Patrizia Lamanuzzi, 54 anni, mamma. Lanciata dal balcone dal marito
Bisceglie (Bari), 15 Aprile 2026
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Patrizia Lamanuzzi, gettata giù dal balcone dal marito (che poi si è suicidato), parla la famiglia: «Uccisa da chi non la voleva libera». Disposte le autopsie (Corriere della Sera – 17 aprile 2026)
Post di Pietro de Cillis, nipote della 54enne morta dopo essere caduta dal quinto piano del palazzo, spinta dal marito 61enne Luigi Gentile, dal quale si stava separando dopo 25 anni di matrimonio. Sabato le autopsie
«Dentro di noi c’è un silenzio che urla. Oggi piangiamo una zia che amava con quella generosità che oggi sembra quasi un difetto, e invece era il suo superpotere. Ce l’hanno strappata via, con una violenza cieca, assurda, senza senso. Uccisa da chi non ha saputo accettare la sua libertà, da chi ha chiesto per primo la libertà e poi ha deciso che quella donna non poteva appartenere più a nessuno, nemmeno a se stessa. Questo non è amore. Questo è possesso malato. Questo non è un raptus. Questo è un delitto. Questo non è giusto. Non lo sarà mai». É un passaggio di un lungo post pubblicato sui social, da Pietro de Cillis, nipote di Patrizia Lamanuzzi la donna di 54 anni di Bisceglie, morta dopo essere precipitata dal balcone del quinto piano di una palazzina di via Vittorio Veneto.
A spingerla, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che indagano sull’accaduto, sarebbe stato il marito, Luigi Gentile di 61 anni che si è lanciato nel vuoto dallo stesso balcone. I due si stavano separando dopo più di 25 anni di matrimonio. Ad aiutare la ricostruzione e la dinamica di un omicidio seguito da un suicidio avvenuto mercoledì scorso, saranno le autopsie disposte dalla Procura di Trani. L’incarico è stato conferito a Davide Ferorelli dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari; mentre gli accertamenti autoptici potrebbero incominciare nel pomeriggio del 18 aprile. Nel post, il nipote della 54enne chiede scusa alla vittima.
«Ti chiediamo di perdonarci zia, ti chiediamo scusa. Scusa se questa società non ti ha protetta abbastanza, se abbiamo sottovalutato i segnali, se non siamo arrivati in tempo a tirarti fuori da quell’inferno. É un peso che porteremo noi, non tu». «Quel mostro non vincerà – prosegue il post – non permetteremo che l’ultima parola su di te sia la violenza che ti ha uccisa. L’ultima parola su di te sarà la vita che hai donato, saranno i sorrisi che hai acceso nelle nostre facce stanche, saranno le persone che hai rialzato da terra quando nessuno le vedeva. Saranno i nipoti che cresceranno con il tuo esempio nel sangue come bussola». Il post si conclude con una promessa: «Noi giuriamo zia che ogni volta che qualcuno sarà solo, noi saremo lì, come facevi tu. Giuriamo che ogni volta che la vita ci sembrerà troppo pesante, cercheremo il mezzo pieno del bicchiere, perché così ci hai insegnato tu. Giuriamo che il tuo sorriso non morirà con te, lo porteremo noi e lo urleremo al mondo finché non diventerà contagioso come era il tuo». (di Cinzia Semeraro)
Bisceglie, lancia moglie da balcone e si suicida, segni di strangolarmento su di lei (SkyTg24 – 18 aprile 2026)
I primi esami disposti dalla Procura di Trani sul corpo di Patrizia Lamanuzzi aiutano a ricostruire gli ultimi minuti di vita della coppia. I due avrebbero avuto una discussione accesa, poi degenerata con lui che ha scagliato lei dal balcone per poi buttarsi a sua volta
L’autopsia eseguita sul corpo di Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni morta mercoledì 15 aprile dopo essere stata lanciata dal balcone dal marito Luigi Gentile che si è poi tolto la vita nello stesso modo, avrebbe mostrato segni di strangolamento. È uno dei dettagli emerso dagli esami disposti dalla Procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta che punta a fare chiarezza sul femminicidio seguito da un suicidio a Bisceglie.
Gli accertamenti sono stati eseguiti nei laboratori dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari e i risultati aiuterebbero a definire gli ultimi minuti di vita della 54enne. Secondo quanto ricostruito finora, i due che si stavano separando, avrebbero avuto un’accesa discussione seguita da una richiesta di aiuto da parte della 54enne che è poi volata giù dal quinto piano. A spingerla, con ogni probabilità, sarebbe stato il marito. A riferirlo ai carabinieri è stata una vicina di casa la quale avrebbe raccontato che la coppia già da un paio di mesi non conviveva più nell’appartamento in cui aveva trascorso gran parte del matrimonio, e che i figli erano lontani dalla mamma e dal papà: uno vive a Trani e l’altro all’estero.
Del complicato momento che stava attraversando la coppia sapevano solo i parenti più stretti e qualche amico. Non ci sono segnalazioni di problematiche famigliari né negli uffici dei Servizi sociali del Comune né in caserma: nessuna denuncia, nessuna richiesta di aiuto è mai giunta al 112 anche se, un paio di anni fa, la donna si sarebbe rivolta al Pronto soccorso dell’ospedale cittadino a causa di forti stati di ansia successivi a violenti scontri verbali avvenuti in famiglia. I militari del Nucleo investigativo, oltre all’appartamento in cui si è consumato il delitto, hanno sequestrato anche l’auto dell’uomo.
