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Anna Cangiulli, 46 anni, colf, mamma. Uccisa a colpi di pistola e poi con una mannaia dal marito (strage di Borgo San Jacopo)

Firenze, 30 Gennaio 2007


Titoli & Articoli

Dramma familiare a Firenze (Gazzetta del Mezzogiorno – 30 gennaio 2007)
Ha ucciso la moglie colpendola con una mannaia, ha ferito il figlio con un colpo di arma da fuoco e poi si è suicidato. È una prima ricostruzione di quanto successo questa mattina intorno alle 7 in un appartamento in Borgo San Jacopo, in centro a Firenze.
In base ad una prima ricostruzione sembra che l’uomo di 61 anni, fiorentino, abbia ucciso la moglie, di 46, anch’essa fiorentina, con un colpo di mannaia e abbia poi sparato al figlio di 16 anni ferendolo, dopodichè l’uomo si sarebbe rivolto l’arma contro togliendosi la vita. Il figlio attualmente è ricoverato all’ospedale di Careggi. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia e del 118.
Tutto è avvenuto intorno alle 7 di stamani. Secondo la ricostruzione fatta al momento dagli investigatori, Riccardo Bettini, fotografo di 61 anni, ha raggiunto la moglie Anna Cangiulli in salotto, dove la donna dormiva, e le ha sparato con una pistola, non riuscendo però ad ucciderla, forse perchè l’arma, sembra un residuato bellico, si è inceppata. Per questo ha poi utilizzato una mannaia.
Il figlio Lapo è stato ferito successivamente: probabilmente è accorso in salotto dalla sua camera e il padre – che forse il ragazzo ha cercato anche di disarmare -, gli ha sparato. Poi Bettini, credendo probabilmente di aver ucciso anche il figlio, si è tolto la vita sparandosi alla testa. A chiamare i soccorsi è stato lo stesso ragazzo.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti, il personale sanitario inviato dal 118 e anche i vigili del fuoco, che hanno aperto la porta dell’abitazione. Le indagini sono ora condotte dalla squadra mobile, il cui dirigente Filippo Ferri ha effettuato un sopralluogo nell’abitazione di borgo San Iacopo insieme al sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, il pm Ettore Squillace Greco.

Tragedia della follia (il Manifesto – 31 gennaio 2007)
Ha ucciso la moglie, ha cercato di uccidere anche il figlio di 16 anni rimasto vivo per miracolo, e poi si è sparato. Una tragedia della follia quella di Riccardo Bettini, 60 anni, che lo scorso anno aveva visto morire di leucemia una figlia di 13 anni, e che da allora diceva ad amici e conoscenti che si sarebbe tolto la vita. Un male di vivere che si accompagnava anche ad una difficile situazione economica, e che ieri mattina ha trovato il suo tragico epilogo all’interno dell’appartamento di borgo San Jacopo dove Bettini viveva. L’uomo ha sparato alla moglie Anna Cangiulli, 46 anni, e poi prima di togliersi la vita ha cercato di uccidere anche il figlio, rimasto miracolosamente in vita nonostante gravi ferite all’addome, fratture alle costole e lacerazioni polmonari. Il ragazzo, che è riuscito a chiamare il 118 ed ha permesso di dare l’allarme, è ora ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Careggi. A lui è arrivato il metaforico abbraccio del sindaco Domenici, sconvolto per l’accaduto, che gli ha assicurato tutto l’aiuto del Comune. A partire dal necessario sostegno psicologico ad un adolescente che ha visto spazzata via l’intera famiglia. Neanche un mese fa, a Pescia, c’era stata un’altra tragedia della follia, con il giovane capofamiglia di neanche 30 anni che aveva ucciso moglie e figlia prima di togliersi la vita.


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