Florica Boicu, 31 anni, mamma. Uccisa e fatta a pezzi dal marito che ha nascosto i pezzi in cantina. Il suo corpo, tagliato in due e saponificato, viene trovato mesi dopo in cantina
Ivrea (Torino), 10 Giugno 2014

Titoli & Articoli
Una strana telefonata riapre il giallo della donna scomparsa (la Stampa – 21 settembre 2014)
Inquirenti al lavoro da un mese: si teme che l’abbia uccisa il marito suicida. Ora le indagini si concentrano sui tabulati e sull’ultima chiamata effettuata a meta giugno
La chiave del giallo è nascosta nei tabulati telefonici. Ne sono convinti gli inquirenti che, da quasi un mese, lavorano per ricostruire gli ultimi movimenti di Flerica Ninzat, 35 anni, ufficialmente scomparsa e moglie di Jonel Agavriloaei, l’uomo di 43 anni trovato morto suicida nella sua abitazione di Ivrea, il 27 agosto scorso.
L’ultima telefonata fatta con il cellulare della donna è di metà giugno. Tre mesi fa. Una chiamata di pochi minuti ed effettuata nei pressi della palazzina di via Guarnotta, 29, dove Flerica viveva fino al giorno della sua sparizione. Da allora il suo telefonino non ha più né suonato, né chiamato. È ciò che confermano i primi riscontri, arrivati ieri mattina. Non a caso, ieri, sono ripresi i sopralluoghi da parte della polizia scientifica e del gruppo cinofili nei pressi della palazzina di via Guarnotta. Su ordine del pm titolare delle indagini, Chiara Molinari, una quindicina di agenti hanno scandagliato, metro per metro, il cortile del condominio, i prati circostanti e soprattutto la sponda della Dora Baltea, a poche decine di metri da lì. I poliziotti cercavano tracce capaci di aiutare a ricostruire questa storia che, con il passare delle settimane, si fa sempre più intricata. Il procuratore, Giuseppe Ferrando taglia corto: «Si tratta di attività tecniche per capire gli ultimi movimenti della donna». Niente altro.
E allora si riparte da lì, da quella palazzina di 4 piani in pieno centro storico dove il 27 agosto, è stato trovato il cadavere di Agavriloaei, morto con un colpo alla fronte sparato da una pistola da macellaio. E non ci sono dubbi sul fatto che l’uomo si è ammazzato. Ma ci sono tanti punti interrogativi sul destino della moglie. Certo, i tabulati raccontano che l’ultima chiamata è partita dal cellulare di Flerica circa 3 mesi fa. Ma è stata lei ad effettuarla? Al di là dei riscontri oggettivi e tecnici, sulla scomparsa non c’è una data certa. Agavriloaei aveva denunciato la sparizione della moglie tra fine luglio e inizio agosto. «Non la vedo da un mese» aveva detto ai poliziotti. Poi ci sono le testimonianze dei vicini, sentiti dagli inquirenti: «Flerica? È sparita da almeno 3 mesi». Una versione che coincide con quanto raccontato dai genitori della donna, che vivono in Romania e che da mesi accudiscono i figli di Jonel e Flerica. Agli inquirenti, i due anziani, avevano spiegato che la figlia non si era più fatta viva da fine maggio. Intanto le indagini, tenute top secret, vanno avanti: si lavora sugli intrecci delle telefonate. Ma la prima domanda a cui dare risposta è una sola: a chi era destinata l’ultima chiamata partita dal cellulare di Flerica?
Orrore a Ivrea, trovato il cadavere di una donna tagliata in due (Rai News – 2 ottobre 2014)
E’ di una cittadina romena scomparsa tre mesi faIl ritrovamento, da parte della polizia, in un condominio della città in provincia di Torino. Si tratta della 35enne Flerica Ninzat. Il condominio è lo stesso in cui a fine agosto il marito è stato ucciso con un coltello da macellaio
Il cadavere di una donna, tagliata in due e avvolta in sacchetti di nylon, è stato ritrovato dalla polizia nello scantinato di un condominio di Ivrea. Si tratta di Flerica Ninzat, la 35enne romena scomparsa da tre mesi. Il condominio è lo stesso in cui a fine agosto il marito è stato ucciso con un coltello da macellaio. Ninzat era scomparsa dalla sua abitazione di via Guarnotta 29, a Ivrea, dove oggi è stato ritrovato il suo cadavere, nel mese di giugno. A denunciarne la scomparsa a fine luglio era stato il marito, Jonel Agavriloaei, 43enne romeno, morto suicida nella sua abitazione a fine agosto. Da allora le ricerche si sono concentrate sulla scomparsa della donna. Fondamentale, per il ritrovamento del corpo, l’utilizzo di due pastori tedeschi specializzati nella ricerca di resti umani e tracce ematiche. Si tratta di due cani del gruppo cinofilo di Malpensa. Il cadavere era nascosto sotto alcune assi.
