Theofilia Cramaroc, 46 anni, colf, mamma. Accoltellata dal convivente, muore dopo una lunga agonia
Torino, 20 Settembre 2014
Titoli & Articoli
Donna accoltellata dal compagno in via Le Chiuse, muore dopo ore di agonia (Torino Today – 21 settembre 2014)
Non ce l’hanno fatta i medici a salvare la vita a Teofilia Cramaroc, la quarantaseienne accoltellata dal compagno albanese in via Le Chiuse – quartiere San Donato – durante una lite
E’ morta in ospedale la donna di 46 anni accoltellata nella tarda mattinata di ieri dal compagno durante una lite. Un dramma che si è consumato nel quartiere San Donato, in via Le Chiuse, nell’appartamento dove la coppia viveva insieme al figlio ventottenne, lo stesso che ha chiamato i soccorsi dopo l’aggressione, mentre l’uomo fuggiva.
I soccorritori avevano trovato la donna a terra in una pozza di sangue. Trasportata con codice rosso all’ospedale Maria Vittoria, Teofilia Cramaroc – questo il nome della vittima – è deceduta in serata dopo diverse ore di agonia. Fatali sono stati quei fendenti all’addome e al torace che le hanno perforato un polmone. Inutili i tentativi dei medici di tenerla in vita, la donna è spirata poco dopo le ore 18 nel reparto di rianimazione dopo essere trasferita al termine di un’operazione urgente. Il marito, che qualche decina di minuti dopo l’aggressione si era costituito presso il vicino comando San Donato, resta in carcere dunque. Ora l’accusa cambia da tentato omicidio ad omicidio.
“Urla di rabbia verso mia madre, poi l’ha colpita con un coltello” (la Stampa – 22 settembre 2014)
Parla il figlio della colf romena uccisa dal convivente
Il muratore disoccupato che ha ucciso la convivente a coltellate aspettava un potenziale datore di lavoro. Ma chi avrebbe dovuto dargli quel lavoro era in ritardo di un quarto d’ora. Così, Arben Xhakrosa, 48 anni, è tornato a casa ad aspettare la telefonata di quell’uomo. Forse pensava non l’avrebbe più incontrato, che sarebbe sfumata anche quell’opportunità di lavoro. Altra benzina sul fuoco delle tensioni con la convivente Theofilia Cramaroc, anche lei 48 anni, che aveva deciso di lasciare Arben.
Erano insieme da qualche anno, lui si era persino trasferito nell’alloggio in via Le Chiuse 11. Theofilia viveva lì assieme al figlio Vasile, 28 anni, pure lui disoccupato. E anche questo era un motivo di tensione. «Litigavano perché mia madre gli aveva detto che lo voleva lasciare, avevamo trovato un’altra sistemazione», ha spiegato Vasile agli agenti del commissariato San Donato. Poco prima anche Arben era entrato in quegli uffici. Voleva costituirsi, era preoccupato per le condizioni di Theofilia. Era sotto choc, i poliziotti hanno cercato di calmarlo, per cercare di capire che cosa fosse accaduto. E dove.
Vasile ha assistito soltanto a una parte della discussione. E’ intervenuto quando i toni si sono fatti più accesi. Ha preso le parti della madre, ha cercato di convincerla a lasciar perdere. «Tanto ce ne andiamo, non stare a discutere» le aveva detto, prima di ritornare nella propria stanza. Forse, è stato proprio questo a far infuriare Arben: si è sentito tagliato fuori, senza possibilità di replica. Sconfitto. E lui non voleva perdere.
Così, ha impugnato un coltello da cucina, di quelli per affettare l’arrosto. E ha colpito. Di taglio, sul busto e su una gamba. Poi, di punta, al torace. Quella ferita ha causato l’emorragia che ha ucciso Theofilia.
Nella stanza vicino, Vasile ha udito il trambusto, ha chiamato la madre. «Sì, sì, adesso ti risponde…», ha risposto Arben, quasi come volesse rassicurare anche se stesso di non aver compiuto l’irreparabile. Poi, ha gettato a terra il coltello ed è uscito di casa. Ha puntato dritto al commissariato diretto dal vicequestore Alice Rolando. Lei e i suoi agenti hanno cercato di tranquillizzarlo. Arben ha confessato subito, come se volesse liberarsi di quel peso, sperando nello stesso tempo di non aver colpito così in profondità.
Gli agenti del commissariato conoscevano Theofilia. Era andata negli uffici di via Pinelli per qualche pratica. Mai accennato a un problema. E nemmeno nella palazzina dove abitava qualcuno aveva mai avuto motivo di immaginare tensioni di particolare gravita nella coppia. La donna aveva deciso di troncare la relazione. Era pronta, Arben no. Sabato mattina, l’ultima discussione è stata la scintilla che ha fatto esplodere l’ira del muratore. (di Claudio Laugeri)

