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Lin Su Qing, 49 anni. Trovata morta, soffocata probabilmente dall’ex compagno latitante

Agropoli (Salerno), 3 Gennaio 2018


Titoli & Articoli

Il giallo della cinese trovata morta: uccisa da un gioco erotico, si verificano i tabulati telefonici (il Mattino – 5 gennaio 2018)
Una donna cinese di 49 anni, Lin Suqing, è stata trovata morta mercoledì sera in un appartamento in via Caravaggio. La donna era sul letto, nuda, con le mani legate e il volto quasi interamente coperto con del nastro adesivo da imballaggio. Si presume che sia morta per soffocamento dovuto alla copertura delle vie respiratorie con il nastro isolante. Presentava anche una ferita al capo, causata presumibilmente da un pugno o da un oggetto contundente.
Le indagini, eseguite sul campo dai carabinieri della compagnia di Agropoli, diretti dal capitano Francesco Manna, sono coordinate dal sostituto procuratore Paolo Itri e dal procuratore capo di Vallo della Lucania Antonio Ricci. Al momento nessuna ipotesi viene tralasciata, tra cui anche quella che l’omicidio possa essere avvenuto al termine di un gioco erotico o che sia maturato nell’ambito di un giro di prostituzione. Solo ipotesi, comunque, che gli inquirenti stanno verificando.
L’esame autoptico è stato fissato per martedì prossimo ed è prevista anche una tac tridimensionale, un esame che servirà per stabilire se il colpo alla testa possa averle causato lesioni. È possibile che la botta alla testa l’abbia stordita e poi sia stata imbavagliata col nastro adesivo che l’ha soffocata. Inoltre la donna, prima di essere assassinata, avrebbe avuto un rapporto sessuale. Al vaglio degli inquirenti ci sono i tabulati telefonici della quarantanovenne e le immagini delle telecamere di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona.
A ritrovare il cadavere è stato il proprietario dell’appartamento, utilizzato come affittacamere. La donna risultava residente a Terzigno ed era arrivata ad Agropoli prima di Natale per trascorrervi alcuni giorni. Mercoledì, giorno in cui avrebbe dovuto andare via, il proprietario ha provato più volte a bussare alla porta, ma senza risposta. Preoccupato anche per l’insolito odore che proveniva dall’appartamento, alla fine ha deciso di entrare e ha fatto l’agghiacciante scoperta: la donna era distesa sul letto, morta già da qualche giorno. In base all’esame esterno, effettuato dal medico legale Adamo Maiese, il decesso sarebbe avvenuto tra il 30 e il 31 dicembre. Per questo il corpo della quarantanovenne aveva già iniziato a decomporsi. (di Paola Desiderio)

Omicidio di Agropoli, oggi l’autopsia sul corpo di Lin Su Qing (infoCilento – 9 gennaio 2018)
E’ in programma per oggi l’autopsia sul corpo di Lin Su Qing, la donna cinese ritrovava morta mercoledì sera in un appartamento di via Caravaggio. L’esame autoptico servirà a capire se la donna è morta soffocata o per un colpo alla testa. Stando alle prime indiscrezioni sul capo la vittima aveva una ferita; ma potrebbe essere anche lo scotch che le copriva gran parte del volto ad averla soffocata, magari durante un gioco erotico.  L’esame del medico legale permetterà anche di capire se la 49enne abbia avuto rapporti sessuali prima del decesso.
Intanto sul caso proseguono le indagini: gli inquirenti si stanno concentrando sulle ultime telefonate e i messaggi sul telefonino, di Lin Su Qing. L’ipotesi che l’omicidio sia maturato nell’ambito di un giro di prostituzione resta una delle piste che gli investigatori stanno battendo per fare luce su quello che, per ora, resta un mistero che sta tenendo in apprensione la cittadinanza di Agropoli e dei paesi limitrofi. La speranza è che al più presto venga dato un nome e un volto all’assassino. Al vaglio dei carabinieri della stazione di Agropoli, agli ordini del luogotenente Vincenzo Di Liberto, e dei militari del nucleo operativo della compagnia guidata dal capitano Francesco Manna, ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui si trova l’appartamento e altri dispositivi informatici in possesso della donna.
La porta era chiusa quando il padrone di casa ha bussato. Non c’erano segni di effrazione. Circostanze che lasciano supporre che la quarantanovenne conoscesse il suo assassino o che avesse un appuntamento con lui, tanto da aprigli tranquillamente la porta e lasciarlo entrare. Lin Su Qing risiedeva a Terzigno, una località vesuviana in cui c’è una massiccia presenza di cinesi. È anche da lì che potrebbero arrivare notizie sulla quarantanovenne cinese e sul perché si trovasse nel Cilento. Ad Agropoli era arrivata prima di Natale, da sola, e sarebbe dovuta ripartire mercoledì 3 gennaio, proprio il giorno in cui, dopo aver bussato più volte alla porta dell’appartamento, utilizzato come attività di affittacamere, senza ottenere risposta, il proprietario ha deciso di entrare con la chiave di riserva e ha scoperto il cadavere nella camera da letto, in decomposizione. Dopodiché ha subito chiamato i carabinieri.

