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Tania Bellinetti, 47 anni, cassiera, mamma. Precipitata dal balcone

Bologna, 8 Aprile 2025


Titoli & Articoli

Bologna, donna muore cadendo dalla finestra: in passato denunciò maltrattamenti (TgCom24 – 10 aprile 2025)
Al momento di sicuro non c’è molto, l’ipotesi prevalente sembra essere il suicidio ma il compagno è ricercato per una misura cautelare legata a una denuncia per maltrattamenti fatta dalla donna
A Bologna una donna di 48 anni, Tania Bellinetti, è morta cadendo dalla finestra al terzo piano di casa in zona Barca. Il fatto è avvenuto martedì e indagini sono in corso: la donna in passato aveva denunciato maltrattamenti a suo danno. Il compagno risulta ricercato per una misura cautelare legata a una denuncia per maltrattamenti fatta dalla donna nel corso del 2024. Lo stesso compagno nel 2018 era già stato denunciato dalla Bellinetti, processato e condannato a due anni.
Un mazzo di fiori è stato appoggiato al muro della casa dove viveva Tania Bellinetti, cassiera alla Coop. Sulle cause e sul contesto di quello che è successo in via Tolstoj, zona Barca, sono in corso indagini della squadra mobile coordinate dalla Procura: al momento di sicuro non c’è molto. Non sono stati trovati biglietti nell’appartamento, ma l’ipotesi prevalente sembra essere il suicidio. Ciò nonostante, il compagno della donna, un tunisino, risulta ricercato.
Allo stato, però, precisa la Procura, non sono emersi elementi che collegano le condotte maltrattanti alla morte della donna. È stato in ogni caso aperto un fascicolo e iscritto un procedimento per chiarire i fatti e poter disporre i primi accertamenti. “Era una brava ragazza, una mia amica, non credo assolutamente che si sia lanciata dalla finestra – dice l’avvocata Michela Zito, amica e vicina di casa della 48enne -. Aveva voglia di vivere, spero si possa fare piena luce sulla vicenda”. Altri residenti si interrogano su quello che è successo, mentre sui social in tanti esprimono cordoglio e sgomento per la morte della donna.

Tutte le ombre sul suicidio di Tania Bellinetti. Si cerca l’ex compagno (La Stampa – 11 aprile 2025)
Bologna, la donna è morta dopo una caduta dal suo appartamento al terzo piano. In passato aveva denunciato due volte per maltrattamenti il fidanzato, che ora è irreperibile
Il fascicolo è senza indagati e l’intestazione recita “istigazione al suicidio”, ma sono troppe le zone d’ombra perché quanto accaduto ieri a Bologna possa essere archiviato frettolosamente come un gesto volontario. Zona Barca, periferia nord, case popolari. Martedì 8 aprile, tra le 18 e le 18,30 una donna cade dal balcone del suo appartamento al terzo piano. Si è gettata? È stata spinta? È stata indotta a farlo? È caduta? Stava scappando? L’identificazione del suo corpo apre uno scenario di violenza. Si chiamava Tania Bellinetti, aveva 48 anni, due figli, e due denunce per maltrattamenti firmate contro l’ex compagno, attualmente irreperibile: la polizia lo cerca ovunque, perché qualcuno lo ha visto sulla scena del crimine.
I vicini di casa la conoscevano bene, Tania, ed erano perfettamente al corrente delle violenze che si consumavano in quella casa. Per questo, non vogliono credere che questa ex cassiera di un supermercato, con un passato turbolento, si sia tolta la vita. In dichiarazioni all’edizione locale di La Repubblica, una di loro ha riferito che il suo corpo era «supino e indossava gli occhiali da sole», che infatti sono stati ritrovati poco distante. Il fidanzato, un tunisino di 38 anni, era stato condannato a due anni nel 2018, in seguito a una denuncia per maltrattamenti sporta proprio da Tania. Più di recente, c’era stata una seconda querela. Un uomo, parlando ai microfoni della Rai, ha confermato di «averlo visto anche di recente» nell’edificio, però non ha potuto specificare quale giorno. Altre fonti riferiscono di testimonianze che lo avrebbero visto nella casa in cui è partita la tragedia, proprio martedì, ovvero quando si è consumata. Ogni risorsa d’indagine viene spesa in queste ore dal pm Marco Forte per rintracciare l’uomo. Sul cellulare di Tania sarebbe presente uno scambio di messaggi che ha permesso agli inquirenti la prima ipotesi di reato, l’istigazione al suicidio. Non si esclude tuttavia di aggiornare il fascicolo, una volta che sarà eseguita l’autopsia. (di Filippo Fiorini)

 


