Shahid Masih, 29 anni, operaio. Uccide a coltellate il figlio della ex. Ergastolo
Tortolì (Nuoro), 11 Maggio 2021
Titoli & Articoli
Tortolì, Paola e il figlio Mirko sorpresi nel sonno: è stato un massacro (La Nuova Sardegna – 13 maggio 2021)
Shahid Masih si è accanito su Paola Piras, poi ha accoltellato lei e ucciso il figlio. Parziale confessione e un’assurda giustificazione: «Mi sono difeso da Mirko»
Una «confessione a modo suo». Perché «cos’altro poteva dire una persona trovata a vagare con i vestiti zuppi di sangue?», la definiscono la Procura e gli investigatori. Una confessione dettata da un dato incontrovertibile: la presenza evidente, negli indumenti, delle tracce ematiche figlie di un’aggressione violenta e feroce, che si è spinta fino a picchiare una donna esanime dopo averla accoltellata per 18 volte, e aver trafitto un ragazzo con altri 4 fendenti.
Il sangue fino alla terrazza. Un’aggressione consumata all’interno di una stanza da letto, con gli schizzi di sangue arrivati fino a una terrazza vicina. Un’ammissione di colpa parziale, piena di vuoti e domande senza risposte – a cominciare da quella base: per quale assurda ragione alle 5.45 di martedì aveva deciso di irrompere nell’appartamento della sua ex? – aggravata dal tentativo di attribuire al ragazzo la responsabilità dell’aggressione iniziale: «Mi ha tirato addosso un vaso, ho cercato di difendermi».
È il succo di quanto ha detto Shahid Masih agli inquirenti che martedì sera lo hanno interrogato nella caserma di Lanusei, alla presenza del suo avvocato, di un interprete, del medico legale Matteo Nioi, dei carabinieri, e soprattutto del sostituto procuratore Giovanna Morra. «Un mattatoio». Dal punto di vista di Shahid Masih, l’operaio di 29 anni di origine pakistana in carcere per l’omicidio dello studente di venti anni, Mirko Farci, e per il tentato omicidio della mamma di quest’ultimo, Paola Piras, le cose sono andate più o meno in questi termini. Come una sequenza di azioni cominciate, a suo dire, senza un perché o che comunque lui non ha voluto raccontare. E terminate alla Kill Bill: con una stanza da letto che lo stesso medico legale ha definito “un mattatoio”. «Gli schizzi di sangue arrivavano fino alla terrazza» ha ammesso uno degli inquirenti.
Il coltello. Stando alla parziale ammissione di colpa fatta dal giovane operaio, i fatti sarebbero andati, dunque, in questo modo. Intorno alle 5.40 di martedì, per ragioni che Shahid Masih non ha chiarito, si è diretto verso la palazzina di viale Monsignor Virgilio e si è arrampicato fino al primo piano, sfruttando la saracinesca della pizzeria della famiglia Piras. Poi, dopo aver sfondato il vetro di una porta finestra è entrato nell’appartamento del padre della sua ex, Giancarlo Piras, si è diretto verso la cucina, ha preso un coltello, ma agli inquirenti non ha spiegato per quale ragione. I carabinieri hanno accertato che si trattava di uno dei coltelli che venivano utilizzati nella pizzeria di famiglia ma che in seguito era stato scartato perché non a norma. Una volta che si è armato, stando sempre all’ammissione parziale fatta dal giovane operaio, è salito nell’appartamento della sua ex. «Non ha spiegato perché si sia portato dietro il coltello. Si possono fare diverse ipotesi – spiegano gli investigatori – dall’intento di voler compiere una strage a quello di preparasi all’eventualità che la sua ex fosse con un altro».
Il vaso dei fiori. Il giovane operaio poi dice che una volta dentro la casa della sua ex, lui avrebbe parlato con quest’ultima e anche con il figlio Mirko. Inizialmente, dice, sarebbe andato tutto liscio, ma poi la situazione sarebbe degenerata e Mirko avrebbe preso un vaso di fiori e glielo avrebbe lanciato addosso. «Il riscontro sul vaso c’è – spiegano gli inquirenti – perché abbiamo trovato tracce dei cocci, ma è tutto da verificare come siano andati i fatti e chi abbia lanciato cosa». Certo è che di lì a pochi secondi, la stanza da letto di Paola Piras si trasforma in un mattatoio. Ma a quei terribili momenti Shahid Masih non fa alcun cenno. Agli inquirenti dice solo che con la sua ex si sentivano ancora e che si sarebbero incontrati in luoghi pubblici, anche dopo la rottura ufficiale. «Che ci siano contatti telefonici lo verificheremo attraverso i tabulati» spiegano gli inquirenti. Oggi alle 10 a Quartu è in programma l’autopsia. Domani, invece, l’udienza di convalida del fermo. (di Valeria Gianoglio)
Cagliari, accoltellò ex e le uccise figlio: ergastolo (La Presse – 15 febbraio 2023)
È stato condannato all’ergastolo e 4 mesi di isolamento diurno dalla Corte d’assise di Cagliari Masih Shahid, il 31enne cittadino pakistano riconosciuto colpevole del tentato omicidio della sua ex compagna, Paola Piras, 53 anni, e dell’omicidio premeditato del figlio di lei, il 19enne Mirko Farci, intervenuto per difenderla e rimasto ucciso da sette coltellate.
