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Kai Dausel (Uwe Altmann), 62 anni. Pregiudicato e già indagato per omicidio. Accusato di aver ucciso e dato alle fiamme la compagna

Ogliastro Marina, Castellabate (Salerno), 15 Ottobre 2024


Titoli & Articoli

Castellabate, omicidio di Silvia Nowak. L’alibi non regge, indagato il compagno (105tv – 13 novembre 2024)
C’è ora un indagato nel caso di omicidio di Silvia Nowak, la 53enne tedesca trovata senza vita ad ottobre ad Ogliastro Marina , frazione di Castellabate. E’ il compagno 62enne Kai Dausel. La procura di Vallo della Lucania lo ha iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi accusatoria di omicidio volontario. Non avrebbe infatti un alibi di ferro, come si era detto in un primo momento. L’uomo  aveva raccontato che al momento dell’allontanamento della compagna da casa , era in giardino a dormire, ma i riscontri temporali non sarebbero del tutto coincidenti. L’unica cosa certa è quando più oltre nel pomeriggio l’uomo si è recato da un vicino a chiedere aiuto.
Le ultime immagini della Nowak sono riprese da una telecamera di videosorveglianza e risalgono alle 16 del 15 ottobre. La morte risalirebbe a poco dopo. Ci sarebbe stato tutto il tempo  per l’uomo di agire. La donna sarebbe stata prima colpita alla testa e poi avrebbe subito una serie di colpi, presumibilmente coltellate a gola, addome e schiena. Solo in un secondo momento il corpo senza vita sarebbe stato portato  dove è stato rivenuto sul retro della villetta e bruciato per far sparire le tracce. Saranno i riscontri sui rilievi compiuti dai Ris  sulla casa della coppia, il camper, il giardino e il luogo del ritrovamento del cadavere a fare ulteriore luce su quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità: sono attesi per venerdì. Al momento l’ipotesi più accreditata  seguita dalla Procura è quella del femminicidio, anche se non risultano denunce o segnalazioni su precedenti violenze o litigi. Intanto è stata inizialmente rilasciata la salma della donna. I funerali si svolgeranno nel suo paese d’origine in Germania. (di Daria Scarpitta)

Silvia Nowak, uccisa e poi bruciata nel salernitano. In manette il compagno (Comunicazione italiana -16 dicembre 2024)
Svolta nelle indagini per l’omicidio di Silvia Nowak dopo due mesi di indagini. A finire in manette è stato il compagno che avrebbe simulato la scomparsa dopo il delitto. Dopo complesse e articolate indagini, iniziate a seguito della scomparsa di Silvia Nowak, la cittadina tedesca, il cui cadavere fu trovato semicarbonizzato il 18 ottobre scorso a Castellabate nel salernitano, frazione Ogliastro Marina, i carabinieri della compagnia di Agropoli, con il supporto dei militari del reparto operativo del comando provinciale di Salerno, hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura di Vallo della Lucania, nei confronti del compagno della donna. A quest’ultimo sono contestati i reati di omicidio aggravato e distruzione di cadavere. In merito, il provvedimento pre-cautelare, dopo avere attentamente valutato gli alibi proposti nel corso dell’investigazione, dà conto della sussistenza di un quadro di particolare gravità indiziaria a carico dell’indagato.  Le contraddizioni nella sua versione dei fatti e gli accertamenti eseguiti dal Ris di Roma hanno fatto propendere per la riferibilità dei fatti per cui è procedimento penale al compagno della vittima. In particolare – si legge in una nota a firma del procuratore Antonio Cantarella – è stato ricostruito che nel pomeriggio del 15 ottobre il compagno avrebbe ucciso Silvia Nowak in un luogo isolato (nel bosco confinante con la proprietà), colpendola reiteratamente con un corpo contundente e tagliente e distruggendone parzialmente il cadavere, con il fuoco.  Dopo l’efferato delitto, l’indagato, secondo la tesi seguita dalla Procura, simulò la scomparsa della vittima. Contestualmente all’esecuzione del decreto, sono iniziate le perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria, presso le dimore in cui il fermato ha stabilmente vissuto, in epoca successiva all’omicidio.

