Stefania Rago, 46 anni, mamma. Uccisa a colpi di pistola dal marito
Foggia, 23 Aprile 2026
Titoli & Articoli
La lite, le urla e poi gli spari. Stefania Rago, uccisa a colpi di pistola dal marito (Rai News – 24 aprile 2026)
Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata, con la pistola di servizio ha ucciso la moglie di 46 anni. L’uomo è stato fermato e portato in carcere. Il padre della vittima: “Mia figlia voleva separarsi”
Una guardia giurata di 48 anni, Antonio Fortebraccio, ha ucciso a colpi di pistola la moglie Stefania Rago, 46 anni. Il delitto si è consumato in serata in via Gaetano Salvemini 32, nell’appartamento dove la coppia viveva insieme ai due figli di poco più di vent’anni. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, l’uomo avrebbe sparato alla moglie quattro colpi di pistola nel corso di una lite. I vicini raccontano di aver sentito chiaramente le urla del litigio provenire dall’abitazione, seguite subito dopo dagli spari.
I militari, intervenuti nell’appartamento della zona di San Ciro, hanno trovato il corpo della donna e hanno subito bloccato il marito, portandolo in caserma per l’interrogatorio. L’arma utilizzata dovrebbe essere la pistola d’ordinanza che l’uomo deteneva per il proprio lavoro di vigilanza. Gli investigatori sono impegnati a capire se si fossero già verificati episodi di violenza, se la vittima avesse manifestato timori per la propria sicurezza.
“Erano sposati da quasi 30 anni e mia figlia aveva deciso di separarsi. Problemi c’erano nel senso che era troppo geloso. Geloso di tutto quello che faceva. Lei andava in palestra e ultimamente aveva deciso di lasciarlo. Lo aveva detto a noi e lo aveva detto a lui”. Lo ha detto Giuseppe Rago padre di Stefania. “Mia figlia – ha aggiunto – era un angelo. Una bravissima ragazza. Non so cosa sia venuto in mente a questo”.
Racconta un vicino: “La mia compagna mi ha chiamato e mi ha detto che c’era un acceso litigio in corso nell’appartamento accanto al nostro. Poi ha sentito i colpi di pistola. Dopo un po’ si è affacciata e ha visto i lampeggianti delle forze dell’ordine. Sono arrivato qui e abbiamo saputo dell’uccisione della donna da parte del marito. Una notizia terribile. La mia compagna è spaventata”.
Resta da chiarire il contesto relazionale in cui è maturata la violenza. L’ennesima uccisione di una donna da parte di un uomo, in famiglia, richiama l’urgenza di affrontare e prevenire la cultura della violenza di genere. Non basta evidentemente la recente legge che commina l’ergastolo per i responsabili di femminicidio.
La guardia giurata ieri sera si è presentata in caserma e ha confessato. E’ stato sottoposto a fermo con l ‘accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e portato in carcere questa mattina dai carabinieri Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni che ha confessato di avere ucciso la moglie. L’uomo si è costituito nella caserma dai carabinieri e confessando il delitto.
Quando i militari dell’arma sono giunti sul posto, per la donna non c’era più nulla da fare. Non risultano pregresse denunce della donna per possibili maltrattamenti o situazioni di violenza all’interno delle mura domestiche, né procedure di codice rosso attivate.
Stefania voleva separarsi, il marito chiamato dall’avvocato prima del femminicidio (Rai News – 27 aprile 2026)
Antonio Fortebraccio è in carcere con l’accusa di aver ucciso la coniuge, disposta l’autopsia sul corpo della donna
Stefania Rago, la donna di 46 anni uccisa la sera del 23 aprile a Foggia dal marito Antonio Fortebraccio, si voleva separare e il giorno prima del delitto aveva fatto convocare il consorte dal suo avvocato per chiedere formalmente la separazione. E’ quanto emerso dalle indagini sul femminicidio avvenuto in via Gaetano Salvemini.
Previsto giovedì 30 aprile in Procura a Foggia l’incarico per eseguire l’autopsia, che sarà probabilmente effettuata nella stessa giornata. Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata, le avrebbe sparato contro quattro colpi di pistola che hanno raggiunto la donna in varie zone vitali, uccidendola. E’ in carcere con l’accusa di femminicidio.
Secondo l’accusa formulata dal pubblico ministero Antonio Franzese l’uomo avrebbe ucciso perché la donna aveva chiesto la separazione e lo aveva fatto convocare dal proprio avvocato. Anche il padre della donna, Giuseppe Rago, aveva sottolineato, il giorno seguente il delitto della figlia, “che la stessa voleva separarsi e che lo aveva comunicato a noi genitori e al marito”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto è avvenuto intorno alle 21 ed è stato preceduto da un violento litigio avvertito da alcuni vicini di casa. La donna lascia due figli, Jessica di 27 anni e Michael 23 anni, assistiti dall’avvocato Michele Sodrio. Oltre ai figli, tra le parti offese, figurano anche i genitori, il fratello e la sorella della donna.
“La vita matrimoniale di Stefania è stata caratterizzata dalle violenze del marito”, afferma l’avvocato Sodrio, dopo avere ascoltato i figli e gli altri familiari. Parlando di “una gelosia ossessiva che ha reso praticamente impossibile la vita a Stefania, tanto che lei poi aveva deciso di chiedere la separazione”.
“Nostra madre era in gabbia” (Rai News – 30 aprile 2026)
Ai nostri microfoni le testimonianze strazianti dei figli di Stefania Rago, vittima di femminicidio a Foggia: “Non è riuscita a fuggire”
“Non ha mai vissuto mia madre, ma è stata uccisa. Stefania Rago, 46 anni, aveva chiesto la separazione al marito Antonio Fortebraccio. Lui le ha sparato quattro colpi di pistola. Da un padre che viveva con noi non ce lo saremmo mai aspettati. Nostro padre era molto geloso nei confronti di nostra mamma, era geloso anche dell’aria. Non guidava, non lavorava, non poteva farlo Stefania. Sui social postava messaggi contro la violenza sulle donne, ma lei non riusciva a sottrarsi”. Jessica e Michael Fortebraccio, accompagnati dell’avvocato Michele Sodrio, parlano perché non capiti più a nessun’altra mamma.



