Uccise la moglie per gelosia davanti alla figlioletta, condannato gelese (Giornale di Sicilia – 19 marzo 2015)
In prima istanza, la Corte suprema aveva annullato la precedente condanna a 15 anni di reclusione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 anni di reclusione inflitta dalla corte d’appello di Catania al il metronotte gelese Nicola Incorvaia, di 30 anni, che la sera del 22 maggio del 2010, per motivi di gelosia, uccise a colpi di pistola la propria moglie, Emanuela Vallecchi, di 22 anni, davanti alla loro figlioletta che all’epoca dei fatti aveva appena 2 anni. In prima istanza, la Corte suprema aveva annullato la precedente condanna a 15 anni di reclusione comminata dalla corte d’appello di Caltanissetta e ordinata la revisione del processo presso la magistratura etnea in accoglimento del ricorso degli avvocati della difesa che chiedevano per il loro assistito il riconoscimento dell’attenuante della provocazione.

Metronotte uccise la moglie 21enne con 5 colpi di pistola Condannato a 14 anni e portato in comunità terapeutica (MeridioNews – 21 febbraio 2021)
Il 35enne Nicola Incorvaia è stato arrestato dai carabinieri di Mascalucia, in esecuzione di un ordine di espiazione di pena detentiva emesso dalla Corte di appello di Catania. L’uomo è stato ritenuto colpevole dai giudici di avere ucciso, nel maggio del 2010, a Gela (in provincia di Caltanissetta) la moglie Emanuela Vallecchi di 21 anni. Per questo è stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione. Assolte le formalità di rito, è stato portato in una comunità terapeutica assistita.
L’allora 25enne metronotte, ha ucciso la donna all’interno del loro appartamento nel quartiere Olivastro a Gela, con  cinque colpi di pistola (quella di ordinanza) esplosi davanti alla figlia di due anni. Stando a quanto ricostruito, Incorvaia avrebbe ammazzato la moglie durante una lite per la separazione che era già cominciata.