Non era scomparsa ma l’aveva uccisa il marito (La Stampa – 4 ottobre 2014)
Ammazza la moglie, ne sega il cadavere in due, lo infila in un bustone di plastica e lo sotterra nello scantinato. Tre piani sotto il suo appartamento, un bilocale di una tranquilla palazzina in pieno centro a Ivrea. Cinquanta scalini più in basso. Poi l’uomo torna a dormire e il mattino dopo riprende come se nulla fosse la vita di tutti i giorni. Fino a quando, schiacciato dai rimorsi, si uccide sparandosi un colpo di fucile in fronte. Fine.
Florica Boicu, 31 anni, origini romene e mamma di due bambini, l’avevano cercata dappertutto. Il marito Jonel Agavriloaei, un ex macellaio, pochi giorni prima di suicidarsi ne aveva denunciato la scomparsa: «E’ sparita da fine luglio», aveva raccontato ai poliziotti. Di lei, però, non si avevano più notizie dall’8 giugno scorso, quasi due mesi prima, quando Florica aveva telefonato alla sorella in Calabria e da allora non aveva più dato notizie. «Chissà dov’è finita», si chiedevano i vicini. Invece il suo corpo martoriato era lì, a due passi dalle loro case e dai negozi del centro, dalla cartolibreria e dall’alimentari. Da quel portone della palazzina di via Guarnotta 29, dove era un continuo via vai di persone. A trovare il suo cadavere, ieri mattina, sono stati due pastori tedeschi del gruppo cinofilo di Milano Malpensa. Dogan e Orso, due cani addestrati nella ricerca di resti umani e tracce ematiche. Hanno annusato ovunque. In casa, lungo la tromba delle scale, in ascensore. Poi si sono fermati a due passi da quello scantinato buio e angusto, un locale di 20 metri quadrati che si affaccia direttamente sulla Dora Baltea, il fiume che attraversa la città e che scorre a pochi passi da via Guarnotta. La tomba di Florica era in una nicchia di quello stanzone, 30 centimetri sotto terra, alcune assi di legno usate per compattare e nascondere la buca.
Sangue dappertutto
Per ricostruire questa storia, però, bisogna tornare indietro di qualche settimana. A quel mattino del 26 agosto scorso, quando la polizia scopre nell’appartamento al secondo piano di via Guarnotta il corpo senza vita di un uomo. E’ sdraiato con il volto piegato di tre quarti e ha un foro di proiettile in testa. C’è sangue dappertutto. Un omicidio, sulle prime. Poi, però, tutti intuiscono che si tratta di un suicidio. E allora gli inquirenti scavano nella vita di quest’uomo. Scoprono il suo nome: si chiama Jonel Agavriloaei è un ex macellaio che pochi giorni prima si era presentato in commissariato e al vicequestore, Pierluigi Brocca, aveva raccontato la storia della sparizione della moglie. Il giallo, a quel punto, è stato capire che fine avesse fatto la donna. Gli investigatori, coordinati dal pm, Chiara Molinari, inviano segnalazioni ovunque, chiamano in Romania, dove vivono i genitori di Florica, che da tre mesi hanno avuto in consegna i figli di 6 e 11 anni della coppia. I due anziani sono preoccupati: «Da almeno tre mesi non sentiamo nostra figlia, aiutateci a trovarla».
