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Il branco di Niscemi: Domenico Di Modica (17 anni, carrozziere), Giuseppe G. (16 anni, operaio nelle serre) e Alessandro A. (15 anni, studente). Violentano, seviziano e gettano in un pozzo una ragazzina di 14 anni. Condannati con rito abbreviato a 20 anni di reclusione

Niscemi (Caltanissetta), 30 Aprile 2008


Titoli & Articoli

Sicilia, trovata morta nel pozzo: arrestati tre minorenni (Reuters – 14 maggio 2008)
I carabinieri hanno arrestato stamani tre minorenni accusati di aver ucciso Lorena Cultraro, la 14 enne scomparsa alla fine del mese scorso in Sicilia e il cui cadavere era stato trovato ieri in fondo a un pozzo nelle campagne di Niscemi, in provincia di Caltanisetta.
Lo hanno riferito oggi fonti investigative precisando che per i tre — con età comprese tra i 14 e i 17 anni — l’accusa è di concorso in omicidio plurimo aggravato.
Secondo una prima ricostruzione effettuata da magistrati e investigatori, i tre minorenni avrebbero ucciso Lorena, premeditando il delitto, perché la ragazza sosteneva di essere incinta di uno di loro e li aveva esortati ad assumersi le loro responsabilità. I tre l’avrebbero incontrata e l’avrebbero portata in un casolare dove l’avrebbero soffocata con una corda e poi ne avrebbero gettato il corpo in un pozzo per l’irrigazione, vicino al casolare, dopo averle legato un grosso sasso attorno alla vita.

Tre ragazzi confessano l’omicidio di Lorena (il Mattino di Padova – 14 maggio 2008)
L’hanno uccisa perché ha detto loro di essere incinta. L’hanno picchiata, l’hanno strangolata con un cavo per la corrente elettrica e, alla fine, dopo aver dato fuoco ai brandelli di vestiti, hanno cercato di eliminare il suo cadavere. Prima hanno tentato di bruciarla. Poi hanno legato il suo corpicino nudo con una corda a un masso e l’hanno gettata dentro a una cisterna. Gli assassini di Lorena, la ragazza di quattordici anni trovata semi-carbonizzata dentro a un pozzo due giorni fa nella campagne di Niscemi, hanno i volti di tre minorenni del suo paese.
Domenico ha 17 anni e fa il carrozziere. Giuseppe, di anni ne ha 16 anni e lavora nelle serre, mentre Alessandro, 15 anni, frequenta un istituto superiore. Dopo una notte sotto la pressione degli investigatori hanno confessato di averla uccisa. Prima è crollato uno, poi gli altri. «Ha detto che era incinta di uno di noi e che l’avrebbe detto a tutti», hanno detto agli inquirenti.
L’hanno uccisa per scelta. Non un delitto passionale, non un gesto d’impeto. Era con loro che Lorena giocava a fare la grande in quel casolare nella vallata. E a loro, tutti fidanzati con altre ragazzine, piaceva giocare con lei. Ma la gravidanza non potevano accettarla. Alessandro, il più piccolo del gruppo, ha ricostruito quel pomeriggio agli investigatori: «Conoscevo Lorena da cinque mesi – ha detto il quindicenne – e con lei avevo avuto anche un rapporto sessuale. Ero davanti alla scuola di Niscemi insieme con Giuseppe e Domenico. Lorena era lì e quando ci ha visto arrivare ci ha detto che era sua intenzione incolpare uno di noi tre del fatto che era incinta. Domenico mi inviò un sms nel quale mi diceva più o meno che dovevamo “ammazzare Lorena”. Da quel momento è scattato il piano nelle campagne alla periferia di Niscemi». Così quel pomeriggio del 30 aprile Lorena è salita a bordo del motorino di Domenico diretta in quel casolare a due chilometri da casa. Con loro, a bordo di un altro scooter, c’erano anche Giuseppe e Alessandro. E si è fidata.
«All’interno del casolare – ha raccontato ancora l’indagato – Domenico e Giuseppe hanno iniziato a spogliare Lorena, che in qualche modo cercava di fare resistenza soprattutto verbale, dicendo che non voleva essere spogliata.
Giuseppe e Domenico hanno proseguito e sono riusciti a spogliare del tutto Lorena, e a turno, prima Giuseppe, poi Domenico e per ultimo io, abbiamo avuto rapporti con lei. Poi Giuseppe e Domenico hanno iniziato a prenderla a calci e pugni, perché aveva messo in giro false notizie nei loro confronti creando problemi con le loro rispettive fidanzate.
Ad un certo punto ho notato Giuseppe o Domenico, non ricordo esattamente chi dei due, anche per la rapidità del gesto, che passavano al collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv, ed entrambi glielo stringevano fortemente a tal punto da soffocarla. Io me ne stavo in disparte a guardare, e Giuseppe e Domenico mi hanno detto di tapparle la bocca, perché Lorena cercava di gridare aiuto. Preso dalla paura che potevano anche farmi del male, le ho messo la mano sulla bocca fino a quando non ci siamo accorti che Lorena non respirava più e le usciva anche sangue dalla bocca».
Il padre di Lorena, Giuseppe Cultraro, imbianchino e vigile del fuoco volontario, non si dà pace per la sua «bambina» come continua a chiamarla. «Se questi ragazzi sono colpevoli non devono uscire più dalla galera», ha ripetuto per tutto il giorno.
Dopo l’omicidio i tre ragazzi sono tornati in paese a bordo dei loro scooter, come se niente fosse. Per tredici giorni hanno vissuto con questo peso, ma non hanno ceduto. Anzi. Sarebbero stati loro a depistare le indagini, dicendo di aver visto Lorena salire a bordo di una Golf grigia. Ma gli inquirenti hanno messo i tre ragazzi sotto osservazione. Era bastato guardare i tabulati telefonici per vedere che tutti e tre avevano avuto contatti con la ragazza il giorno della sua comparsa.
Domenico, Giuseppe e Alessandro sono tre ragazzi «normali». Amici fin da piccoli, vengono da famiglie di condizioni economiche modeste ma che niente hanno mai avuto a che fare con la criminalità. Ieri i loro genitori, per la vergogna, hanno abbandonato le proprie abitazioni.

