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Gianfranco Bari, 35 anni, operaio, padre separato. Uccide a botte la convivente, taglia il corpo con una sega elettrica, infila i pezzi in diversi sacchi per la spazzatura e li seppellisce nell’orto di famiglia. Condannato a 20 anni in primo grado, pena ridotta a 18 in appello

Augusta (Siracusa), 25 Maggio 2009


Titoli & Articoli

Uccise e sezionò la compagna, arrestato un operaio di 35 anni (La Stampa – 27 ottobre 2009)
Risolto l’omicidio di Augusta
Risolto il brutale omicidio di Augusta, in provincia di Siracusa. I carabinieri hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un operaio di 35 anni, Gianfranco Bari, per l’uccisione e l’occultamento del cadavere della convivente, Francesca Ferraguto, banconista di 22 anni. I genitori ne avevano denunciato la scomparsa il 30 maggio scorso. Inchiodato dagli inquirenti, Bari ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando di aver picchiato a morte la ragazza dopo l’ennesima lite per gelosia; quindi ha sezionato il cadavere, trasportandolo e sotterrandolo in un terreno attiguo all’abitazione rurale del padre, dove i militari hanno rinvenuto i resti.
I dettagli verranno illustrati nel corso della conferenza che si terrà alle 10.30, presso il Palazzo di Giustizia di Siracusa. Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha fatto a pezzi la fidanzata con un flex nella sua abitazione per poi seppellirla in un sacchetto di plastica nel giardino della proprietà di suo padre, in contrada Pezzagrossa, non molto distante dal luogo del delitto. Lo ha confessato ieri sera ai carabinieri Gianfranco Bari, accusato di omicidio e dell’occultamento del cadavere di Francesca Ferraguto. Un’indagine difficile quella dei carabinieri e della procura di Siracusa perchè l’indagato si era costruito un solido alibi, facendo credere che la vittima fosse viva e avesse deciso di andarsene volontariamente dal suo paese.
Nel corso della conferenza stampa, il procuratore Ugo Rossi ha spiegato che l’operaio dopo aver ucciso la fidanzata, probabilmente a mani nude, al culmine dell’ennesima lite, ha fatto una chiamata e mandato un sms al telefonino della vittima. Agli investigatori, quella sera del 30 maggio scorso, spiegò che la ventiduenne andò via dalla casa in cui vivevano mentre stava facendo la doccia. Per depistare gli inquirenti, ha portato in giro la scheda del telefono della vittima e in un’occasione l’ha sistemata all’interno di un sedile di una carrozza di un treno partito da Milano per Catania. Voleva simulare che Francesca Ferraguto fosse viva e sempre da quella scheda sono arrivati sms alla madre della giovane, agli amici e anche a un maresciallo della compagnia dei carabinieri di Augusta. Ma i messaggini sono partiti da un telefono nella disponibilità dell’omicida e questo ha permesso di concentrare più di un sospetto sull’uomo. «L’indagine – ha detto Ugo Rossi – è andata a buon fine per la tenacia di un magistrato ragazzino, il sostituto procuratore Manuela Cavallo, che ha insistito nel portare avanti il lavoro.
Ma va detto che la trasmissione “Chi l’ha visto?”, che si è occupata della vicenda della sparizione della ragazza, ha intralciato le indagini, per via della manie di protagonismo di alcune persone che, pur di andare in televisione, hanno ammesso di aver visto la vittima viva e vegeta». Ieri sera la svolta, quando Gianfranco Bari, è stato interrogato informalmente dai carabinieri e dal magistrato cui ha raccontato tutto. Ha detto che avevano litigato la sera del 30 maggio e di averla colpita a mani nude fino a quando ha scoperto di averla ammazzata. A quel punto ha usato il flex per farla e pezzi e con l’auto si è recato nella proprietà del padre dove ha seppellito i resti della vittima. Le indagini sono tutt’ora in corso: sembra, infatti, che dietro la vicenda vi sia una storia di sesso che coinvolgerebbe altre persone.

 

Uccise e tagliò a pezzi la fidanzata Condannato a vent’anni di carcere (l’Unione Sarda – 17 marzo 2011)
Il fatto risale a due anni fa. L’uomo, che aveva confessato dopo cinque mesi, è stato riconosciuto capace di intendere e di volere.
Gianfranco Bari, 37 anni, di Augusta (Siracusa), è stato condannato dal Gup del Tribunale di Siracusa, Michele Consiglio, a vent’anni di reclusione e al risarcimento delle parti civili, per avere ucciso e poi tagliato a pezzi, a maggio di due anni fa, la fidanzata Francesca Ferraguto, 22 anni. Il Gup ha escluso l’aggravante della crudeltà. Una perizia ha riconosciuto Bari capace d’intendere e di volere. Il pm per lui aveva chiesto l’ergastolo. Bari era stato arrestato dai carabinieri cinque mesi dopo l’omicidio. Messo alle strette, aveva confessato di avere suddiviso il corpo della ragazza in nove pezzi, di averli messi in due grandi sacchi e di averli sotterrati nel giardino della casa di campagna.

 

Chi l’ha visto (9 giugno 2009)


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