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Renato Bianchi, 78 anni, padre. Uccide a coltellate la moglie

Mesenzana (Varese), 15 Novembre 2015


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A Mesenzana il delitto di Mariella Chiari, le coltellate di Rossin ai figli, il masso contro il medico: l’oasi di pace si ritrova «paese della cronaca nera» (Corriere della Sera – 17 novembre 2025)
Il paesino in provincia di Varese, 1.800 abitanti, è un luogo verdeggiante travolto dai lutti: sabato Renato Bianchi ha ucciso la moglie, nella stessa via nel 2022 un padre aveva assassinato i suoi figli lasciando la comunità sconvolta. Una settimana fa l’agguato al medico in ambulatorio
I residenti che camminano sono pochi. E quei pochi cercano di nascondere la testa sotto l’ombrello. Forse per non farsi vedere; oppure per non sentire le domande, di conseguenza non dar risposte. Ammesso che ce ne siano. Domande. Sempre quelle. Anzi: ancora di più.
Rieccoci, infatti. Località Mesenzana. Dopo una settimana cominciata con un paziente che ha sfondato la vetrata dell’ambulatorio con una pietra di sei chili; il dottore era dentro, è riuscito a scappare; e una settimana finita con una signora di 81 anni assassinata dal marito per un bisticcio legato ai «gratta e vinci». Coltellate al petto, diverse e letali. Una furia assassina. E tutto avviene, sta avvenendo, soltanto a poche centinaia di metri dalla villa dove si è consumata la tragedia nella primavera del 2022: un padre uccise i due figli, di tredici e sette anni, per poi togliersi la vita. Insomma, tutto quanto sempre nello stesso paese, appunto Mesenzana, 1.800 abitanti. Luoghi piacevoli, verdi, di storia, laboriosi. Fra un fondovalle di centri commerciali e rotonde non lontano da Luino, nel cuore delle valli verso la Svizzera, e strade in direzione della cima della montagna che dà il nome ad una delle prime battaglie della Resistenza, il «San Martino». E poi, proseguendo nella geografia, ecco scenari classici, abituali, routinari: scuole elementari e medie, un ufficio postale, qualche bar e un municipio che come spesso accade accoglie anche l’ambulatorio medico dove il sindaco sta già pensando di mettere le grate alle finestre per quella pietra che poteva assassinare. Dietro la vetrata c’era il dottor Augustin Noubissie salvo per miracolo anche per quel «ti ammazzo» pronunciato dal paziente col mal di denti lancinante alla ricerca di antidolorifici. Poi, poi c’è la via Pezza. Un’altra storia.
Una strada che sale dalla statale dove il 24 marzo 2022 Andrea Rossin ha tolto la vita ai figli per poi affondarsi la stessa arma, un coltello, nel cuore. Un fatto avvenuto prima dell’alba di una giornata di sole. Un gran caldo. In ore di dolore e terrore. Di choc. Di una comunità in emergenza piena, nel panico. I compagni di classe erano stati informati quando erano già a scuola. Il paese rimase — davvero — silente per giorni. Settimane. Bastava andarci, girare, osservare. Ancora oggi se ne parla sottovoce, come appena superata la soglia d’una chiesa; ci son stati i momenti del ricordo, iniziative pubbliche, partite di pallone dedicate a Giada e Alessio, ecco i nomi delle vittime, coi sorrisi stampati sui volantini ancora appesi nell’atrio, prima delle aule del gip, nel Tribunale a Varese dove la nonna dei ragazzi lavora: un segno di vicinanza.
Per questo l’altra sera salendo dalla via Pezza i residenti non ci credevano: nel tardo pomeriggio di sabato, poi per l’intera giornata di ieri, un’altra volta le telecamere delle televisioni piazzate in paese, stavolta poco più in su, di fronte alla villa dei coniugi Bianchi. Lui, Renato, 78 anni, in carcere dopo l’arresto in flagranza di reato per aver ucciso la moglie Mariella Chiari. Il motivo è venuto fuori nell’interrogatorio dinanzi alla pm di Varese Federica Recanello: tutto riconducibile «a futili motivi riferiti al vizio del gioco per i “gratta e vinci”». Quanto basta per spegnere una vita. E a Mesenzana sarà lutto cittadino. Ancora.

 

 


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