluttazione, in cui nel tentativo di togliere il taglierino alla vittima, Ricci avrebbe finito per ferirla mortalmente, ma senza alcuna intenzione di ucciderla.
I giudici non hanno ritenuto valide queste tesi ed infatti hanno deciso di condannare l’imputato alla massima pena. Nel processo si sono costituiti parte civile i genitori di Anna Maria Scavo.
Anna Scavo uccisa con una coltellata alla gola, confermato l’ergastolo per l’ex marito Marco Ricci (Today – 13 dicembre 2022)
Il delitto nel 2019 davanti al figlio quattordicenne della coppia. Le liti tra i due andavano avanti da tempo e si erano denunciati a vicenda: lei lo aveva accusato di lesioni e lui di violazione degli obblighi di assistenza famigliare
Confermata anche in appello la condanna all’ergastolo per Marco Ricci, accusato di aver ucciso l’ex moglie Anna Scavo con una coltellata alla gola nel giugno 2019 a Carini (Palermo). Il delitto davanti agli occhi del figlio allora 14enne della coppia.
Anna Scavo lavorava in un negozio di scarpe, diventato teatro del delitto. Alla donna è stata recisa la giugulare con un taglierino, in gola aveva tracce di acido. Una siringa con la sostanza chimica era stata trovata dai carabinieri nel negozio. Il delitto era maturato al culmine di una serie di liti tra i due ex coniugi, che dopo la separazione si erano denunciati a vicenda: lei lo aveva accusato di lesioni e lui di violazione degli obblighi di assistenza famigliare.
Ricci si è sempre detto innocente. Ha raccontato di un incidente. Nelle sua versione, era lei a impugnare il taglierino. Nel tentativo di strapparglielo, per proteggere il figlio che si trovava nel negozio, avrebbe colpito la donna alla gola. Le indagini condotte dai carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dai sostituti Maria Rosaria Perricone e Giulia Beux, hanno descritto un’altra scena. In primo grado i giudici hanno condannato Ricci all’ergastolo riconoscendo come aggravanti la premeditazione e la presenza del figlio minorenne. Decisione confermata adesso in appello. L’imputato dovrà anche risarcire i genitori e il fratello della vittima, parte civile al processo con l’assistenza dell’avvocato Giulio Bonanno.
Carini, uccise l’ex moglie davanti al figlio, la Cassazione conferma l’ergastolo (Rai News – 4 novembre 2023)
Carcere a vita per Marco Ricci, che colpì a morte Anna Scavo con un taglierino alla giugulare e le sfregiò il volto con l’acido
La Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per Marco Ricci, l’uomo che il 15 giugno del 2019, davanti al figlio, uccise l’ex moglie 37enne Anna Scavo. La vittima era al lavoro in un negozio di scarpe, in corso Italia, a Carini, nel Palermitano, quando fu colpita a morte con un taglierino alla giugulare. Fu lo stesso Ricci a chiamare i carabinieri, ma si fece trovare barricato dentro il negozio. Un omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione: dopo averle tagliato la gola, le sfregiò il volto con l’acido che aveva portato con sé in una siringa.
I due si erano separati nel 2018, ma i rapporti erano rimasti molto tesi. Ricci parlò di un tragico incidente, sostenendo che sarebbe stata la donna a tenere in mano il taglierino cercando di difendersi dall’aggressione e che lui glielo avrebbe strappato di mano, ferendola accidentalmente. Una ricostruzione che non ha retto i tre gradi di giudizio. L’imputato dovrà anche risarcire i genitori e il fratello della vittima, che si erano costituiti parte civile al processo con l’assistenza dell’avvocato Giulio Bonanno.
