Arben Xhakrosa, 48 anni, muratore. Uccide la convivente con decine di coltellate. In carcere dipinge in Fantabruco
Torino, 20 Settembre 2014
Titoli & Articoli
Uccide la compagna che vuole lasciarlo (Torino Cronaca – 22 settembre 2014)
Ha accoltellato la compagna che voleva lasciarlo e poi si è costituito alla polizia. E’ successo sabato pomeriggio. Ora Arben Xhakrosa, albanese di 48 anni, è in carcere con l’accusa di omicidio, in quanto la donna, Theofilia Cramaroc, una colf di 47 anni, è morta in serata per un’emorragia interna all’ospedale Maria Vittoria. L’uomo l’aveva colpita al torace e alle gambe.
“Urla di rabbia verso mia madre, poi l’ha colpita con un coltello” (la Stampa – 22 settembre 2014)
Parla il figlio della colf romena uccisa dal convivente
Il muratore disoccupato che ha ucciso la convivente a coltellate aspettava un potenziale datore di lavoro. Ma chi avrebbe dovuto dargli quel lavoro era in ritardo di un quarto d’ora. Così, Arben Xhakrosa, 48 anni, è tornato a casa ad aspettare la telefonata di quell’uomo. Forse pensava non l’avrebbe più incontrato, che sarebbe sfumata anche quell’opportunità di lavoro. Altra benzina sul fuoco delle tensioni con la convivente Theofilia Cramaroc, anche lei 48 anni, che aveva deciso di lasciare Arben.
Erano insieme da qualche anno, lui si era persino trasferito nell’alloggio in via Le Chiuse 11. Theofilia viveva lì assieme al figlio Vasile, 28 anni, pure lui disoccupato. E anche questo era un motivo di tensione. «Litigavano perché mia madre gli aveva detto che lo voleva lasciare, avevamo trovato un’altra sistemazione», ha spiegato Vasile agli agenti del commissariato San Donato. Poco prima anche Arben era entrato in quegli uffici. Voleva costituirsi, era preoccupato per le condizioni di Theofilia. Era sotto choc, i poliziotti hanno cercato di calmarlo, per cercare di capire che cosa fosse accaduto. E dove.
Vasile ha assistito soltanto a una parte della discussione. E’ intervenuto quando i toni si sono fatti più accesi. Ha preso le parti della madre, ha cercato di convincerla a lasciar perdere. «Tanto ce ne andiamo, non stare a discutere» le aveva detto, prima di ritornare nella propria stanza. Forse, è stato proprio questo a far infuriare Arben: si è sentito tagliato fuori, senza possibilità di replica. Sconfitto. E lui non voleva perdere.
Così, ha impugnato un coltello da cucina, di quelli per affettare l’arrosto. E ha colpito. Di taglio, sul busto e su una gamba. Poi, di punta, al torace. Quella ferita ha causato l’emorragia che ha ucciso Theofilia.
Nella stanza vicino, Vasile ha udito il trambusto, ha chiamato la madre. «Sì, sì, adesso ti risponde…», ha risposto Arben, quasi come volesse rassicurare anche se stesso di non aver compiuto l’irreparabile. Poi, ha gettato a terra il coltello ed è uscito di casa. Ha puntato dritto al commissariato diretto dal vicequestore Alice Rolando. Lei e i suoi agenti hanno cercato di tranquillizzarlo. Arben ha confessato subito, come se volesse liberarsi di quel peso, sperando nello stesso tempo di non aver colpito così in profondità.
Gli agenti del commissariato conoscevano Theofilia. Era andata negli uffici di via Pinelli per qualche pratica. Mai accennato a un problema. E nemmeno nella palazzina dove abitava qualcuno aveva mai avuto motivo di immaginare tensioni di particolare gravita nella coppia. La donna aveva deciso di troncare la relazione. Era pronta, Arben no. Sabato mattina, l’ultima discussione è stata la scintilla che ha fatto esplodere l’ira del muratore. (di Claudio Laugeri)
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In memoria di
La nostra avventura a Fantabruco
LA-NOSTRA-AVVENTURA-A-FANTABRUCO (PDF)
Dal laboratorio del Carcere di San Michele un’opera dei detenuti donata alla scuola Bovio Cavour (Radio Gold – 15 dicembre 2023)
Questo giovedì si è svolta la consegna ufficiale del “Fantabruco” all’Istituto Bovio Cavour di Alessandria. Si tratta di sei tavole pittoriche realizzate durante Artiviamoci, il laboratorio d’arte all’interno del Carcere di San Michele. L’iniziativa rientra nell’ambito del Festival delle Arti Recluse. All’evento erano presenti l’assessora alle Politiche Giovanili e per la Multiculturalità, Vittoria Oneto, l’assessora alla Pubblica istruzione, Maria Cornara e la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Bovio-Cavour, Barbara Assunto. Il Fantabruco è stato realizzato in sette mesi di lavoro. Insieme al maestro della Bottega di Pittura, Piero Sacchi hanno lavorato in particolare Mario Rossi, Arben Xhakrosa, Adzovic Rudzija, Yunga Ochoa Jorge Josè, Ahmed Belaourussi.