I vicini
E’ una strana vicenda. I vicini raccontano di litigi continui: «Si ubriacavano spesso, capitava una sera sì una sera no di sentirli urlare, ormai eravamo abituati a quelle discussioni». E c’è chi racconta che in più di un’occasione Florica usciva di casa con un occhio pesto e lividi sul volto. E allora gli uomini della squadra investigativa del Commissariato di Ivrea capiscono che devono cercare lì attorno, vicino alla palazzina di via Guarnotta, perché Florica potrebbe essere stata ammazzata e il suo cadavere nascosto. Un primo sopralluogo dei cinofili, tre settimane fa, non dà esito. Ieri, invece, la svolta. «E’ una storia orribile. Fa impressione sapere che il cadavere della donna era lì, nello scantinato del condominio in cui viveva», dice il procuratore capo della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che, intanto, ha già affidato a Roberto Testi l’autopsia. Dall’esame autoptico, fissato per lunedì, si capirà come e quando Florica è stata uccisa.

Uccisa dal marito a giugno con una coltellata alla gola (Quotidiano Canavese – 6 ottobre 2014)
Era morta da almeno quattro mesi Florica Boicu, 31 anni, la moglie di Jonel Agavriloaei, il romeno che lo scorso 27 agosto, per il rimorso, si è tolto la vita nel suo alloggio di via Guarnotta a Ivrea. Florica è stata uccisa dal suo compagno, un ex macellaio che, per occultare in via definitiva il cadavere, lo ha tagliato in diversi pezzi. Secondo il medico legale Roberto Testi che, oggi pomeriggio ha effettuato l’esame autoptico, la donna è stata sezionata. Nella cantina del palazzo, infatti, sono stati ritrovati diversi pezzi che fanno tutti parte del corpo della povera romena.
Il cadavere era già saponificato. Segno che l’assassinio è presumibilmente avvenuto a giugno, esattamente quando la donna è scomparsa. Il marito ne ha denunciato la scomparsa solo un mese e mezzo dopo. Secondo i rilievi sarebbe stata uccisa con una coltellata alla gola. A questo punto nessun dubbio sulla mano che ha sferrato il colpo mortale e, soprattutto, deciso di occultare il cadavere in quella maniera raccapricciante.
Il corpo della donna era sotto le cantine, dentro dei sacchi di plastica ricoperti con la terra. Sopra c’erano degli assi di legno che non hanno ingannato le unità cinofile della polizia. La scorsa settimana, complice un’ultima telefonata partita dal telefono cellulare della donna pochi giorni prima della scomparsa, la polizia aveva ripreso le ricerche a Ivrea e nei dintorni, Dora compresa. Alla fine la soluzione del rompicapo è sempre stata vicinissima agli inquirenti. Nelle cantine di quel palazzo dove nessuno si è mai accorto di nulla.
Trovato l’avambraccio, ma l’inchiesta è ancora aperta (la Repubblica – 17 ottobre 2014)
L’avambraccio di Florica Boicu è stato ritrovato. È accaduto lunedì, nel corso di un nuovo sopralluogo della polizia scientifica nella cantina di via Guarnotta, dove il 2 ottobre scorso è stata ritrovata Florica Boicu, 31 anni, uccisa con una coltellata alla gola, fatta a pezzi probabilmente con un seghetto, e sepolta sotto quaranta centimetri di terra e sabbia. La scientifica è tornata per cercare la parte del corpo mancante e mettere insieme tutti i tasselli di un delitto raccapricciante.
La scomparsa di Florica Boicu era stata denunciata dal marito Jonel Agavriloaei, 43 anni, alla fine di luglio, al commissariato di polizia, dove aveva raccontato che la donna, madre di due bambini che vivono in Romania con la nonna, si era allontanata due mesi prima. Troppe cose, però, non tornavano nel racconto di Jonel e il 27 agosto, quando, per l’ennesima volta, gli agenti erano andati nell’appartamento di via Guarnotta per sentire Jonel, lo avevano trovato morto in un lago di sangue. Suicida con una pistola da macellaio, secondo il medico legale. E il 2 ottobre era poi stata trovata Florica. Ora, per un riconoscimento definitivo, si attende il risultato di alcuni riscontri medico legale. Tra questi, anche l’impronta dentaria.