 

Il racconto di uno dei tre assassini “La decisione di uccidere via sms”(la Repubblica – 14 maggio 2008)
Uno degli accusati, Alessandro ricostruisce le ultime ore di vita di Lorena Cultrato. L’omicidio deciso per paura che la ragazza incolpasse uno dei tre per la gravidanza. La quattordicenne soffocata con un cavo tv

<B>Il racconto di uno dei tre assassini<br>"La decisione di uccidere via sms"</B>  Carabinieri sul luogo del ritrovamento del cadavere
E’ stato un sms a decidere della vita di Lorena Cultrato. Il mittente, Domenico, 16 anni, l’ha inviato agli altri due minorenni accusati dell’omicidio della quattordicenne, con l’ordine di uccidere la ragazza. A rivelare il retroscena agli inquirenti è stato uno dei tre fermati, Alessandro, 15 anni. “Conoscevo Lorena da cinque mesi – racconta Alessandro – e con lei avevo avuto anche un rapporto sessuale”.
Dalla testimonianza del ragazzo la ricostruzione delle ultime ore di vita di Lorena Cultraro. “Ero davanti alla scuola di Niscemi – continua Alessandro – insieme a Giuseppe e Domenico. Lorena era lì, e quando ci ha visto arrivare ci ha detto che era sua intenzione incolpare uno di noi tre del fatto che era incinta”. Proprio l’intenzione della ragazza avrebbe scatenato la furia dei tre.
“Giuseppe mi disse – spiega il ragazzo – che dovevamo ammazzare Lorena per quello che aveva detto e cioè che voleva incolpare uno di noi tre di averla messa incinta”. Un proposito che inizia a prendere forma in un messaggio sul telefonino. “Domenico – conclude Alessandro – mi inviò un sms nel quale mi diceva più o meno che dovevamo ammazzare Lorena. Da quel momento è scattato il piano nelle campagne alla periferia di Niscemi”.
La ragazza sarebbe stata trasportata sul posto da uno dei tre, Giuseppe, con il suo ciclomotore. “All’interno del casolare – aggiunge l’indagato – Domenico e Giuseppe hanno iniziato a spogliare Lorena, che in qualche modo cercava di fare resistenza soprattutto verbale, dicendo che non voleva essere spogliata. Giuseppe e Domenico hanno proseguito e sono riusciti a spogliare del tutto Lorena, e a turno, prima Giuseppe, poi Domenico e per ultimo io, abbiamo avuto rapporti con Lorena”. Dopo i rapporti sessuali esplode la violenza. “Finito il mio rapporto con Lorena – aggiunge Alessandro – Giuseppe e Domenico hanno iniziato a prendere a calci e pugni Lorena, perchè aveva messo in giro false notizie nei loro confronti creando problemi con le loro rispettive fidanzate”.
“Ad un certo punto – spiega l’indagato – ho notato Giuseppe o Domenico, non ricordo esattamente chi dei due, anche per la rapidità del gesto, che passavano al collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv, ed entrambi glielo stringevano fortemente a tal punto da soffocarla. Io me ne stavo in disparte a guardare, e Giuseppe e Domenico mi hanno detto di tapparle la bocca, perchè Lorena cercava di gridare aiuto. Preso dalla paura che potevano anche farmi del male, le ho messo la mano sulla bocca fino a quando non ci siamo accorti che Lorena non respirava più e le usciva anche sangue dalla bocca”.

