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Maria Campai, 42 anni, mamma. Presa a pugni e strangolata da un ragazzo appena conosciuto

Viadana (Mantova), 19 Settembre 2024


Titoli & Articoli

“L’ha uccisa nel garage, poi l’ha nascosta sotto le foglie”: la ricostruzione dell’omicidio di Maria Campai e il ‘buco’ del movente (il Fatto Quotidiano – 27 settembre 2024)
L’ha uccisa nel garage e poi ha trasportato il cadavere nel giardino di una villetta, nascondendolo sotto il fogliame, lì dove gli investigatori lo hanno ritrovato dopo sei giorni di ricerche giovedì mattina. Maria Campai è morta strangolata e, probabilmente, prima è stata stordita con un colpo alla testa alle spalle. Tutto è avvenuto la sera del 19 settembre, quando la 42enne era arrivata a Viadana da Parma, in compagnia della sorella, per incontrare un uomo che aveva conosciuto in Rete.
Un ragazzo, più che altro, secondo la ricostruzione degli inquirenti che hanno fermato un 17enne con l’accusa di omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione, e occultamento di cadavere. Il ragazzo, insomma, avrebbe preparato l’omicidio della donna che non aveva mai visto prima della sera del delitto. A lui, ora in stato di fermo nel carcere minorile Beccaria di Milano, i carabinieri sono arrivati attraverso l’analisi delle immagini dei sistema di videosorveglianza e dopo aver sentito numerose persone. Le indagini, coordinate dalla procura dei Minori di Brescia, sono ancora in corso alla ricerca, in particolare, del movente.
Perché il ragazzo avrebbe dovuto aggredire la donna con la quale, stando alle informazioni, avrebbe avuto un rapporto intimo prima di aggredirla? Al momento gli inquirenti non hanno risposte. Stando ai loro accertamenti il delitto si è consumato nel garage dell’edificio dove il minorenne abita. Un colpo alla testa con un corpo contundente, poi lo strangolamento. Dopo il corpo è stato trasportato nel giardino di una vicina villetta disabitata dove, nascosto sotto uno strato di foglie, lo hanno trovato giovedì i i carabinieri di Viadana e del Nucleo investigativo di Mantova.

