Johanna Nataly Quintanilla, 40 anni, babysitter. Soffocata, messa in un borsone e gettata nel fiume dal convivente
Milano, 24 Gennaio 2025
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L’amica di Nataly Quintanilla: “Con il ritrovamento del corpo sapremo la verità. Il compagno non la rispettava” (Fan Page – 2 marzo 2025)
“Preghiamo che il corpo ritrovato oggi nell’Adda sia quello di Nataly Quintanilla”, ha raccontato a Fanpage.it Danielly Guillèn, amica della donna uccisa dal compagno Pablo Gonzales Rivas lo scorso 24 gennaio a Milano. “Lui non le voleva bene, la tradiva”.
“Siamo sollevati, preghiamo che il corpo ritrovato sia quello della nostra Nataly”. Sono le parole a Fanpage.it di Danielly Guillèn, tra le migliori amiche della donna uccisa dal compagno lo scorso 24 gennaio a Milano, all’indomani del rinvenimento di un cadavere nelle acque dell’Adda all’altezza di Zelo Buon Persico (Lodi). Ci sono pochi dubbi sul fatto che si tratti di Johanna Nataly Quintanilla, anche se per averne la certezza è ancora atteso il responso di autopsia e test del Dna.”Potremmo garantirle una degna sepoltura, e mandarla dalla sua famiglia a El Salvador. Finalmente possiamo metterci l’anima in pace”.
Il fidanzato, Pablo Gonzales Rivas, ha confessato al termine di un interrogatorio durato tre ore: ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, coordinati dalle pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, ha spiegato di aver ucciso la convivente “per errore”, durante un gioco erotico, e di essere entrato nel panico. Una versione che non convince nessuno. “Speriamo che con il corpo di Nataly si arrivi anche alla verità”, sempre le parole dell’amica. “Giusto stamattina ci siamo trovati per una messa in suo onore, sono stati giorni brutti, pieni di pensieri. Continuo a chiedermi: Cosa sarà successo, perché a lei? Cosa avrà provato? Non riusciamo a darci pace. Senza di lei sento un senso di vuoto dentro di me. Non posso pensare che non la vedrò mai più. Finché non vedo il suo corpo, non ci credo”.
Secondo la Procura, Rivas avrebbe avuto una relazione parallela con una donna che vive in El Salvador, e aveva già organizzato il viaggio per lei fino a Milano per farla vivere con lui. Nataly, quindi, doveva essere eliminata al più presto: quella sera del 24 gennaio, probabilmente al culmine di una lite dopo che lei aveva già scoperto la sua doppia vita, lui l’avrebbe quindi uccisa a mani nude, per poi gettarne il corpo senza vita chiuso in una valigia nei pressi di un canale a Cassano d’Adda (Milano). “Lui era un donnaiolo. Faceva di continuo avances anche alle amiche di Nataly, e l’aveva già tradita”, ha raccontato Danielly, che conosceva da tempo la coppia.”Johanna stava male per il tradimento, voleva chiudere la relazione. Poi, quando ci siamo riviste, mi ha detto: Sai, abbiamo parlato, alla fine ci riproviamo, stiamo ancora insieme. Non voleva proprio vedere, non accettava che lui potesse essere l’uomo che era, cioè un compagno che non la rispettava, che non le voleva bene. Avevo già capito subito come era fatto lui, pieno di sé ed egoista: non le dava mai una carezza, mai un abbraccio, una tenerezza, non le stava vicino. Sembravano amici, più che una coppia”. (di Francesca Del Boca con Chiara Daffini)
Trovato corpo nell’Adda, ipotesi sia quello della baby-sitter uccisa a Milano (Sky Tg 24 – 3 marzo 2025)
Gli accertamenti preliminari sul corpo della donna trovato nell’Adda a Zelo Buon Persico (Lodi) “hanno evidenziato elementi di riscontro compatibili” con quello di Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby-sitter uccisa a Milano dal compagno, ora in carcere. Lo rendono noto i carabinieri di Milano. Giovedì fissata l’autopsia.
Un cadavere è stato rinvenuto ieri pomeriggio nel fiume Adda, in provincia di Lodi, nel territorio del comune di Zelo Buon Persico. Sono stati alcuni passanti a dare l’allarme per fare intervenire i sommozzatori dei vigili del fuoco che si sono occupati del recupero della salma. Appare irriconoscibile il viso del cadavere, che sembra appartenere a una donna di piccola statura. Gli accertamenti preliminari “hanno evidenziato elementi di riscontro compatibili” con quello di Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby sitter uccisa a Milano dal compagno, ora in carcere. Lo rendono noto i carabinieri di Milano. Il corpo sarà portato all’istituto di medicina legale di Pavia e l’autopsia è stata fissata per il prossimo giovedì, 6 marzo.