“Uccidete Lorena”. L’ordine (La Stampa – 15 maggio 2008)
E’ bastato l’invio di un sms per decidere che Lorena Cultraro doveva essere uccisa, perché provocava «problemi con le fidanzate» a due dei tre indagati fermati dai carabinieri. L’ordine è arrivato da Domenico, 16 anni, arrestato ieri assieme a Giuseppe, 17 anni e Alessandro di 15, tutti di Niscemi. Sono loro gli assassini. A rivelare i retroscena di questo orrore è stato Alessandro, che frequenta una scuola professionale a Caltagirone. «Conoscevo Lorena da 5 mesi – ha detto il ragazzo – e con lei avevo avuto anche un rapporto sessuale». E’ stato lui a ricostruire le ultime ore di vita della quattordicenne, prima di essere uccisa.
«Ero davanti alla scuola di Niscemi – racconta Alessandro – con Giuseppe e Domenico. Lorena era lì, e quando ci ha visto arrivare ha detto che voleva incolpare uno di noi tre perché era incinta. Allora Giuseppe mi disse: dobbiamo ammazzarla». Alessandro ha raccontato a carabinieri e magistrati il resto di questo film allucinante, soffermandosi in particolare sul piano e sulla trappola preparata per la ragazzina. «Domenico – spiega Alessandro – mi inviò un sms nel quale mi diceva più o meno che dovevamo “ammazzare Lorena”». «Giuseppe ha accompagnato con lo scooter Lorena nel casolare – ha raccontato Alessandro -. Poi hanno cominciato a spogliarla, cercava di fare resistenza. Abbiamo avuto un rapporto con lei». Così continua la descrizione dell’orrore: «Dopo, Giuseppe e Domenico hanno cominciato a prenderla a calci e pugni, perché aveva messo in giro false notizie creando problemi con le loro rispettive fidanzate». «Ad un certo punto – continua – uno dei due ha passato sul collo di Lorena un filo di corrente elettrica o un cavo tv. E l’hanno soffocata. A me hanno ordinato di tapparle la bocca». Per oggi è prevista l’autopsia.
«Mia figlia – dice il padre di Lorena – non ci aveva mai detto nulla sulla possibilità che fosse incinta. Non ne aveva parlato neanche con sua madre e io non ci credo». «Se sono colpevoli – aggiunge – devono andare all’ergastolo».

 

Niscemi, Lorena morta strangolata “E ora, posso andare a casa?” (la Repubblica – 16 maggio 2008)
Lo ha chiesto al magistrato uno degli indagati dopo la confessione resa ieri
I tre minorenni hanno massacrato la ragazza con calci, schiaffi e pugni prima di soffocarla con un cavo d’antenna. Infatti il volto è molto tumefatto

<B>Niscemi, Lorena morta strangolata<br>"E ora, posso andare a casa?"</B>Uno dei tre indagati per l’omicidio di Lorena Cultraro
Lorena Cultraro è stata massacrata con calci, schiaffi e pugni prima di essere strozzata con un cavo da antenna. Il corpo della quattordicenne uccisa a Niscemi (Caltanissetta) da tre minorenni di 15, 16 e 17 anni, è infatti pieno di lividi e volto è tumefatto. Sono i primi risultati dell’autopsia, completata nel primo pomeriggio. Il medico legale Maria Berlich aveva iniziato l’esame intorno alle 11 nell’obitorio di Caltagirone (Catania). Sono state fatte delle lastre poi ripetute, perchè non chiare.
Compiuto anche l’esame eziologico. “Non è stato possibile, per le condizioni del cadavere, accertare se Lorena fosse incinta. Bisognerà attendere l’esito degli esami istologici e ci vorranno dei giorni”, ha spiegato il medico legale. Il volto della ragazza è quasi irriconoscibile: il padre, Giuseppe Cultraro, ieri l’aveva potuta riconoscere, come lui stesso ha spiegato, solo per le meches ai capelli che si era fatta da poco.
Ieri il giudice ha confermato l’arresto dei minorenni, dopo averne verbalizzato la confessione. Dopo aver confessato il delitto uno dei tre minorenni, si legge nell’edizione odierna del Giornale di Sicilia, ha chiesto al giudice se poteva andare a casa. “Signor giudice, le ho confessato tutto. Ora posso andare a casa?”, avrebbe detto. A quel punto, riferisce il quotidiano, il magistrato del tribunale dei minori gli ha gridato: “Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?”.
Nessuno dei tre giovani potrà essere condannato all’ergastolo, come chiedono disperati i genitori di Lorena. La pena massima prevista dal codice è di trent’anni, con la possibilità di una riduzione di pena fino a un terzo.