Fatta l’autopsia. La sorella: “L’ho vista con il ragazzo, poi non ha risposto” (Rai News – 2 ottobre 2024)
Per il 17enne resta l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Il legale: solo “fantasie” le sue frasi apparse sui giornali
“Ho visto quel ragazzo, l’ha presa per mano ed è andata in quella via. Io dopo un’ora l’ho chiamata e non mi ha più risposto. Mi ha mandato un ok, poi mi ha mandato quel messaggio ‘Quest’uomo è troppo amabile, mi porterà in taxi, ci vediamo domani’. E io l’ho cercata tutta la notte, perché ho capito che non l’aveva scritto lei. Io conosco mia sorella e come scrive. Lei non dice che un uomo è amabile. Mai nella sua vita ha scritto in quella maniera”.
Sono le parole, di Roxana Campai, la sorella della 42enne Maria Campai, riferite al 17enne che ha ucciso a mani nude la donna. Roxana è stata intervistata in diretta a Ore 14, trasmissione di Rai 2 condotta da Milo Infante. “L’ho cercata tutta la notte, tutto il giorno finché ho visto il ragazzo con cui era uscita che si era fermato in farmacia. Gli abbiamo fatto una foto e siamo andati dai Carabinieri. È venuto anche il babbo e il figlio, erano lì per denunciarmi per la foto, e ha alzato le mani sul mio ragazzo e il suo babbo voleva venire a picchiare anche me in caserma. Poi dopo due o tre ore ho saputo che avevano trovato mia sorella. Io voglio che lui stia tutta la vita in prigione”, conclude la donna.
Ieri a Mantova è stata effettuata l’autopsia sul corpo della 42enne romena, in attesa di conoscerne i risultati resta in carcere il 17enne accusato dell’omicidio di Viadana.  La procura dei minori di Brescia ha convalidato il fermo del 17enne accusato di aver ucciso, in maniera volontaria e premeditata, per poi nasconderne il cadavere, Maria Campai, all’interno di un garage a Viadana, nel Mantovano. Il ragazzo ha risposto per un’ora e mezzo alle domande del magistrato nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel Tribunale dei minori di Brescia. Il diciassettenne resta richiuso nel carcere minorile Beccaria di Milano dove si trova da venerdì scorso quando ha indicato ai carabinieri il luogo in cui aveva abbandonato il cadavere della donna. Secondo le prime ricostruzioni, Maria ed il 17enne, avrebbero avuto un incontro intimo e poi il giovane – per ragioni non ancora accertate – l’avrebbe uccisa colpendola alla testa con violenza. Non è chiaro se abbia anche tentato di  soffocarla. Successivamente avrebbe preso il cadavere e lo avrebbe portato nel rudere di una villetta abbandonata, dove difficilmente poteva essere notato. In tribunale a Brescia, anche i genitori usciti scortati dagli agenti. Smentita dai Carabinieri la frase attribuita al giovane “Ho ucciso per verde cosa si prova” ma ci sono altri elementi a sostegno della premeditazione.
Quello che sta emergendo dai dispositivi digitali sequestrati dai carabinieri ribalterebbero l’idea che i compaesani avevano di lui: un bravo ragazzo che salutava tutti quelli che incontrava per strada, che in palestra aiutava negli esercizi chi aveva appena cominciato l’attività sportiva e che frequentava l’istituto tecnico con diligenza senza creare particolari problemi ai professori.  Il 17enne invece, avrebbe una doppia personalità che sui social o nei giochi elettronici che praticava appare ora sconcertante, con tratti agghiaccianti.
I carabinieri avrebbero scoperto la sua frequentazione di siti di arti marziali in cui si spiegava come uccidere una persona a mani nude, come lui stesso chiedeva ai motori di ricerca. Su altri social dimostrava particolare ammirazione per Filippo Turetta, l’assassino di Giulia Cecchettin, mentre in altri mostrava il suo fisico muscoloso costruito con un’assidua quasi ossessionante presenza in palestra e si informava sul sesso estremo.
Che ci sia molto da scavare nella sua mente lo dimostra il comportamento tenuto durante i sette giorni in cui si cercava Maria Campai dappertutto, con i cani molecolari, con appelli in televisione e con manifesti affissi in tutto il paese: il ragazzo ha condotto la vita di tutti i giorni, andando regolarmente a scuola e in palestra, per poi tornare a casa coni genitori e le due sorelle nell’appartamento del condominio di via Monteverdi nel cui garage si sarebbe consumato il delitto.  Non si trova, invece, il cellulare della vittima, sul quale la 42enne aveva ricevuto le coordinate del luogo dell’incontro e in base alle quali aveva raggiunto Viadana giovedì 19 settembre in auto con la sorella da Parma dove abitavano.
Maria Campai viveva a Parma con la sorella, dopo la separazione dal marito. Giovedì scorso era arrivata a Viadana con un amico che l’aveva accompagnata in auto per quello che appariva un colloquio di lavoro. L’amico ha riferito agli investigatori di non conoscerne l’identità della persona che la donna doveva incontrare ma di aver capito che si trattava di un uomo. L’ha lasciata in centro a Viadana con l’accordo che sarebbe stata lei a telefonargli per dirgli di andarla a riprendere. Poi il silenzio. Il giorno dopo, venerdì 20 settembre, è partito l’allarme.  La sorella si è cosi rivolta alle forze dell’ordine che hanno fatto scattare  le ricerche. Ieri la tragica scoperta e le rapide indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo  del comando provinciale di Mantova e della stazione di  Viadana che hanno portato al fermo del ragazzo. Il cadavere della vittima è stato ispezionato dal medico legale, il cui compito è anche quello di verificare se le ferite letali causate alla donna possano essere riconducibili al ragazzo.
Il padre del ragazzo fermato: “È un ragazzo tranquillo” “Mi dispiace per la vittima, prima di tutto, chi ha sbagliato pagherà”, dice il padre del 17enne fermato. Intervistato dal Tg3 il padre del ragazzo continua: “Non escludo che può essere lui, ma può anche essere un altro oltre a lui. Lui ha 17 anni, come fa a fare tutta queste cose, l’amico dov’è?” “Se è stato mio figlio mi spiace per la vittima e chi ha sbagliato pagherà ma – continua – bisogna aspettare che le indagini siano fatte precise”. Di suo figlio dice che non gli ha mai dato preoccupazioni: “È un ragazzo tranquillo, non so nemmeno io cosa gli è preso, Io quel giorno non l’ho visto proprio, c’erano i carabinieri, poi è arrivato l’avvocato”. Il ragazzo è stato portato all’istituto Beccaria di Milano.

 


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In memoria di

Tanta gente ai funerali di Maria Campai che riposa accanto al fratello. La famiglia chiede giustizia (Mantova Uno – 7 ottobre 2024)
Tanta commozione ieri a Tundra in Romania dove si sono svolti i funerali di Maria Campai, la 42enne uccisa la sera del 19 settembre scorso nel garage di via Monteverdi a Viadana.
Maria era originaria di quella città nella regione della Transilvania dove molte persone hanno partecipato alle esequie, celebrate con rito ortodosso, e si sono strette intorno alla famiglia della donna che solo due mesi fa aveva dato l’estremo saluto a uno dei fratelli di Maria. Al funerale era presente anche Roxana, la sorella presso la quale Maria viveva a Parma dopo la separazione dal marito e che è stata determinante ai fini dell’indagine, e i due figli di 21 e 23 anni. I due ragazzi già in queste ore rientreranno in Toscana dove vivono col padre.
La famiglia, attraverso ancora una volta le parole di Roxana, è tornata a chiedere giustizia per Maria.