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In memoria di

Tania Bellinetti morta dopo una caduta dal terzo piano: “È stata spinta dal compagno” (Today – 20 marzo 2026)
In udienza preliminare a Bologna è cambiata l’imputazione a carico di Faiez Selmi, da omicidio preterintenzionale a volontario e aggravato dai maltrattamenti e dalla relazione sentimentale con la vittima
Tania Bellinetti sarebbe morta dopo essere stata spinta dall’ex compagno Faiez Selmi, 38enne di origini tunisine. Questa è la tesi del pm Marco Forte che ieri, 19 marzo, in udienza preliminare ha deciso di cambiare l’imputazione contro l’uomo, da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario e aggravato dai maltrattamenti e dalla relazione sentimentale con la vittima. Per l’accusa, ci sarebbe Selmi dietro la caduta dal terzo piano dell’appartamento della donna che è deceduta l’8 aprile 2025 a Bologna.
È utile ripercorrere la vicenda. Tania Bellinetti, 47 anni e madre di un ragazzo e di una bambina, è morta dopo essere volata dal balcone della sua casa in via Tolstoj, alla periferia di Bologna. Nelle ore successive Selmi risulta irreperibile e il motivo risulta chiaro poco dopo: stava scappando in Francia. La polizia l’ha arrestato a Rennes solo a due mesi di distanza dai fatti. Nel frattempo, era emerso il passato burrascoso della coppia. Il cittadino tunisino nel 2022 aveva finito di scontare una condanna per maltrattamenti, lesioni personali, stalking e violenza privata ai danni della compagna. Ma lui era tornato da lei, forse obbligandola ad accettarlo in casa. 
Le violenze sarebbero continuate e nel 2024 Bellinetti decide di denunciare di nuovo. A novembre di quell’anno viene disposta un’ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti e stalking a carico di Selmi. Non viene mai eseguita perché la polizia non riesce mai a trovarlo in casa. 
Per i vicini il 38enne non se ne è mai andato da quella palazzina fino all’8 aprile dello scorso anno. Anche quel giorno, per i condomini, era lì. Per l’accusa, Selmi era dentro l’appartamento quando Bellinetti è volata giù dal balcone. E il pm ha suffragato la sua tesi citando la scena trovata nell’appartamento, potenzialmente riconducibile a un litigio tra la vittima e l’uomo. L’accusa ha anche parlato delle lesioni sulle braccia della donna e del Dna dell’ex sotto le unghie. C’è poi la perizia dell’ingegner Giuseppe Monfreda, consulente nel caso di David Rossi. Nel documento si legge che Bellinetti sarebbe caduta di spalle o che sarebbe rimasta aggrappata al parapetto con le mani. La perizia, tuttavia, non stabilisce con certezza se la donna sia caduta per l’intervento di terzi.

Morte Tania Bellinetti, analisi della Scientifica rafforza ipotesi omicidio (TeleRomagna – 5 giugno 2026)
Da un’analisi della polizia Scientifica arriva un’altra conferma alla plausibilità dell’ipotesi di omicidio volontario di Tania Bellinetti, 47enne precipitata dal balcone, al terzo piano, della casa in cui viveva a Bologna, in via Tolstoj, l’8 aprile del 2025. Con questa accusa, a cui si aggiungono i maltrattamenti, è attualmente a processo in Corte di assise l’ex fidanzato della donna, Selmi Faiez: il capo di imputazione, inizialmente omicidio preteritenzionale, è stato riformulato in udienza preliminare sulla base dell’esito di una consulenza cinematica affidata all’ingegner Giuseppe Monfreda, da cui, secondo il pm Marco Forte, emerge che alla base del fatto c’è una azione volontaria da parte dell’imputato, mentre verrebbe esclusa una dinamica accidentale non voluta così come una azione suicidaria.
La nota tecnica delegata dalla Procura alla Scientifica, firmata da Pasquale Luca Iafelice e depositata nei giorni scorsi, confronta i risultati dei sopralluoghi svolti sulla scena del crimine, con la consulenza medico legale e con quella cinematica. In conclusione, per la Scientifica, le tracce rilevate, probabilmente riconducibili al contatto simultaneo delle dita, sul bordo della copertura in lamiera del parapetto del balcone da cui la 47enne è precipitata, sono compatibili con il punto indicato come quello di inizio della caduta secondo il consulente cinematico: un punto con posizione della vittima seduta su un parapetto o, più in generale, con il baricentro del corpo oltre il piano superiore del parapetto stesso. Una postura seduta, dunque, con la schiena rivolta all’esterno. In questa posizione, aveva scritto il consulente Monfreda, si era ritrovata ad avere uno sbilanciamento all’indietro e a cadere, per cause non meglio dimostrate, riconducibili ad una autonoma volontà o, secondo gli inquirenti più probabilmente, ad una spinta da un’altra persona: e in quel momento Faiez era presente nella casa. Il processo riprenderà il primo luglio: l’imputato è difeso dall’avvocato Roberto D’Errico, i familiari della vittima dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. (di Romina Bravetti)