Marisa Pireddu, 51 anni, assistente anziani, mamma. Uccisa con 40 coltellate dal marito
Serramanna (Cagliari), 5 Maggio 2020

Titoli & Articoli
Marisa Pireddu uccisa a coltellate dal marito, i vicini: “Lamenti strazianti” (Fan Page – 6 maggio 2020)
“Lamenti strazianti” sono stati uditi dall’abitazione di via Turati a Serramanna (Cagliari) dove Giovanni Murtas, 57 anni, ha ucciso con decine di coltellate la moglie Marisa Pireddu, 51 anni. Tra i due sarebbe andata in scena una lite furiosa finita in tragedia. Oggi l’autopsia sul corpo della vittima.
“Lamenti strazianti” sono stati uditi dall’abitazione di via Turati a Serramanna (Cagliari) dove Giovanni Murtas, 57 anni, ha ucciso con decine di coltellate la moglie Marisa Pireddu, 51 anni. Secondo quanto riporta Casteddu online, quotidiano locale, la lite e le urla avrebbero allertato i vicini, compreso il fratello del 57enne che ha fatto la scoperta del corpo senza vita della cognata, trovando accanto a lei, in condizioni gravi, il fratello Giovanni, che dopo aver colpito la moglie si è autoinflitto una coltellata. L’uomo è stato soccorso dall’elicottero e portato in ospedale al Brotzu di Cagliari, dove si trova piantonato. Le sue condizioni sono gravi.
Secondo quanto riportato dai vicini le liti in casa erano frequenti. Murtas è stato descritto come un uomo incline al conflitto con i vicini, con cui sembra abbia avuto alcuni problemi. Quanto alla vittima, è descritta da tutti come una donna riservata, dal temperamento tranquillo, una lavoratrice che si prendeva cura degli anziani. Non è chiaro perché moglie e marito abbiano litigato né se ci fossero stati episodi pregressi di violenza o conflitto. Quanto al figlio 28enne della coppia, non era in casa quanto la tragedia è andata in scena.
Per oggi è in programma oggi l’autopsia sul corpo di Marisa Pireddu, uccisa con decine di coltellate.Quanto al femminicida, si trova ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico per fermare l’emorragia provocata dalla coltellata autoinflitta. È piantonato, qualora dovesse sopravvivere verrà arrestato per omicidio volontario.
La morte orrenda di Marisa Pireddu, il medico legale conferma 40 coltellate su tutto il corpo (Sardegna Live – 9 maggio 2020)
Nella tarda serata odierna è stato concluso l’esame necroscopico sul corpo della 51enne, uccisa dal marito Giovanni Murtas
Quaranta coltellate inferte con una lama artigianale, uno pugnale costruito dallo stesso falegname, (Giovanni Murtas, il marito 57enne della donna), che l’hanno raggiunta alle braccia, alle gambe, al tronco e al collo: i fendenti hanno reciso organi vitali, causandone, per l’appunto, la morte. Non solo, la donna avrebbe tentato invano di proteggersi, di difendersi, per questo sono state evidenziate numerose ferite anche alle mani.
Emergono particolari agghiaccianti sull’esito dell’esame necroscopico del medico legale, (disposto dal pm Nicola Giua Marassi), sul cadavere di Marisa Pireddu, la donna uccisa mercoledì sera a Serramanna, nell’abitazione di via Tripoli: dopo sette ore, i dettagli orrendi, 40 coltellate, una cieca follia omicida del marito che poi, accortosi del gesto, avrebbe tentato di togliersi la vita, pugnalandosi al torace e al cuore con lo stesso ‘stiletto’ utilizzato per uccidere la sua consorte.
Murtas resta invece ricoverato sempre in Cardiochirurgia al Brotzu in prognosi riservata, nei prossimi giorni invece sarà accuratamente analizzata l’arma recuperata dai Carabinieri del Ris, lo stiletto (un pugnale artigianale) che quasi certamente è lo stesso usato per il delitto e per il tentativo di suicidio. (di Alessandro Congia)
Serramanna, un nastro rosso fuori dalla porta di casa per l’ultimo commosso saluto a Marisa Pireddu (Casteddu Online – 10 maggio 2020)
Un nastro rosso fuori dalla porta di casa per essere simbolicamente vicini a Marisa Pireddu. Serramanna saluta così la donna che il 5 maggio è stata strappata alla vita e all’affetto dei suoi cari dall’uomo con cui aveva deciso di trascorrere la sua vita. Oggi si sono svolti i funerali ed è stato proclamato il lutto cittadino. Su richiesta della famiglia e in completo accordo con le autorità di Pubblica sicurezza, per evitare spiacevoli situazioni che avrebbero causato solo ulteriori sofferenze, si è scelta la massima discrezione.
