Luigi (Gino) Damiani, 59 anni, idraulico impiantista, padre. Accoltella la moglie e si suicida
Castelvetrano (Trapani), 15 Marzo 2019
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Trapani, strangola la moglie e poi si suicida a Castelvetrano (SkyTg24 – 15 marzo 2019)
I corpi sono stati trovati al primo piano dell’abitazione in via Alcide De Gasperi, su un lettino. Secondo le prime ricostruzioni, la coppia, che aveva due figli maggiorenni, era in fase di separazione
Ha strangolato la moglie e poi si è ucciso con un coltello. È questa la prima ricostruzione fatta dai carabinieri dopo il ritrovamento dei cadaveri di due coniugi scoperti nella loro abitazione in via Alcide De Gasperi a Castelvetrano, in provincia di Trapani. Le vittime sono Rosalia Lagumina, casalinga di 48 anni, e Luigi Damiani, idraulico di 60. I corpi sono stati scoperti dai vigili del fuoco che, su richiesta dei carabinieri, sono intervenuti per aprire la porta della casa. I due cadaveri si trovavano in una stanza al primo piano, su un lettino e il corpo dell’uomo era riverso su quello della moglie. L’autopsia potrà chiarire ulteriori particolari sul decesso della coppia. Secondo le prime ricostruzioni, i due erano in fase di separazione e avevano due figli maggiorenni, uno di 25 anni, che lavora nel Nord Italia ed è atteso in serata in città, e una di 23 anni, che è sposata, non vive con i genitori ed è stata sentita dai carabinieri.
“Mia nipote e suo marito erano una coppia tranquilla, anche se discutevano di volersi separare. Niente ci faceva presagire quanto è accaduto”. Queste le parole di Giorgio Lagumina, zio di Rosalia Lagumina, dopo il ritrovamento dei cadaveri della coppia. Di persone perbene parlano anche i vicini di casa dei coniugi. Adiacente all’abitazione della coppia sorge quella dell’anziana madre di Luigi, detto Gino, mentre al primo piano abita la sorella dell’uomo. Le donne sono chiuse nel loro dolore.
Da qualche tempo la coppia viveva separata in casa. A quanto si apprende, la donna non dormiva più insieme al marito, ma nel lettino di uno dei figli in una stanza al primo piano dell’abitazione, dove sono stati trovati i cadaveri. Dalle prime indagini dei carabinieri della compagnia di Castelvetrano, coordinate dalla Procura di Marsala, pare che Damiani, dopo aver strangolato la moglie, sia andato a lavarsi le mani in bagno. Nel lavabo e nel bidet sono state trovate tracce di sangue, oltre che su una porta. Poi l’uomo ha preso un coltello con una lama molto lunga e l’ha conficcato nel braccio della moglie già morta. Poi si è lasciato trafiggere gettandosi sulla lama, morendo a sua volta. Il decesso dei coniugi è avvenuto intorno alle 7 di mattina. Le salme sono state portate via dall’abitazione e sono state trasferite all’obitorio del cimitero comunale. I carabinieri del reparto investigativo di Trapani sono sul posto per ultimare i rilievi scientifici.
Castelvetrano, strangola la moglie e si suicida: attese le autopsie (SkyTg24 – 16 marzo 2019)
I due coniugi, Rosalia La Gumina e Gino Damiani, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di via Alcide De Gasperi, a Castelvetrano
Si attende per lunedì 18 marzo l’autopsia sulle salme di Rosalia La Gumina e Gino Damiani, i coniugi trovati morti venerdì 15 marzo nella loro casa di via Alcide De Gasperi, a Castelvetrano. Da quanto emerso, la coppia discuteva sulla separazione, i carabinieri che indagano sul caso stanno seguendo la pista dell’omicidio-suicidio. Secondo l’ispezione cadaverica, conclusa venerdì in tarda sera, Damiani avrebbe ucciso la moglie strangolandola e pugnalandola una decina di volte prima di togliersi la vita. L’uomo si sarebbe lasciato trafiggere da un coltello con una lunga lama bloccato a un braccio della moglie, ormai priva di vita.
Tragedia famiglia Damiano. Parla l’avvocato: “Gino si era rivolto a me giorni prima”. Amici e parenti: “Due persone perbene” (Castelvetrano News – 16 marzo 2019)
Non sembrano esserci dubbi sulle cause dell’omicidio suicidio che ha sconvolto la comunità castelvetranese, dove tutti conoscevano Gino e Daniela. Una crisi coniugale che veniva probabilmente da lontano e che i coniugi fino alla fine hanno saputo gestire, fino a quando Daniela non si è rivolta ad un legale per chiedere la separazione.
L’avvocato Francesco Sammartano precisa: “Nei giorni scorsi era venuto da me Gino Damiani, mi aveva parlato delle difficoltà di coppia, mi aveva accennato che sua moglie voleva il divorzio. L’ho trovato sereno, mi sono premurato di dirgli che avrei fatto qualche tentativo per cercare di ricomporre l’affetto coniugale che, come succede in tante coppie dopo tanti anni di matrimonio, può essere messo in discussione ma non ho percepito nessuno stress emotivo del mio cliente, e speravo che si potesse ricomporre la coppia.”
Intanto quel tratto di strada della via Alcide De Gasperi che conduce alla scuola materna “Benedetto Croce” improvvisamente sembra aver perso il vociare della mamme quasi a volere ricordare che siamo nel Quartire Beati Morti, dove da poco, al numero civico trenta, si è consumata una tragedia. La gente passa, uno sguardo verso la casa dei coniugi, scuote la testa e va via. Nessuno ha voglia di parlare. Qualcuno che lo fa non sa capacitarsi. Tra questi la vicina di casa in lacrime: “ogni mattina con Daniela prendevamo il caffè insieme, avevo percepito qualche problema, ma non pensavo ad un epilogo così tragico”.
“Mia nipote e suo marito erano una coppia serena, tranquilla, anche se discutevano di volersi separare. Niente ci faceva presagire questa tragedia.” A parlare è lo zio di Daniela Giorgio La Gumina. Una cugina di Daniela se ne sta appoggiata alla sua auto con gli occhi gonfi di pianto: “Mi aveva telefonato ieri sera intorno alle 21 e mi aveva chiesto se avevo dei cartoni capienti perché voleva mettere lì dentro la sua roba per andare via di casa. Ho cercato di dissuaderla, riproponendomi di andarla a trovare in mattinata. Troppo tardi”.
Gino Damiani, il marito della donna, impiantista, preparato e soprattutto persona seria lo definiscono tutti. Nonostante convivesse da anni con un problema ad un occhio non si risparmiava mai sul lavoro dice Giovanni, che non si capacita del gesto dell’amico che lo ha sempre conosciuto come: “persona mite e buona, molto attaccato alla famiglia.” La città è attonita. Nei bar, negli esercizi commerciali non si parla d’altro, anche la rete ha amplificato la notizia attraverso i social. Gino e Daniela amavano andare in pizzeria spesso con il figlio. Francesca D’Angelo e Giuseppe Calcara titolari del ristorante “Magie” non credono ancora alla notizia: ”Persone squisite, una coppia serena allegra. Gino era un uomo intelligente amava i piatti tipici della cucina siciliana e ci soffermavamo a parlare spesso dei tagli di carne”. Emanule Bennardini aggiunge: “Li ho visti una settimana fa, lei allegra e solare come sempre, una coppia a vederla invidiabile, mai un discorso o una frase fuori posto, sono veramente addolorato.”