 


In memoria di

Agropoli, donna cinese legata e uccisa: c’è un ordine di arresto (info Cilento – 2 agosto 2022)
L’uomo è rientrato in Cina e ha fatto perdere le sue tracce dal 2018, quando venne commesso l’omicidio in un appartamento di via Caravaggio
I fatti risalgono al 2018. Era il mese di gennaio quando in via Caravaggio, in un appartamento di uno stabile che fa d’angolo con via Risorgimento, venne ritrovata priva di vita, imbavagliata e legata una donna di 49 anni di nazionalità cinese, Lin Su Qing. Il suo decesso probabilmente risaliva a qualche giorno prima, tra il 30 e il 31 dicembre.
A distanza di oltre quattro anni da allora è stato individuato il possibile assassino della donna. Si tratta di un uomo di 58 anni, anche lui cinese. Il Pm presso il Tribunale di Vallo della Lucania ha emesso un avviso di conclusione indagini per lui, all’epoca dei fatti compagno della vittima. Ci sarebbero diverse prove in grado di incastrare l’uomo, a partire dalle immagini registrate da alcune telecamere di videosorveglianza presenti in zona, ma anche impronte digitali rilevate dalla scientifica. Per l’uomo è scattata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, tuttavia è al momento latitante. L’uomo, infatti, dopo l’omicidio è tornato in Cina.
Fin da subito gli inquirenti concentrarono le indagini sulle ultime telefonate e i messaggi sul telefonino, di Lin Su Qing. L’ipotesi fu che l’omicidio fosse maturato nell’ambito di un giro di prostituzione. La donna venne ritrovata sul letto, legata e con la bocca chiusa con dello scotch. La porta era chiusa quando il padrone di casa bussò. Non c’erano segni di effrazione. Circostanze che lasciarono da subito supporre che la quarantanovenne conoscesse il suo assassino o che avesse un appuntamento con lui, tanto da aprigli tranquillamente la porta e lasciarlo entrare.
Lin Su Qing risiedeva a Terzigno, una località vesuviana in cui c’è una massiccia presenza di cinesi. Ad Agropoli era arrivata prima di Natale 2018, da sola, e sarebbe dovuta ripartire mercoledì 3 gennaio, proprio il giorno in cui, dopo aver bussato più volte alla porta dell’appartamento, utilizzato come attività di affittacamere, senza ottenere risposta, il proprietario decise di entrare con la chiave di riserva e scoprì il cadavere nella camera da letto, in decomposizione. Dopodiché chiamò subito i carabinieri, allora diretti dal capitano Francesco Manna.

Agropoli, scoperto sadico assassino della prostituta cinese uccisa nel 2018 (Stile Tv – 2 agosto 2022)
Scoperto l’assassino di Lin Suqing, la prostituta 49enne di origini cinesi trovata morta, il 3 gennaio del 2018, in un appartamento in Via Caravaggio ad Agropoli. Il pm Vincenzo Palumbo della Procura di Vallo della Lucania, infatti, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti del 58enne Liu Zhijun, anche lui cinese ed ex compagno della vittima, accusato di omicidio con le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. A lui, in realtà, i carabinieri della Compagnia di Agropoli risalirono dopo circa un anno, ma la pandemia da Covid-19 ne ha complicato la cattura: a suo carico prove schiaccianti tra immagini di videosorveglianza, intercettazioni, rilievi della Scientifica e relazione del medico legale, dalla quale si evince che la 49enne sarebbe deceduta tra il 30 e 31 dicembre 2018.
L’uomo, difeso d’ufficio dall’avv. Caterina Mastrogiovanni e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è latitante da quattro anni: subito dopo l’efferato delitto è fuggito in Cina, rendendosi irreperibile ai fini della notifica del provvedimento. All’esito dell’udienza preliminare per dar luogo al processo, infatti, il gip Sergio Marotta del Tribunale cilentano ha disposto ulteriori ricerche dell’imputato, interessando nello specifico le autorità consolari cinesi in Italia e quelle investigative internazionali, aggiornando il procedimento ad ottobre prossimo. Per l’imputato vige la presunzione d’innocenza, in tutti i gradi di giudizio, fino ad eventuale sentenza di condanna definitiva e irrevocabile.
I DETTAGLI DEL SADICO FEMMINICIDIO – Quello che sembrava un ‘cold case’, dunque, è stato risolto: per la Procura vallese è Liu Zhijun l’autore del femminicidio choc della donna, rinvenuta nuda e distesa nel suo letto, imbavagliata e legata mani e piedi con dello scotch da imballaggio. Dall’autopsia è emerso che Lin Suqing è morta “mediante soffocamento, causato da asfissia meccanica violenta a seguito di compressione del collo e della chiusura degli orifizi respiratori a mezzo di nastro adesivo per pacchi ed un cuscino”.
Residente a Terzigno, la prostituta cinese arrivò ad Agropoli qualche giorno prima di Natale del 2017 per far ritorno, nel Napoletano, subito dopo le feste. Ma, improvvisamente, non diede più notizie di sé. Allertati dal proprietario dell’immobile, i militari dell’Arma entrarono nell’abitazione al terzo piano utilizzando le chiavi di riserva, ritrovandosi davanti agli occhi l’agghiacciante scena: il corpo della donna, in avanzato stato di decomposizione e dall’odore nauseabondo, fece immediatamente pensare ad un omicidio sadico avvenuto giorni prima, come confermato dall’esame esterno sulla salma e dalla successiva autopsia disposte dalla Procura cilentana, dopo i rilievi dei carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, all’epoca diretti dal m.llo Carmine Perillo, con il coordinamento dell’allora comandante della Compagnia agropolese, Francesco Manna. (di Alfonso Stile)