A rafforzare l’ipotesi che si tratti del corpo della baby sitter Jhoanna Nataly Quintanilla è la presenza in acqua, a fianco del cadavere, di un borsone nero, simile a quello che si vede trascinare dall’uomo in un video. Sono stati avvertiti gli investigatori che si occupano dell’omicidio della 40enne salvadoriana per il cui omicidio è stato arrestato, lo scorso mese di febbraio, il compagno Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, connazionale 48enne. L’uomo ha infatti raccontato di essersi liberato del corpo in un fossato nei pressi di Cassano d’Adda senza però indicare un luogo preciso. Le ricerche nell’ultimo mese, durante le quali sono stati utilizzati anche dei droni, non hanno avuto esito. La donna era scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio: gli investigatori avevano poi scoperto che l’uomo aveva una relazione parallela con una donna che vive a El Salvador e aveva già organizzato il viaggio per lei fino a Milano. A Jhoanna, l’uomo aveva detto che se ne sarebbe dovuta andare via di casa. L’uomo, interrogato dal gip, aveva parlato di un gioco erotico finito male, una versione che non ha mai convinto gli inquirenti, tanto che lo stesso 48enne, secondo i pm, ha cercato di depistare le indagini e non ha mai contribuito a far ritrovare il corpo della vittima.
Omicidio della babysitter, cosa dice l’autopsia sul corpo di Johanna Nataly (Milano Today – 6 marzo 2025)
La salma, trovata nell’Adda in avanzato stato di decomposizione, non era stata sezionata. La morte sarebbe stata causata da un soffocamento
Nessuna coltellata, ma c’erano tante tumefazioni sul corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la baby sitter di 40 anni uccisa dal compagno Pablo Gonzalez Rivas. È quanto emerso durante l’autopsia che è stata svolta all’Istituto di medicina legale di Pavia nella giornata di giovedì 6 marzo. Durante gli accertamenti sulla salma riemersa dall’Adda nella giornata di domenica, invece, sono stati trovati diversi lividi e dei segni che, secondo chi indaga, sarebbero frutto di una aggressione. La causa della morte, invece, sarebbe asfissia. In breve: la 40enne sarebbe stata soffocata.
Ciò che ancora non è chiaro è il contesto in cui è maturato il femminicidio. Stando a quanto ricostruito dal compagno la donna sarebbe morta a causa di un gioco erotico finito male, ma la versione non ha mai convinto del tutto detective e inquirenti. E l’ipotesi di chi indaga è sempre stata quella che la 40enne sarebbe stata uccisa al termine di una lite. Gonzalez Rivas, stando a quanto emerso, avrebbe avuto una relazione con un’altra donna che vive a El Salvador, paese d’origine di entrambi. Il 48enne l’avrebbe invitata a trasferirsi in Italia e ad andare a vivere nel monolocale di piazza dei Daini a Milano (zona Bicocca). Il luogo in cui si è consumata la tragedia.
Proprio in quel palazzo è iniziato l’ultimo viaggio della babysitter. Le telecamere a circuito chiuso del complesso avevano ripreso il 48enne mentre trascinava un pesante borsone, valigia in cui era stato ripiegato su sé stesso il corpo della donna (durante l’autopsia è stato accertato che la salma, in avanzato stato di decomposizione, non è stata sezionata). Proprio quelle indagini avevano fatto crollare il castello di bugie costruito dal compagno della babysitter.
Quintanilla, nel dettaglio è stata uccisa la notte tra il 24 e il 25 gennaio. Ma la sua scomparsa è stata notata solo tre giorni dopo. A far scattare gli accertamenti dei carabinieri è stata la segnalazione di una cardiologa del Sacco che aveva assunto la 40enne come babysitter. È stata lei, lo scorso 28 gennaio, a chiamare i militari e a segnalare che non riusciva a mettersi in contatto con la donna.
Jhoanna Nataly era morta da quattro giorni, ma era un segreto che non conosceva nessuno. Solo il compagno. Proprio lui aveva aperto ai carabinieri della stazione di Greco e risposto alle domande. Aveva detto che la 40enne – con cui aveva una relazione da sei anni – non è la sua compagna, ma una coinquilina. Aveva sottolineato che si era trasferita in un luogo a lui sconosciuto da qualche giorno. Atteggiamento che aveva destato più di un sospetto negli investigatori guidati da Antonio Coppola e Fabio Rufino. Un’altra nota stonata è stata la denuncia di scomparsa: presentata solo il 31 gennaio. La confessione dell’omicidio, invece, è arrivata otto giorni dopo. Nel frattempo il corpo di Quintanilla era già in un borsone. E quel borsone è stato trovato domenica. (di Jessica Signorile e Alessandro Gemme)




