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Valentina, 7 anni, e Veronica, 4. Uccise dal padre a colpi di pistola

Roma, 7 Settembre 1997


Titoli & Articoli

 

Follia di ex poliziotto, uccide le figlie e si spara (il Manifesto – 9 settembre 1997)
Le bambine avevano 4 e 7 anni. Domenica l’uomo aveva passato con loro tutta la giornata. L’omicidio-suicidio sotto un ponte della Magliana
Un colpo di pistola alla testa ciascuno: uno diretto alla figlia Veronica di 4 anni, uno a Valentina di 7, sedute sul sedile posteriore dell’ auto dove è avvenuta la tragedia, e che stringevano ognuna un bambolotto avuto forse in regalo proprio domenica dal papà. E un colpo infine rivolto contro se stesso, alla tempia. Così, in un momento di follia, un ex poliziotto di 46 anni, Angelo Sinisi, ha ucciso le due figlie e si è ucciso con un revolver calibro 38 Smith and Wesson, detenuto regolarmente, sotto il ponte della Magliana.
I corpi dell’uomo, che aveva ancora l’arma inpugno, e delle figlie sono stati trovati ieri, poco prima di mezzogiorno, in una Alfa 164, vicino al Tevere da una prostituta che ha dato l’allarme al 113. L’uomo, che sino ad un anno fa, quando ha lasciato per scelta la polizia per andare in pensione, lavorava negli uffici della Scientifica nella questura di Roma, si era separato da 10 mesi dalla moglie Rosaria Scuderi, anche lei poliziotta. Diversamente da quanto accadeva le altre volte, domenica la Rosaria Scuderi non ha passato la giornata con l’ex marito, ma gli aveva tranquillamente affidato le due bambine. Non temeva nulla.
L’uomo, nonostante fosse depresso a causa della separazione e per il fatto che le bambine erano state affidate alla madre, non aveva mai minacciato propositi così violenti. Quanto alla sua professione, sembra che avesse intenzione di avviare una attività di investigazioni private. La donna sapeva che tutti e tre sarebbero stati a pranzo da parenti dell’ex marito. Quella tappa, però, secondo quanto accertato dagli investigatori, non sarebbe stata fatta.
Quando Rosaria Scuderi ha visto, alle 21 di ieri, che l’ ex marito non aveva ancora portato a casa le due bambine si è allarmata. E’ andata nel commissariato di polizia San Paolo, per sporgere denuncia. Subito è stata informata la squadra mobile e sono scattate le ricerche. Difficile, però, immaginare che l’uomo fosse andato sotto il ponte della Magliana, percorrendo quella stradina isolata adiacente il Tevere, in una zona frequentata da prostitute. Quando ieri mattina è stata segnalata la presenza dei cadaveri in quella auto di color verde, sono giunti sul posto il capo della mobile, Nicolò D’ Angelo, il capo della Criminalpol, Nicola Calipari, il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Andrea De Gasperis, il medico legale.
Tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia la baby sitter delle bambine e due colleghe dell’ex poliziotto, mentre la madre – che aveva trascorso tutta la notte in questura – è stata avvisata dai colleghi negli uffici, dopo il ritrovamento dell’auto e dei cadaveri. Da quanto accertato, non risulta che l’ex poliziotto soffrisse di disturbi psichici. Il movente al momento è stato spiegato come un gesto di “lucida follia”. L’ unica speranza – confessa uno degli investigatori – è quella che il raptus omicida sia stato compiuto mentre le due bambine dormivano.


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