Il dolore dei figli di Patrizia Lamanuzzi: “Riservatezza e rispetto, ma questa tragedia sia monito per tutti” (Buonasera24 – 21 aprile 2026)
Oggi i funerali della donna uccisa dal marito che poi si è tolto la vita: il messaggio di Mauro ed Elia Gentile. Il Sindaco ha proclamato il lutto cittadino
Un dolore profondo, accompagnato dalla richiesta di rispetto e dal desiderio che una tragedia così drammatica non resti confinata nella sfera privata. È il messaggio affidato alla stampa da Mauro ed Elia Gentile, figli di Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa il 15 aprile a Bisceglie dal marito da cui si stava separando, Luigi Gentile, che dopo averla lanciata dal balcone si sarebbe tolto la vita. Alla vigilia dei funerali, i due giovani, assistiti dagli avvocati Onofrio Musco e Adriana Moschetti, hanno diffuso una nota in cui chiedono innanzitutto “il rispetto della riservatezza e del silenzio che il lutto impone”, sottolineando la necessità di vivere questo momento lontano da clamori. Allo stesso tempo, però, emerge una volontà chiara di dare un significato più ampio alla vicenda. “Desideriamo che una tragedia umana così profonda non resti soltanto una ferita privata”, affermano, indicando la necessità di trasformare quanto accaduto in un’occasione di riflessione collettiva. Un invito rivolto a tutti a non sottovalutare i segnali di disagio e fragilità. “Occorre non voltarsi mai dall’altra parte”, si legge nel messaggio.
Nel documento, i figli esprimono anche gratitudine verso quanti hanno dimostrato vicinanza in queste ore difficili. “Sentiamo il dovere di rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno manifestato affetto e rispetto”, dichiarano, estendendo il pensiero alle istituzioni, alla magistratura, alle forze dell’ordine, agli operatori intervenuti, alle associazioni e ai cittadini. Un riconoscimento che include anche chi, con discrezione, ha fatto pervenire messaggi di cordoglio. “Ringraziamo chi ha partecipato con sensibilità a questo momento di grande sofferenza”, aggiungono, evidenziando l’importanza della solidarietà ricevuta.
Nel passaggio conclusivo, Mauro ed Elia Gentile ribadiscono la volontà di custodire il ricordo della madre in una dimensione intima e autentica, lontana dall’esposizione pubblica. “Vogliamo preservare la memoria di nostra madre nella sua dimensione più personale”, affermano, affidando alla stampa un unico messaggio e precisando che non seguiranno ulteriori comunicazioni. Parole che racchiudono il tentativo di trasformare una vicenda segnata dalla violenza in un richiamo alla responsabilità collettiva, nel rispetto del dolore di una famiglia colpita da una tragedia.
Intanto, sul fronte pubblico, il Sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano ha proclamato il lutto cittadino in coincidenza con i funerali: “In segno di cordoglio per la tragica scomparsa della concittadina Patrizia Lamanuzzi, vittima di femminicidio, è stato proclamato il lutto cittadino per martedì 21 aprile, giornata in cui si svolgeranno i funerali, previsti alle 15:30 nella parrocchia Santa Maria Madre della Misericordia”. “Si invitano le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio – conclude il Sindaco – ad osservare un minuto di silenzio durante la giornata di martedì 21 aprile. Inoltre, si invitano tutti, indistintamente, in segno di raccoglimento e rispetto, ad osservare, in tutta la Città, il massimo silenzio, dalle ore 15:30 e fino al termine delle esequie”. (di Francesco Alberti)
Bisceglie, l’ultimo abbraccio a Patrizia Lamanuzzi: lacrime e palloncini ai funerali della 54enne uccisa dal marito (Gazzetta del Mezzogiorno – 21 aprile 2026)
“Sei stata una mamma che ha vissuto per la famiglia e siamo certi che avresti continuato a farlo e avresti dato te stessa come sempre hai fatto, con tutto l’amore. Desideravi sempre aiutare in ogni modo ogni persona e la gente qui presente ne è la dimostrazione. Grazie per averci donato e insegnato la vita». Sono le parole che Mauro ed Elia hanno dedicato, al termine del funerale alla loro madre, Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa dal marito a Bisceglie, nel nord Barese, lo scorso 15 aprile. L’uomo, Luigi Gentile di 61 anni, avrebbe prima tentato di strangolarla per poi spingerla dal balcone dell’appartamento in cui la 54enne viveva, al quinto piano di una palazzina di via Vittorio Veneto. Il 61enne si è poi tolto la vita lanciandosi a sua volta nel vuoto dallo stesso terrazzino. Per i funerali della donna il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha proclamato il lutto cittadino.
«Mauro ed Elia, a voi va l’abbraccio di tutta la chiesa, dei sacerdoti, del vescovo e di tutta questa città che veramente con grande affetto si stringe al vostro dolore», ha detto nell’omelia don Michele Barbaro, parroco della chiesa della Misericordia a Bisceglie, nel corso della messa esequiale. “Possa Patrizia riposare in pace e benedire i suoi figli dal cielo», ha continuato il sacerdote, che ha chiesto a Dio di restare «con noi in questo momento in cui è sera nei nostri cuori, nella nostra vita» a causa di «eventi che non comprendiamo e che ci spiazzano, che costituiscono una battuta di arresto e che ci fanno pensare che non abbiamo le forze per riprendere il cammino». «Abbiamo bisogno di ritornare a Dio, attraverso un processo di profonda conversione che ci aiuti a ritrovare con tutte le nostre povertà, con i nostri limiti, le nostre paure, le nostre tristezze ma anche con i nostri desideri, progetti, con tutto ciò che ci rende unici e che ci permette di aprirci all’altro con amore, ma un amore – ha concluso don Barbaro – che dona la vita, non la toglie, un amore che rende l’altro autentico nel suo essere immagine e somiglianza di Dio». All’uscita del feretro dalla chiesa sono stati fatti volare palloncini rossi a forma di cuore