Martedì l’addio a Florica Boicu, uccisa dal marito (La Sentinella del Canavese – 24 ottobre 2014)
Sarà celebrato martedì 28 ottobre, alle 15, il funerale di Florica Boicu, la 31enne uccisa, fatta a pezzi e sepolta in una cantina di via Guarnotta. Poco prima delle 15 di martedì, padre Dumitru Babula, che guida la comunità rumena ortodossa a Ivrea, sarà a medicina legale a Strambino, dove dal 2 ottobre scorso, giorno del ritrovamento, si trova il corpo della donna. Poi il feretro sarà portato nella chiesa dove si celebrano i riti cristiano ortodossi di San Bernardo, per la funzione religiosa. Florica Boicu sarà poi sepolta nel cimitero di Ivrea. La vicenda, terribile, di questa giovane donna, madre di due bambini di 11 e 5 anni, sgozzata e fatta a pezzi dal marito ha molto colpito la comunità romena che si è attivata anche per una raccolta fondi per sostenere i due bambini di Florica, che vivono in Romania, in un piccolo villaggio che si chiama Hlipiceni con la nonna 72enne. Padre Babula ha aperto anche un conto corrente postale: «Ci auguriamo di poter aiutare questi bambini e la nonna, che ha una pensione che è l’equivalente di poco più di 60 euro al mese».
La scomparsa di Florica Boicu era stata denunciata dal marito Jonel Agavriloaei, 43 anni, alla fine di luglio, al commissariato di polizia, dove aveva raccontato che la donna si era allontanata due mesi prima senza spiegazioni e senza dare notizie di sè. Troppe cose, però, non tornavano nel racconto di Jonel e il 27 agosto, quando, per l’ennesima volta, gli agenti erano andati nell’appartamento di via Guarnotta per sentire Jonel, lo avevano trovato morto in un lago di sangue. Suicida con una pistola da macellaio, secondo il medico legale. E il 2 ottobre era poi stata trovata Florica.
«Addio Florica, nessuno ti farà più male» (la Sentinella del Canavese – 29 ottobre 2014)
Nella chiesa ortodossa anche la pastora valdese a celebrare il rito funebre della donna uccisa
Commozione e disperazione ai funerali di Florica Boicu, la donna di 31 anni, uccisa, fatta a pezzi e sepolta in una cantina di via Guarnotta dal marito e ritrovata il 2 ottobre scorso. Jonel Agavriloaei, 43 anni, che era stato trovato morto suicida a fine agosto, aveva denunciato la scomparsa della moglie a fine luglio. La povera Florica, però, non aveva mai lasciato via Guarnotta.
Ieri pomeriggio, nella chiesa di San Bernardo dove si celebrano i riti cristiano ortodossi, padre Dumitru Babula, che guida la comunità rumena di Ivrea e Laura Leone, pastora della chiesa valdese di Ivrea, hanno presieduto alla cerimonia funebre e insieme alla cinquantina di presenti, hanno dato l’ultimo saluto a questa povera donna che ha lasciato i due figli piccoli di 11 e 5 anni. Ad Ivrea sono giunte anche la mamma di Florica, che si è lasciata andare ad un pianto straziante sulla bara della figlia, e la sorella Veronica, che vive in Calabria e che, sentita dai carabinieri poco dopo la denuncia di scomparsa, aveva spiegato di essere preoccupata per il silenzio della sorella.
Entrambe sconvolte per l’accaduto si sono sorrette fisicamente e moralmente a vicenda e hanno accompagnato il feretro al cimitero. Durante la cerimonia, padre Babula, ha mostrato la sua gratitudine verso la comunità ortodossa e verso tutta la comunità di Ivrea, solidale e pronta a raccogliere fondi da destinare ai bimbi di Florica, che vivono in Romania, a Hlipiceni, con la nonna 72enne: «Abbiamo aperto un conto corrente al Banco Posta e, ad oggi, abbiamo raccolto 1.000 euro da inviare ai bambini. Non possono vivere con la pensione della nonna, anche lei vedova, che è pari a 60 euro. Noi diciamo sempre: figli piccoli, problemi piccoli, figli grandi, problemi grandi. Mi impegnerò ad inviargli, ogni mese, dai 200 ai 250 euro. Dobbiamo stare vicini a questa famiglia e pregare per Florica». Un segno d’affetto per la famiglia, colpita da questa terribile vicenda, arriva anche dalla comunità valdese, che sta lavorando con la comunità ortodossa per far uscire le donne dalla soggezione. «Nessuno potrà più far del male a Florica – ha detto Laura Leone -. Siamo tutti rattristati che una vita possa esser spenta nella sofferenza, ma, possiamo anche accettare questa morte come una liberazione». (di Sara Pavan)