La Corte ha anche deciso una provvisionale di 150mila euro per Paola Piras. La sentenza è stata emessa dopo 2 ore di camera di consiglio: in aula erano presenti l’imputato, reo confesso ma che ha sempre detto di aver agito per legittima difesa, e la vittima della brutale aggressione. I fatti risalgono all’11 maggio 2021 quando Shahid fece irruzione nella casa dell’allora compagna a Tortolì, in Ogliastra, nella Sardegna centro orientale. Una vicenda che scosse fortemente tutta la Sardegna e non solo: Mirko, legatissimo a sua madre, tentò in tutti i modi di salvarla dalla brutale aggressione all’alba da parte dell’ex compagno della donna che, arrampicandosi dalla grondaia, era riuscito a entrare in casa, aggredire, minacciare e infine accoltellare la donna.
Mirko si era fisicamente frapposto fra lui e la madre ed era stato colpito da 7 coltellate, di cui una fatale. Aveva indosso la maglia della Juventus con la quale aveva l’abitudine di dormire, la squadra di cui era tifosissimo: da subito in condizioni disperate, la 53enne era stata portata in ospedale dove è rimasta in coma per due mesi. Solo al suo risveglio le fu raccontato quello che era accaduto.Shahid aveva sviluppato un attaccamento morboso nei confronti di Paola Piras, era geloso e possessivo, le impediva di avere una vita sua e le aveva fatto il vuoto intorno, allontanando anche parenti e amici. Non si era mai rassegnato al fatto che Paola l’avesse lasciato e all’alba dell’11 maggio di quasi due anni fa, dopo aver passato la nottata a bere con un amico, secondo gli inquirenti mise a segno un piano studiato nei particolari, proprio per vendicarsi della donna.
I giudici hanno invece fatto cadere l’aggravante dei maltrattamenti, che era stata contestata dalla pm Giovanna Morra, che aveva chiesto otto mesi di isolamento, il doppio dei 4 comminati dalla Corte d’Assise. Il difensore di Shahid, Federico Delitala, ha sempre puntato sul fatto che Shahid non volesse uccidere, era andato a casa di Paola per un chiarimento e che poi, aggredito dal figlio, si era difeso. Una tesi puntualmente smontata dall’accusa: la pm Morra ha sempre sostenuto che non ci fosse il minimo dubbio sulla volontà omicida di Masih Shahid, sulla premeditazione e anche sul fatto che volesse uccidere non solo Paola ma anche Mirko. Soddisfatti della sentenza gli avvocati di parte civile Maurizio Corda, Marcello Caddori, Maurizio Mereu e Paolo Pilia.
Lei in aula dice di non ricordare nulla . Nessun ricordo fino almeno a sei mesi prima della tragedia. Così Paola Piras si è protetta da un dolore altrimenti insostenibile, dopo aver perso il figlio 19enne ed essere stata lei stessa accoltellata dall’ex, Masih Shahid, ora 31enne, all’alba dell’11 maggio del 2021 a Tortolì, in Ogliastra, nella Sardegna centro orientale. Tutelata da un separé, ha parlato questa mattina nell’aula della Corte d’assise di Cagliari, dove Shahid è stato condannato all’ergastolo e a 4 mesi di isolamento diurno per l’omicidio di Mirko Farci e il tentato omicidio di Paola, 53 anni, rimasta in coma per due mesi prima di svegliarsi e scoprire la verità. “I miei ricordi si fermano ad almeno sei mesi prima, credo sia il trauma a farmi dimenticare. Non potrei sopportare altrimenti”, ha detto Paola che, durante la deposizione e tutta la permanenza in aula, non ha mai incrociato lo sguardo dell’uomo. Furono 18 le coltellate con cui l’uomo colpì Paola per vendicarsi della sua scelta di lasciarlo.
Omicidio Mirko Farci, Masih Shahid condannato anche a tre anni per stalking (VistaNet – 7 giugno 2022)
Il trentenne pakistano, detenuto a Uta per ucciso il giovane Mirko Farci e aver infierito con decine di coltellate su Paola Piras, è stato condannato con rito abbreviato per stalking
Tre anni di reclusione con rimando al giudice civile per la quantificazione del danno patito dalla persona offesa: questa la sentenza pronunciata dal gup del tribunale di Lanusei nei confronti di Masih Shahid. Il 30enne pakistano era sotto processo per stalking e maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna Paola Piras. Si tratta di un filone di indagini parallelo al processo – ancora in corso – per omicidio. Shahid, si trova infatti nel carcere di Uta per aver ucciso l’11 maggio 2021 a Tortolì il figlio 19enne della donna, Mirko Farci, e per aver infierito con decine di coltellate su di lei lasciandola in fin di vita, fatti per cui comparirà davanti alla Corte d’Assise il 27 giugno.



