Monica Valsecchi, 22 anni, fruttivendola. Uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato
Mandello del Lario (Lecco), 12 Settembre 1991
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In memoria di
Claudio Bottagisi – 18 novembre 2024
Erano le 13 del 12 settembre 1991 e a Mandello Lario veniva uccisa con tre colpi di pistola Monica Valsecchi, 22 anni soltanto (era nata il 20 luglio 1969, il giorno dell’allunaggio). A sparare il suo ex fidanzato, che la giovane aveva lasciato perché troppo possessivo e geloso. Drammi analoghi si sono purtroppo ripetuti in tutti questi anni e nessuno deve dimenticare. E nessuno, va detto, a Mandello ha dimenticato Monica, il suo sorriso dolce, il suo sguardo solare. Un’occasione per ricordarla – in questi giorni che precedono la ricorrenza del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – è rappresentata dall’incontro che si terrà questa sera allo “Square Art Center” in via Volta per iniziativa dell’assessorato comunale alle Pari opportunità. Con inizio alle ore 21 si potrà assistere al reading teatrale dal titolo “Delle donne di cui non si sa” interpretato da Lino Fontana. Alla musica e alle immagini si affiancherà la presentazione del libro Ogni abuso sarà punito scritto da Fabio Clerici, classe 1961, milanese, per quattordici anni in servizio presso la Squadra di polizia giudiziaria di Milano, poeta e scrittore.
Mandello Lario, 34 anni fa l’uccisione di Monica. Mamma Carla: “Era dolce, solare e tanto cara” (Claudio Bottagisi – 28 novembre 2025)
La sua testimonianza all’inaugurazione della collettiva “Ginestra” allestita in sala civica fino al 1° dicembre: “Sono credente e spero un giorno di ritrovarla lassù. Quando ho bisogno la prego e lei mi aiuta”
Quasi cinquanta artisti in mostra per “raccontare” con un dipinto, una scultura o una fotografia il dramma dei tanti, troppi femminicidi che ancora sfregiano il Paese, da Nord a Sud. E per omaggiare Monica Valsecchi, uccisa nel suo negozio di frutta e verdura nella piazza centrale di Mandello Lario un giorno di settembre del 1991 dall’ex fidanzato.
Aveva soltanto 22 anni, Monica, quando venne assassinata. E le fragilità, la bellezza, la gioia di vivere e l’entusiasmo tipici dell’età. Tutto cancellato da tre colpi di pistola? No, perché lei ha continuato e continua a vivere nel ricordo, nei pensieri e nel cuore di chi le ha voluto bene. Di mamma Carla e di papà Augusto, su tutti. Di sua sorella, degli altri familiari e degli amici. E’ un omaggio a lei e per lei, quello che l’assessorato comunale alle Pari opportunità le ha dedicato organizzando la mostra allestita fino a lunedì 1° dicembre nella sala civica di via Dante. Poco meno di cinquanta, si è detto, gli artisti che hanno voluto esserci, per urlare il loro “no” alla violenza contro le donne. Nel segno della ginestra, l’arbusto simbolo di resilienza che dà il titolo alla collettiva, “il fiore – per dirla con le parole pronunciate ieri sera all’inaugurazione dell’evento dall’assessore Doriana Pachera – che si associa alla nostra fragilità ma che è al tempo stesso forte e che ci mostra che il bene può vincere sul male”. (…)
Le emozioni hanno preso il sopravvento nel momento in cui è stato diffuso il filmato con la tenera quanto toccante testimonianza della madre di Monica. “Mia figlia mi manca – ha detto mamma Carla – Era dolce, era solare, era tanto cara. Il dolore non si cancella ma con il tempo si impara a conviverci e ciò che più conta è non chiudersi in se stessi ma andare in mezzo alla gente e dedicarsi agli altri. Questo ti dà forza e ti fa andare avanti, anche quando il dolore sembra devastarti”. “I primi giorni dopo l’uccisione di mia figlia sono stati atroci – ha aggiunto – ma la sua morte ha unito ancora di più la nostra famiglia e così ci siamo sorretti uno con l’altro. Ogni mattina il primo gesto che faccio è baciare la sua immagine. Io sono credente e spero un giorno di ritrovarla lassù. Quando ho bisogno la prego e lei mi aiuta e stasera, se ci sente, sarà davvero contenta”.
Un omaggio floreale, poi un altro dono: il volto sorridente di Monica “rivisitato” in una installazione artistica. A consegnarlo a mamma Carla e a papà Augusto è Giulia Sorrentino, presente alla mostra mandellese con un bellissimo mandala da lei realizzato. “Lo terremo tra i nostri ricordi più cari”, dice commossa mamma Carla mostrando il quadro al pubblico. E l’applauso si confonde con qualche lacrima.