 

Niscemi, 20 anni agli autori del delitto Cultraro (SkyTg24 – 12 novembre 2008)
Sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Catania per i minorenni accusati di avere violentato, ucciso e gettato in un pozzo la 14enne Lorena Cultraro nel Nisseno. I giovani sono rei confessi, ma negano di avere abusato della ragazza prima di ucciderla
Nessuno sconto. Venti anni di carcere, il massimo della pena previsto dal rito abbreviato, per i tre minorenni accusati dell’omicidio di Lorena Cultraro, la studentessa di 14 anni scomparsa da casa il 30 aprile scorso, il cui cadavere fu ritrovato il 13 maggio in una cisterna nelle campagne di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. I tre, il più grande ha appena 17 anni, hanno accolto in lacrime la sentenza pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Catania.

 

Violentò e uccise Lorena Cultraro| “Sono stato un animale, perdonatemi” (LiveSicilia -27 marzo 2010)
”Ancora oggi ho tanti rimorsi per quanto successo… Quando ripenso a questa storia mi viene da paragonarmi ad un animale, perchè animale alle fine lo sono stato, senza testa e senza cuore”. Lo afferma dal carcere Giuseppe, uno dei tre ragazzi condannati a vent’anni di reclusione per aver violentato e ucciso Lorena Cultraro, la 14enne di Niscemi il cui corpo fu trovato l’11 maggio del 2008 in un pozzo. Giuseppe, all’epoca minorenne, parla con una lettera inviata a News Mediaset, l’agenzia di notizie tv del Gruppo Mediaset.
”Ancora oggi – scrive – non riesco a spiegarmi come ho potuto avventarmi contro una ragazza come Lorena, perchè era indifesa e soprattutto non meritava una fine così orrenda… Le donerei la mia vita – aggiunge Giuseppe nella missiva – per farla rivivere con tutta la gioia che non le mancava mai”.
Lorena fu uccisa perchè raccontava di aspettare un figlio da uno del gruppo, raccontarono i tre assassini. Creava problemi con le fidanzate e così decisero di ucciderla. La perizia della procura stabilì però che non c’era alcuna gravidanza. Nelle due pagine scritte a mano il 18enne chiede perdono ora anche alla famiglia Cultraro. ”Mi reputeranno un mostro – scrive – e gli do pienamente ragione perchè gli è stata strappata per sempre una figlia ancora 13enne…”. Tra quattro giorni la cassazione deciderà sulla condanna a vent’anni di reclusione comminata ai tre ragazzi che, per il padre di Lorena, ”meritano l’ergastolo”.
”Vorrei avere – conclude Giuseppe – un’altra opportunità… Sacrificare la mia vita per fare del bene a chi è in difficoltà… Mi pento, mi pento e mi pento. Chiedo perdono e spero che Lorena non sarà mai dimenticata”.


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In memoria di

Niscemi (CT): assassino di Lorena Cultraro accusato di un precedente stupro (Stretto Web – 18 ottobre 2012)
Domenico Di Modica, oggi 22enne, sta scontando 20 anni di carcere per lo stupro e l’omicidio della giovanissima Lorena Cultraro, 14enne stuprata e uccisa a Niscemi nel 2008. Ma forse in precedenza aveva già violentato un’altra ragazza. E’ quanto si apprende dopo otto mesi di indagini della Polizia, che ha fatto luce su un caso del 2007.
Nei primi mesi di quell’anno Di Modica e un amico attirarono una ragazza, all’epoca 16enne, in un appartamento alla periferia della cittadina, dove ad attenderli vi erano altri due ragazzi. Tutti e quattro i giovani erano minorenni. A turno violentarono la 16enne, minacciandola poi affinché non raccontasse nulla. La ragazza solo dopo 5 anni dall’episodio ha trovato il coraggio di raccontare tutto. I quattro sono stati denunciati a piede libero (Di Modica è stato raggiunto dal provvedimento in carcere), e saranno interrogati dal Tribunale dei Minori, appunto perché non ancora maggiorenni al momento del presunto reato.
Ricordiamo la triste vicenda di Lorena. La 14enne a quanto sembra aveva avuto rapporti con uno o più membri del gruppo di tre ragazzi che poi architettarono l’omicidio, tra i quali il Di Modica, e aveva raccontato in giro di essere probabilmente incinta. I tre, forse perché impegnati con altre ragazze, si spaventarono e decisero di eliminare Lorena per evitare problemi. La portarono quindi in un casolare abbandonato, abusarono di lei e la strangolarono, per poi occultarne il cadavere in un vicino pozzo e bruciarne i vestiti. L’autopsia certificò però che non vi era nessuna gravidanza in corso.

 

Stupro di una sedicenne a Niscemi, identificati dopo 5 anni (Giornale di Sicilia – 18 ottobre 2012)
Tra i quattro indagati anche uno degli assassini di Lorena Cultraro