Pomeriggio Cinque: Giallo di Castellabate, chi è il compagno di Silvia?  Video

Omicidio Silvia Nowak, il passato del compagno: il cambio nome e l’omicidio di 25 anni fa (Fan Page – 16 dicembre 2024)
Dalle indagini sull’omicidio di Silvia Nowak emergono ombre sul passato del compagno, fermato oggi: era sospettato di un omicidio del 1999 e ha cambiato nome.
Kai Dausel, da oggi in carcere con l’accusa di avere ammazzato la compagna, la 58enne Silvia Nowak, aveva cambiato nome qualche anno fa all’anagrafe tedesca. E dal suo passato emergono anche altri particolari, che ora sono al vaglio degli inquirenti italiani: precedenti per furto, accuse di frode e il sospetto coinvolgimento in un omicidio del 1999. L’uomo è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio aggravato e distruzione di cadavere.
Gli elementi sono arrivati agli inquirenti italiani da una segnalazione dell’Interpol. Il nome originario di Dausel, poi cambiato all’anagrafe, era di Uwe Altmann. Nei primi anni ’90 del secolo scorso, quando ancora viveva in Germania, il 63enne era stato condannato per furto. Nel 2014 è stato coinvolto in una indagine su una frode informatica. Ma la vicenda che ha maggiormente attirato l’attenzione degli inquirenti riguarda un omicidio: l’uomo era stato tra i sospettati in una indagine del 1999.
Il 68enne si è sempre detto innocente e ha ribadito più volte la volontà di arrivare alla verità sull’omicidio della sua compagna; lo ha detto anche appena ieri, quando ha partecipato alla posa di una panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, nel corso di una iniziativa ad Ogliastro Marina. La 58enne tedesca era sparita da Ogliastro Marina, frazione di Castellabate (Salerno) il 15 ottobre, lo stesso giorno l’uomo ne aveva denunciato la scomparsa. Il corpo, semi carbonizzato, era stato trovato in un’area boschiva non lontano dall’abitazione della coppia tre giorni dopo, il 18 ottobre. L’uomo era stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Vallo della Lucania il 12 novembre scorso. Dall’autopsia è emerso che Silvia Nowak è stata uccisa con un corpo contundente che le ha sfondato il cranio; altri segni di tagli, non si esclude che siano stati inferti con lo stesso oggetto, sono stati repertati sul collo e sul bacino.
Fondamentali per le indagini si sono rivelate le telecamere di sorveglianza della zona. Gli inquirenti hanno appurato che quel 15 ottobre alcune persone erano state ospiti nella casa della coppia e si erano allontanate intorno alle 15. Da allora, nessuno aveva più fatto ingresso nell’immobile. Le telecamere hanno anche immortalato, è stato spiegato in conferenza stampa, “la presenza di una persona, con una particolare conformazione fisica, all’interno della proprietà, e non soltanto per un lasso di tempo breve ma di circa due ore”. Inoltre, i Ris di Parma “hanno rinvenuto su un paletto della recinzione confinante con la pineta una traccia ematica riconducibile alla persona scomparsa”. Elementi  che hanno portato la Procura a “ritenere che il soggetto che si è reso autore dell’omicidio abbia fatto ingresso dalla parte posteriore dell’abitazione e si sia reimmesso nella proprietà”. (di Nico Falco)

Omicidio Nowak: via al processo. Il 2 ottobre Kai Dausel davanti alla Corte  d'Assise di Salerno. - 105TV - Televisione per passione

 

Omicidio Silvia Nowak, aperto il processo a Salerno: la difesa chiede stop alle riprese tv (il Mattino – 2 ottobre 2025)
l familiari della 53enne hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile
È iniziato questa mattina, presso la Corte d’Assise di Salerno, il processo a carico di Kai Dausel, il 62enne tedesco accusato dell’omicidio della compagna Silvia Nowak, il cui corpo fu ritrovato semi-carbonizzato nella pineta di Ogliastro Marina, a Castellabate, il 18 ottobre dello scorso anno. Nel corso dell’udienza, i familiari della 53enne — madre e sorella — rappresentati dallo studio legale Lettieri, hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile, a cui si è opposto il legale difensore di Dausel, l’avvocato Felice Carbone. Quest’ultimo ha inoltre eccepito che la richiesta di giudizio immediato è stata formulata oltre i termini di legge e ha chiesto l’esclusione dal processo di una troupe televisiva tedesca, al fine di evitare che eventuali riprese possano influenzare l’andamento del dibattimento.
L’imputato era presente in aula e ha seguito l’udienza affiancato dal suo avvocato e da un interprete, per consentirgli di comprendere ogni passaggio del processo. A rappresentare la pubblica accusa, il sostituto procuratore di Vallo della Lucania Antonio Pizzi.
«L’udienza è stata principalmente dedicata a verificare la correttezza dell’esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero e la regolare costituzione delle parti civili, rappresentate dai familiari della povera Silvia Nowak. – spiega l’avvocato di Kai Dausel, Felice Carbone –  Abbiamo inoltre chiesto alla Corte d’Assise di non consentire la presenza, durante le udienze, della troupe tedesca che aveva installato una telecamera all’interno dell’aula. Questa richiesta ha l’unico scopo di tutelare i giudici popolari, ovvero i componenti laici della Corte, evitando che possano subire condizionamenti esterni derivanti da eventuali commenti o riprese. La Corte d’Assise deve operare in assoluta serenità, valutando esclusivamente il materiale probatorio raccolto dal Pubblico Ministero. Allo stesso modo, i testimoni che verranno ascoltati non devono conoscere in anticipo le dinamiche processuali attraverso servizi o anticipazioni mediatiche. Tutto ciò serve a garantire credibilità e serietà al lavoro della pubblica accusa e a consentire a tutti i soggetti coinvolti di operare con la massima tranquillità».
Sul fronte dibattimentale, Carbone conclude: «Cercheremo di dimostrare che Kai Dasusel non è il responsabile dell’omicidio contestato. Abbiamo piena fiducia nell’esame dibattimentale delle prove, ritenendo che – pur nella coerenza interna dell’impianto accusatorio – il materiale raccolto presenti evidenti criticità, tali da non poter fondare un addebito così grave nei suoi confronti». La prossima udienza si terrà il 4 dicembre. (di Antonio Vuolo)

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