Calogero Onolfo, 74 anni, pensionato. Uccide a coltellate l’ex moglie, che lo aveva denunciato più volte. Condannato a 16 anni e 4 mesi
Canicatti (Agrigento), 31 Gennaio 2010
Titoli & Articoli
Canicattì, rifiutato dall’ex moglie rumena, pensionato la uccide (Canicattì Web – 31 gennaio 2010)
Era sotto evidente stato di shock quando si è presentato qualche ora fa presso la locale caserma dei carabinieri di Canicattì, ai quali ha confessato di avere ucciso in un raptus di follia l’ex moglie rumena. I fatti si sono svolti intorno alle 9.30 di questa mattina davanti la chiesa di San Domenico a Canicattì. Il pensionato dopo aver avvicinato l’ex moglie nel tentativo di riavvicinarsi a lei, rifiutato ripetutamente l’uomo ha iniziato a colpirla con un coltello da cucina che portava con sè.
La rumena immediatamente soccorsa da alcuni suoi connazionali è stata trasferita con un’ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo, dove però è giunta senza vita. Calogero Onolfo, questo è il nome dell’omicida che ha ucciso Costanza Paduraru di 52 anni, rumena da tempo residente in città. L’uomo dopo avere compiuto l’efferato gesto si è recato presso la locale caserma dei carabinieri per costituirsi.
Agrigento: uccise l’ex moglie rumena, resta in carcere (Giornale di Sicilia – 3 febbraio 2010)
Resta in carcere Calogero Onolfo, 71 anni, di Canicattì in provincia di Agrigento, accusato di avere assassinato l’ex moglie Constanta Paduraru, 52 anni romena. La decisione è stata assunta dal Gip del tribunale di Agrigento. La vittima sarà sepolta in Romania.
Uccise l’ex moglie: sedici anni a un pensionato (Live Sicilia – 30 marzo 2011)
Una condanna a 16 anni e 4 mesi, più una provvisionale di 100 mila euro da corrispondere ai familiari della vittima, è stata decisa in rito abbreviato dal gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, per Calogero Onolfo, 73 anni, pensionato condannato per l’omicidio della ex moglie romena, Constanta Paduraru, 52 anni. I fatti risalgono al 31 gennaio 2010, quando vicino alla chiesa di San Domenico a Canicattì, in quella che era una domenica mattina, la donna era stata ferita da una serie di coltellate. Deceduta poco dopo l’aggressione, aveva però fatto in tempo a indicare nell’ex coniuge il colpevole, che aveva agito di fronte a numerosi testimoni. I carabinieri individuarono quel giorno stesso il movente nel fatto che la donna si rifiutasse di tornare a vivere col pensionato. L’arma del delitto, che secondo gli investigatori fu un lungo e acuminato coltello da cucina, non è mai stata ritrovata.
Canicattì, omicido Costanta Paduraru: riesame per Calogero Onolfo (Canicattì Web – 18 gennaio 2012)
E’ attesa nelle prossime ore la decisione dei giudici della Corte d’Appello di Palermo sulla richiesta di concedere una misura meno afflittiva rispetto al carcere a Calogero Onolfo, il settantatreenne di Canicattì accusato dell’omicidio della sua ex moglie di origine romena Costanta Paduraru. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Diego Giarratana, infatti, ha presentato istanza di concessione dei domiciliari per il suo assistito ai giudici della Corte d’Assise del capoluogo siciliano dinanzi ai quali il 6 marzo prossimo, si aprirà il processo di secondo grado. Giarratana, ha chiesto che il suo assistito attualmente rinchiuso nel carcere di Termini Imerese, venga posto ai domiciliari considerata la sua età avanzata e le sue condizioni di salute non proprio ottimali.
L’imputato, nel marzo dello scorso anno, al termine del processo celebrato dinanzi al Gup del Tribunale di Agrigento con il rito abbreviato, venne condannato a 16 anni di reclusione per l’omicidio della ex moglie romena, Constanta Paduraru, 52 anni. I fatti risalgono al 31 gennaio 2010, quando vicino alla chiesa di San Domenico a Canicattì, la donna venne ferita da una serie di coltellate. Deceduta poco dopo l’aggressione, aveva fatto in tempo a indicare nell’ex coniuge il colpevole, che aveva agito di fronte a numerosi testimoni. I carabinieri individuarono quel giorno stesso il movente nel fatto che la donna si rifiutava di tornare a vivere col pensionato. L’arma del delitto, che secondo gli investigatori fu un lungo e acuminato coltello da cucina, non è mai stata ritrovata. Il decesso di Costanza Paduraru avvenne sull’ambulanza che la stava trasportando in ospedale. Fu la vittima a fare il nome dell’aggressore prima che spirasse. L’uomo comunque poco dopo l’omicidio si è costituito ai carabinieri. (di Davide Di Fazio)
