Alessio Tucci, 19 anni, muratore saltuario. Uccide a sassate la ex fidanzata, nasconde il corpo e fa finta di cercarla
Afragola (Napoli), 26 Maggio 2025
Titoli & Articoli
Martina, l’agonia e la sofferenza prima della morte (Ansa – 3 giugno 2025)
‘Quattro ferite in testa’, i funerali ad Afragola
Non è morta sul colpo e ha sofferto Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato 19enne Alessio Tucci in un locale abbandonato del palazzetto dello sport di Afragola, in provincia di Napoli, dove erano in corso dei lavori. Il decesso, secondo quanto emerso dall’autopsia eseguita nell’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, è stato preceduto da un’agonia, contrassegnata dalla sofferenza.
Ad effettuare gli accertamenti – che hanno di fatto confermato un quadro già emerso dalla consulenza medica preliminare – è stata la dottoressa Raffaella Salvarezza, nominata in mattinata dalla Procura di Napoli Nord (il sostituto procuratore Alberto Della Valle, che ha coordinato le indagini dei carabinieri). Sul cranio di Martina sono state rilevate quattro ferite principali, tra la regione frontale e quella posteriore: sul capo, infatti, si sono concentrati i colpi inferti con una pietra, solo per un abbraccio negato, da Alessio Tucci, l’ex fidanzato diciannovenne di Martina, reo confesso del femminicidio. Da una di queste lesioni c’è stata la vasta fuoriuscita di sangue che, verosimilmente, ha poi portato la giovane alla morte. Al momento non è possibile stabilire per quanto tempo, dopo l’aggressione, la 14enne sia rimasta in vita. Il quadro per determinare con assoluta certezza questa circostanza non è completo. Le informazioni a disposizione sarebbero infatti insufficienti al momento per capire se quando Tucci ha occultato il corpo, Martina fosse ancora viva. Lui agli inquirenti ha riferito che era già morta, “non respirava più”. Secondo quanto si è appreso, sarà necessario attendere che tutti gli accertamenti, compresi gli esami istologici e anatomopatologici, siano disponibili, prima di pronunciarsi su questo particolare, che non appare di poco conto. Il corpo di Martina, nascosto da Tucci sotto un vecchio armadio circondato da materiale di risulta e rifiuti, è stato trovato il 27 maggio scorso, dieci minuti dopo la mezzanotte, nel corso del secondo sopralluogo degli investigatori.
Nel primo, risalente al pomeriggio, vennero individuati e repertati solo gli occhiali della ragazza, alcune tracce di liquido ematico e un sasso insanguinato. Ma non anche il cadavere. L’autopsia ha anche evidenziato dei segni sul collo che al momento è prematuro ricondurre a un tentativo di strangolamento.
Quello che è certo, secondo la procuratrice di Napoli Nord, Anna Maria Lucchetta, è che il giovane abbia agito “con crudeltà”. E per la giudice Stefania Amodeo, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia in carcere dell’indagato, Tucci ha evidenziato “una allarmante personalità”, “incapace di controllare i propri impulsi”. ‘Efferatezza’, ‘tranquillità’, ‘disinvoltura’ sono alcuni dei termini utilizzati nell’ordinanza del gip per descrivere l’assassino che avrebbe cancellato dal cellulare di Martina e dal suo le chat che si erano scambiati, lo ha nascosto in un intercapedine, è andato a casa, ha fatto la doccia ed è uscito con gli amici, partecipando, poi, alle ricerche della quattordicenne.
Gli accertamenti del perito d’ufficio sono stati compiuti alla presenza dei consulenti Pietro Tarsitano e Omero Pinto, nominati dalla famiglia della vittima, difesa dall’avvocato Sergio Pisani, e del medico legale Antonio Palmiero, delegato dal legale dell’indagato, l’avvocato Mario Mangazzo. Tra i quesiti posti dagli inquirenti, l’accertamento sul numero dei colpi inferti, in quali parti del corpo e quando è sopraggiunto il decesso, in sostanza per comprendere se, con un soccorso tempestivo, la 14enne poteva essere salvata. Al termine dell’autopsia la Procura di Napoli Nord ha rilasciato la salma e i funerali della 14enne saranno celebrati a partire dalle 15 di domani, dal cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, nella basilica di Sant’Antonio di Afragola.
Femminicidio Carbonaro, reo confesso scrive al Papa: “Chiedo perdono” (SkyTG24 – 19 giugno 2025)
Il 18enne Alessio Tucci ha affidato lo scritto a un sacerdote impegnato in attività di volontariato in carcere. La mamma della vittima ha commentato: “Spero, caro Papa, che non gli risponderete neanche. Niente perdono. Voglio giustizia. Fine pena mai per il mostro.
Una lettera a Papa Leone XIV per chiedere scusa. Alessio Tucci, in carcere per il femminicidio dell’ex fidanzata Martina Carbonaro (uccisa ad Afragola lo scorso 26 maggio per un abbraccio negato), ha scritto al Pontefice affidando lo scritto a un sacerdote impegnato in attività di volontariato in carcere. Una lettera in cui il ragazzo chiede al Santo Padre di essere perdonato per quello che ha fatto e di pregare per la 14enne. La mamma di Martina ha commentato sui social: “Spero, caro Papa, che non gli risponderete neanche. Un mostro ha ucciso la mia unica figlia, la mia vita. Il delitto che ha fatto lui non lo avrebbe fatto nemmeno un serial killer. Niente perdono. Io sono una mamma afflitta dal dolore. Voglio giustizia. Fine pena mai per il mostro”.
Le indagini sul femminicidio, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, si stanno concentrando sui tablet e i 7 telefonini sequestrati appartenenti al 18enne reo confesso, alla sua famiglia e alla giovane vittima. Dopo l’atto di verifica dell’integrità dei dispositivi informatici è iniziato il processo di copia forense. La Procura di Napoli Nord ha delegato queste operazioni ai carabinieri della sesta sezione “Cyber investigation” del comando provinciale di Napoli mentre i genitori di Martina, insieme con il loro legale, l’avvocato Sergio Pisani, hanno scelto come consulente di parte l’ingegnere e professore Lorenzo Laurato. Successivamente si passerà all’analisi dei dati contenuti sui dispositivi e il report prodotto dagli esperti informatici dell’arma confluirà nel fascicolo d’indagine che vede indagato Alessio Tucci (detenuto in carcere) con l’accusa di omicidio pluriaggravato (anche dalla crudeltà) e occultamento di cadavere.


