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Maria Teresa (Teresina) Parata, 81 anni, mamma. Colpita da un colpo di pistola alla testa sparato dal marito, muore in ospedale dopo due giorni di agonia

Otranto (Lecce), 18 Maggio 2025


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Spara alla moglie per poi uccidersi: troppo gravi le ferite, il cuore dell’83enne ha cessato di battere (Lecce Prima – 18 maggio 2025)
È spirata questa mattina, nel reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce, l’anziana colpita dal proiettile di una pistola, esploso dal marito suicida. Ha lottato per due giorni nel letto d’ospedale
Ha lottato per due giorni in un letto d’ospedale, ma non ce l’ha fatta Maria Teresa Parata, “Teresina”, l’83enne di Otranto ferita gravemente dal marito poi suicida venerdì scorso. Il suo cuore si è fermato. L’anziana è spirata in mattinata, nel reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce, dove era stata ricoverata d’urgenza e tenuta sotto costante osservazione per via della profonda lesione provocatagli da un proiettile calibro 9.
Un colpo esploso dalla pistola legalmente detenuta dal coniuge, un 85enne, che dopo il gesto ha rivolto l’arma verso se stesso per farla finita, in una drammatica sequenza dettata da una storia di disperazione e forte preoccupazione per gli stati di salute dei due, entrambi malati da tempo. Tanto che l’omicida, prima di togliersi la vita, avrebbe lasciato una lettera sul comodino della camera da letto, raccontando ai parenti il motivo della dolorosa scelta.
La coppia era stata trovata nella camera da letto dell’appartamento di via Monsignor Pollio, da una parente che era solita prestarle le cure: l’anziano era ormai privo di vita, la donna con ferite tanto gravi, da portare al tragico epilogo di questa mattina. La salma della donna, trasferita momentaneamente nella camera mortuaria del presidio ospedaliero, sarà consegnata ai famigliari a breve, per poter celebrare il rito e porgerle l’ultimo saluto.

“Moriamo insieme”: anziano spara alla moglie malata e si suicida ad Otranto. I corpi trovati dalla figlia (Fan Page – 18 maggio 2025)
I fatti risalgono a venerdì 16 maggio: oggi Mariateresa Parata è deceduta a Otranto. L’uomo, 85 anni, ha sparato alla moglie malata di 81 anni, per poi togliersi la vita. La donna aveva da poco ricevuto una diagnosi di tumore al pancreas. In un biglietto lasciato prima del gesto, l’uomo ha scritto di non volerla lasciare sola. A scoprire i corpi è stata la figlia, che è entrata in casa dopo che i genitori non rispondevano da ore.
È morta Mariateresa Parata, l’anziana di 81 anni colpita alla testa da un colpo di pistola esploso dal marito, Aldo Brigante, 85 anni, che subito dopo si è tolto la vita. La tragedia si è consumata nella mattina di venerdì 16 maggio, all’interno dell’abitazione della coppia, al piano rialzato di una palazzina in via monsignor Gaetano Pollio, a Otranto, in provincia di Lecce. La donna era stata soccorsa in condizioni disperate e trasportata d’urgenza al Vito Fazzi di Lecce, dove era stata ricoverata nel reparto di rianimazione. Dopo due giorni di agonia, il suo cuore ha smesso di battere.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo aveva lasciato alcuni fogli scritti a mano sul comodino della camera da letto, dove spiegava il motivo del gesto: non voleva più vivere e temeva di lasciare la moglie da sola. Entrambi soffrivano di patologie croniche e debilitanti. Mariateresa, in particolare, aveva da poco ricevuto una diagnosi severa: tumore al pancreas, ma avrebbe rifiutato le cure. Un dolore condiviso e silenzioso, che pare abbia alimentato un progetto estremo di “uscita a due”.
A fare la terribile scoperta è stata la figlia della coppia, che vive al piano superiore dello stesso edificio. Preoccupata per il silenzio e per l’assenza di risposte, è entrata nell’appartamento dei genitori trovandoli distesi sul letto, uno accanto all’altra, con accanto l’arma usata per il delitto-suicidio. La salma di Mariateresa Parata è stata trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale leccese. Sarà a breve riconsegnata ai familiari per consentire lo svolgimento del rito funebre e l’ultimo saluto a una donna travolta da una vicenda tanto drammatica quanto incomprensibile. (di Biagio Chiariello)


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