Pasquale Mastroianni, 52 anni, bracciante agricolo, padre. Uccide la moglie con trenta coltellate e tenta il suicidio. Condannato a 16 anni con rito abbreviato
San Giorgio del Sannio (Benevento), 17 Settembre 2014
Titoli & Articoli
“Ho ucciso mia moglie, voleva separarsi” confessione choc dell’agricoltore (il Mattino – 17 settembre 2014)
Ha parlato, ha confessato, ha detto di aver ucciso la moglie perché colto da un raptus
Primi, drammatici sviluppi del delitto di Elvira Ciampi, la donna di 49 anni massacrata martedì a coltellate dal marito al culmine dell’ennesimo litigio nella loro abitazione di San Giorgio del Sannio, località Cesine. Pasquale Mastroianni, 52 anni, ieri è stato interrogato per circa due ore: si trova ricoverato piantonato all’ospedale Rummo dopo aver tentato di togliersi la vita. È in stato di fermo con l’accusa di omicidio. «Ho ucciso mia moglie, lei voleva separarsi. Ho cercato negli ultimi giorni di farle cambiare idea ma non ci sono riuscito – ha detto al pm Flavia Felaco – Accecato dall’ira l’ho colpita con il coltello». La confessione è stata resa alla presenza, oltre che del pm, anche dell’avvocato difensore di Mastroianni, Carmelina Romano e del tenente dei carabinieri del reparto operativo Vicenzo Pappalardo. «È stato un raptus – ha aggiunto l’uxoricida – quando mi sono reso conto di averla uccisa ho cercato di togliermi la vita prima cercando d’impiccarmi poi ingerendo un pesticida. Alla fine mi sono inferto una coltellata alla gola».
Nelle prossime ore l’interrogatorio anche davanti al gip per la convalida del fermo. Per ora Mastroianni è ancora in prognosi risevata ma le sue condizioni sono buone. Ieri vi sono state anche perquisizioni nella casa di San Giorgio. Casa, posta sotto sequestro giudiziario, in esecuzione dell’ordinanza firmata dal giudice delle indagini preliminari. Gli inquirenti, infatti, sono impegnati ad accertare se l’omicida abbia utilizzato o meno uno o più coltelli per massacrare la moglie al piano terra della casa di campagna di via Cesine. Le indagini però vanno anche ben oltre i rilievi scientifici sul luogo del crimine e sull’arma del delitto. Sono le testimonianze dirette, quelle dei familiari e degli ambienti frequentati dalla coppia che vengono raccolte in queste ore per individuare con certezza il movente. Nei prossimi giorni dovrebbe essere effettuato l’esame autoptico sul corpo della vittima da parte del medico legale Monica Fonzo. Solo dopo sarà autorizzato l’interro e quindi si saprà qualcosa di certo sul giorno e l’ora delle esequie. I due figli maggiorenni della coppia, residenti fuori San Giorgio, sono giunti in paese e hanno raggiunto la sorella minore che vive, in queste ore di assurda tragedia, protetta dall’affetto dei nonni. I tre figli erano legatissimi alla mamma: i due che erano fuori casa la sentivano spesso al telefono, anche più volte al giorno. Ora sono smarriti, confusi e sconvolti rispetto al dramma che li ha colpiti negli affetti più cari. Nessuno di loro sarebbe finora andato in ospedale a trovare il padre. Un incontro che di certo non sarà facile.
Un uomo, Pasquale Mastroianni, gran lavoratore, operaio tutto fare – come lo ricordano i conoscenti – sempre pronto a dare una mano, sempre disponibile a qualsiasi impegno pur di portare avanti la famiglia. Nei pressi dell’abitazione di via Cesine si registra un via vai di automobili e di persone, una sorta di «processione della curiosità» che spinge tutti a guardare nel dramma del vicino. (di Achille Mottola)
San Giorgio del Sannio, 52enne di Palinuro uccide la moglie e tenta il suicidio (StileTv – 17 settembre 2014)
È originario di Palinuro il 52enne Pasquale Mastroianni, l’uomo che ieri ha ucciso a coltellate la moglie 49enne, Elvira Ciampi, all’interno dell’abitazione di famiglia in località Cesine del comune di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. Una lite finita nel sangue, con Mastroianni che dopo aver assassinato la consorte ha poi cercato di suicidarsi, bevendo del diserbante e poi infliggendosi alcune coltellate. A scoprire l’efferato delitto, maturato quando i due erano da soli nella residenza, uno dei tre figli della coppia, una 17enne, l’unica a vivere ancora con i genitori, che nel tornare a casa da scuola ha bussato al citofono. Non ottenendo risposta ha allertato l’intervento delle forze dell’ordine. Entrati in casa, carabinieri ed operatori del 118 hanno rinvenuto il cadavere della 49enne, massacrato dai colpi inferti con un coltello da cucina. Accanto alla moglie, il corpo del marito che versava in gravissime condizioni. Da qui la corsa all’ospedale Rummo di Benevento dove l’uomo è piantonato. In corso indagini per chiarire i moventi del gesto, con Mastroianni trasferitosi da sette anni, con la famiglia, nel centro beneventano dopo aver vissuto prima in Svizzera e poi a Palinuro.
