Giovanni Murtas, 57 anni, falegname disoccupato, padre. Fabbrica un’affilatissima lama artigianale e uccide la moglie con 40 colpi, poi tenta il suicidio. Condannato a 21 anni di carcere
Serramanna (Cagliari), 5 Maggio 2020

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Marisa Pireddu uccisa dal marito con 40 coltellate. Lui ai carabinieri: «Il Covid è un complotto del governo» (Leggo – 6 maggio 2020)
Emergono nuovi particolari sulla morte di Marisa Pireddu, la donna uccisa ieri dal marito Giovanni Murtas che ha poi tentato il suicidio: l’uomo ha massacrato la moglie con una quarantina di coltellate, usando un pugnale con una lama di 20 cm che si era fabbricato da solo. È successo a Serramanna, nel cagliaritano: Murtas, falegname 58enne, al momento è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Brotzu di Cagliari. La coppia ha un figlio di 29 anni, parrucchiere, che al momento del delitto non era in casa.
I carabinieri di Serramanna e del nucleo operativo della compagnia di Sanluri (Cagliari) che indagano sul femminicidio, lo hanno arrestato: secondo una prima ricostruzione Murtas avrebbe colpito la moglie al culmine di una lite per poi dirigere il coltello contro se stesso per suicidarsi. Sanguinante si sarebbe quindi affacciato alla finestra, gridando: «Adesso come faccio io, non posso vivere senza di te».
A quel punto, il 58enne si sarebbe sdraiato nel letto dove giaceva il corpo martoriato della moglie. Secondo quanto riferito dai militari, l’uomo in questi mesi era stato più volte trovato fuori casa e richiamato al rispetto delle misure di lockdown fino ad essere sanzionato. «Il Covid è un complotto del Governo per fare stare la gente a casa», avrebbe urlato ai Carabinieri.
Uccise la moglie e tentò suicidio, condannato a 21 anni (Ansa – 3 marzo 2022)
Secondo le prime ipotesi, però, gli inquirenti escludono che l’omicidio sia maturato per un malessere da lockdown. Agli atti comunque non risultano segnalazioni di precedenti, né di maltrattamenti né di violenze. I giudici gli hanno concesso le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante di aver ucciso la moglie, Marisa Pireddu, 51 anni, con 58 coltellate, infliggendogli una condanna a 21 anni di reclusione.
Giovanni Murtas, falegname di 59 anni di Serramanna, è stato riconosciuto colpevole di uxoricidio dalla Corte d’Assise di Cagliari presieduta dalla giudice Tiziana Marogna, affiancata dalla collega Alessandra Angioni. Il femminicidio era avvenuto il 5 maggio 2020 nella loro casa di Serramanna (sud Sardegna). Dopo l’aggressione, l’uomo aveva cercato di togliersi la vita con lo stesso coltello, pugnalandosi al petto – solo per pochi centrimetri la lama non aveva raggiunto il cuore – ma era stato soccorso e salvato dai carabinieri e dal 118 che l’avevano portato d’urgenza all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove era rimasto tre mesi in coma.
Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Nicola Giua Marassi aveva sollecitato una condanna a 24 anni di reclusione, mentre l’avvocata che ha difeso l’imputato, Herika Dessì, si era battuta perchè la Corte tenesse conto dell’aspetto psicologico del suo assisistio, una personalità particolamente fragile – a suo dire – tanto da aver cercato di uccidersi, sottolineando inoltre come l’uomo avesse chiesto perdono e già risarcito una delle parti civili, il figlio 31enne della coppia, assistito dall’avvocato Marco Lisu.
Giovanni Murtas, collegato in video dal carcere di Uta, ha ascoltato in silenzio la lettura della sentenza. Dovrà risarcire le altri parti civili rappresentate dagli avvocati Stefano Piras e Ignazio Ballai con una provvisionale complessiva di 45 mila euro.
