Nicola Russo, 67 anni, guardia giurata in pensione, padre. Uccide la moglie a colpi di pistola, ferisce il figlio e si suicida
Roma, 23 Maggio 2020
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Roma, uccide la moglie e si spara: erano originari dell’Irpinia (Irpinia Oggi – 23 maggio 2020)
Ha aspettato la moglie e il figlio con la nuora, nel cortile di casa: avrebbe dovuto accompagnarli nel suo appartamento: la donna, dalla quale si era separato, si era recata a casa per raccogliere le ultime cose. Invece è avvenuta una tragedia.
E’ successo nel quartiere Primavalle a Roma, in un appartamento di via Francesco Maria Torrigio, al civico 102. Nicola Russo, 67 anni, guardia giurata in pensione, ha sparato e ucciso la moglie Gerarda Di Gregorio, 63 anni e poi si è suicidato, utilizzando la stessa pistola. Entrambi erano originari di San Sossio Baronia ma risiedevano nella Capitale dagli anni ’80, pure facendo spesso ritorno in Irpinia. Nel paese irpino Gerarda e Nicolaavevano ancora parenti e diversi amici che hanno appreso con sgomento la tragica notizia.
L’incontro doveva servire per una spartizione di oggetti, anche di valore, tra la coppia che si era da poco separata. Ma la situazione è presto precipitata, nel peggiore dei modi.
Con la mamma e il figlio c’era anche la nuora che, scampata alla morte, ha raccontato quanto accaduto agli investigatori. Secondo la ricostruzione dei fatti, all’arrivo dei tre nell’appartamento è scoppiata l’ennesima lite tra i coniugi. L’ex vigilante si è avventato sulla donna brandendo un coltello. Le ha sferrato subito alcuni fendenti, ma il figlio è intervenuto per bloccarlo. E ha quasi avuto la meglio. Il 44enne Roberto Russo si è frapposto fra il padre e la madre, ha tentato disperatamente di strappare la lama dalle mani del genitore che è riuscito ad estrarre la sua pistola calibro 7.65 e ha fatto fuoco più volte, contro moglie e figlio. Almeno otto i colpi esplosi dall’uomo che aveva il divieto di detenere armi da fuoco.
Nicola Russo, dopo aver visto moglie e figlio a terra, nella zona tra il salone e il terrazzino che si affaccia sulla strada, si è puntato l’arma alla tempia e ha premuto il grilletto ancora una volta. A chiamare i soccorsi sono stati i vicini di casa allertati dalle grida e dagli spari: “Li abbiamo sentiti gridare, poi ci sono stati gli spari”, hanno riferito poi agli uomini del Commissariato di Polizia di Primavalle, intervenuti sul posto. I coniugi sono stati trasportati uno al Gemelli e l’altra al Cristo Re dove sono deceduti subito dopo il ricovero.
A provocare la morte della donna sarebbe stato uno dei proiettili che le ha devastato un polmone,causandole una devastante emorragia. Il figlio Roberto è stato operato d’urgenza ed è ricoverato in rianimazione. I medici per tentare di salvargli la vita, lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’addome. Una famiglia distrutta per una lite coniugale.