Uccise la moglie: interrogato, si giustifica. “Mi costringeva a dormire in macchina” (Leggo, 18 novembre 2014)
Omicidio Ciampi: parla Pasquale Mastroianni, il cinquantenne marito della vittima, originario di Montano Antilia, accusato di aver ucciso la moglie Elvira il 16 settembre a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento, dove la coppia viveva. Durante l’interrogatorio, chiesto dal difensore di Mastroianni, l’avvocato Vincenzo Speranza, sono state prodotte numerose testimonianze raccolte attraverso le indagini difensive, dalle quali è emerso che il cinquantenne era intenzionato a tornare nel Cilento.
Inoltre, sempre durante l’interrogatorio, l’avvocato di difesa ha prodotto anche una serie di scontrini fiscali fatti la sera prima dell’omicidio e relativi all’acquisto di indumenti intimi, lenzuola ed asciugamani. Questo a dimostrazione del fatto che il Mastroianni aveva deciso di andare via dal Sannio e tornare a Montano Antilia, lasciando quella casa coniugale acquistata insieme alla moglie. Una dimora divenuta, purtroppo, occasione di tanti litigi. La Ciampi infatti, aveva cacciato di casa il marito. (di Carmela Santi)
Uccise moglie a coltellate, definitivi i 16 anni a Mastroianni (Ottopagine – 14 febbraio 2018)
La condanna, adesso, è definitiva. E’ stata la Cassazione ad apporre il sigillo finale sulla pena di 16 anni inflitta il 26 giugno 2015 con rito abbreviato, dal gip Roberto Melone, a Pasquale Mastroianni, ora 56enne, responsabile dell’omicidio della moglie: Elvira Ciampi, 49 anni, ammazzata il 16 settembre 2014 con oltre trenta coltellate nel garage-lavanderia della loro abitazione alla contrada Cesine di San Giorgio del Sannio.
Il giudice aveva accolto la richiesta del pm Flavia Felaco, che aveva diretto le indagini: anche lei, al pari dell’avvocato Vincenzo Speranza, difensore dell’uomo, aveva nella sua requisitoria messo da parte l’idea di un delitto premeditato (circostanza contestata nel capo di accusa), sulla quale aveva invece insistito l’avvocato Angelo Leone, per i tre figli, parti civili. Per ognuno di loro il pagamento da parte del padre di una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro ed il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede. Una sentenza confermata dalla Corte di appello, dinanzi alla quale la difesa aveva sollecitato – e lo stesso è accaduto con la Suprema Corte –, ma senza ottenerla, la concessione delle attenuanti generiche e di quella della provocazione che avrebbe determinato la riduzione della pena.
E’ l’epilogo di una storia drammatica rimbalzata anche sugli schermi televisivi nazionali. Era stata la più piccola di casa, l’unica rimasta con i genitori, a far scattare l’allarme al rientro da scuola. Terribile la scena che carabinieri e soccorritori si erano trovati di fronte. Niente da fare per Elvira. Inutile ogni sforzo per strapparla ad un destino che si era purtroppo già consumato. L’autopsia curata dal medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, accerterà in oltre trenta i colpi che le erano stati inferti. La vittima aveva deciso di interrompere il matrimonio. Era sicura che il legame si fosse ormai spezzato definitivamente. Pasquale non voleva. E dopo aver ripetutamente affondato la lama nelle carni della coniuge, aveva provato a chiudere per sempre i conti con la sua esistenza. Aveva tentato di impiccarsi, aveva ingerito un diserbante che aveva però vomitato, infine si era ferito al collo ed all’addome. Per questo era stato ricoverato in stato di arresto all’ospedale Rummo, dove il gip Sergio Pezza l’aveva successivamente interrogato.
«Non avevo alcuna intenzione di togliere la vita ad Elvira, non volevo che finisse così», aveva spiegato Pasquale. Lui ed Elvira avevano trascorso un bel po’ di anni all’estero, poi erano rientrati in Campania, nel Cilento, dove erano rimasti fino al 2005, quando si erano trasferiti a San Giorgio del Sannio. Il loro rapporto, aveva evidenziato la difesa, era andato in crisi per le difficoltà economiche legate all’assenza di un’occupazione stabile. Pasquale lavorava giornalmente come bracciante agricolo, Elvira, talvolta, come badante. Una condizione problematica che aveva indotto la donna a dire basta a quel matrimonio.
L’avvocato Speranza aveva sottolineato che Pasquale era stato cacciato di casa, e che da settimane la sua Fiat Punto era diventata la sua dimora. Poi aveva ricordato l’episodio del 15 settembre – il giorno prima dell’omicidio- , quando l’uomo, approfittando dell’assenza della coniuge, si era recato presso l’abitazione di cui era comproprietario, per fare una doccia. Quando lo aveva scoperto, Elvira gli aveva intimato di lasciare la casa, chiedendo l’intervento dei carabinieri. Il dramma la mattina successiva, con l’ennesima lite sfociata nel delitto.