Un paese sotto shock e profondamente turbato per la triste sorte della cinquantunenne originaria di Villasor e residente da anni a Serramanna che, impossibilitato a partecipare fisicamente all’ultimo saluto, mostra lutto e riflessione con un gesto semplice ma molto sentito.
Rimangono sempre gravi le condizioni di salute di Giovanni Murtas, 57 anni di Serramanna, marito di Marisa Pireddu, che ha tentato il suicidio dopo aver compiuto il nefasto gesto nei confronti della moglie.
Un tragico evento che una spiegazione logica non ha e mai avrà. Emergono alcuni importanti dettagli su come l’uomo ha trascorso gli ultimi giorni. Pare avesse palesemente mostrato segni di una sofferenza interiore che, forse, si portava avanti da diverso tempo. Un episodio in cui ha esternato forte nervosismo presso l’ufficio postale del paese al quale hanno assistito diversi compaesani; alcune multe per essere stato sorpreso in giro per il paese senza una valida giustificazione. Con lui hanno parlato diversi conoscenti ai quali avrebbe manifestato sofferenza per la situazione creatasi con la quarantena. Eventi che oggi forse possono sembrare forti segnali non recepiti come tali quando accaduti. Spetterà agli inquirenti ricostruire esattamente la vicenda. Intanto rimane il dolore e la consapevolezza della tragedia avvenuta. (di Valeria Putzolu)
Link
In memoria di
“Mammina Bella, un destino così crudele mamma che non ti meritavi”
Una foto piena d’amore e di calore, così come lo sono le parole che Antonio Murtas ha voluto dedicare alla mamma, Marisa Pireddu, la 51enne uccisa con quaranta coltellate dal marito nella loro casa a Serramanna.
“Mammina Bella” è così che ti ho sempre chiamato. Tutte le mamme sono belle… ma per noi figli la nostra mamma è unica… Tu mamma eri unica nella tua semplicità, nella tua riservatezza e nella tua grande voglia di lavorare e trasmettere il tuo amore a persone che avevano una vita dietro molto più lunga della tua…bastava guardati per leggerti sul viso quanto eri buona”.
Nel giorno della Festa della mamma (ieri, 10 maggio), cinque giorno dopo l’omicidio (avvenuto nel pomeriggio del 5 maggio), il figlio si lascia andare in una lunga e commuovente lettera.
“Io e te sappiamo quanto sentimento c’era tra di noi… non serviva dirci apertamente ti voglio bene, non serviva abbracciarci e baciarci… ma mamma a me non è mancato mai nulla da parte tua… se io sono diventato la persona che sono, circondato da tante persone che mi vogliono bene è perché tu mi hai insegnato ad amare… è così dura la vita…. quando sembra di aver raggiunto la serenità tutto viene distrutto. Un destino così crudele mamma che non ti meritavi. Ho il cuore lacerato e nessuna parola può descrivere il vuoto che viene lasciato quando succedono e si fanno gesti come questi soprattutto quando viene fatto alla persona che ti ha dato la vita. Mamma oggi ti ho fatto volare in cielo come un angelo… oggi la festa della mamma… dove tutte le mamme si sentono ancora più importanti… tutti gli anni ti ho fatto sentire con i miei piccoli gesti il mio amore, con un fiore, con un dolce fatto con le mie mani, una carezza… mamma sta per arrivare il giorno 11 maggio che ricorda la felicità dei tuoi occhi appena mi hai visto nascere e mi hai preso tra le tue braccia…
Solo io e te sappiamo che non è un addio…”.
Infine, un ringraziamento: “Voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno vicine, che ci sono e che hanno espresso anche un minimo gesto per me in questo momento così straziante”
