Silvia Nowak, 53 anni. Uccisa a coltellate, il cadavere viene ritrovato carbonizzato in un campo. Accusato il compagno
Ogliastro Marina, Castellabate (Salerno), 15 Ottobre 2024
Titoli & Articoli
Ancora senza esito le ricerche della 53enne tedesca scomparsa a Castellabate (Italia2 News – 17 ottobre 2024)
Continuano le ricerche a Ogliastro Marina, a Castellabate, dove dalla giornata di martedì una donna 53enne di nazionalità tedesca ha fatto perdere le sue tracce nel nulla. Si tratta di Silvia Nowak, residente da alcuni anni nel paese cilentano insieme al compagno, suo connazionale. La donna si è allontanata da casa senza effetti personali nel pomeriggio del 15 ottobre, per non farvi più ritorno. Le ricerche stanno proseguendo per tutta la zona, concentrandosi soprattutto all’interno della vasta pineta di Punta Licosa dove la 53enne era solita passeggiare insieme al proprio cane. La stessa, è stata ripresa nel giorno della sparizione da alcune telecamere di video sorveglianza con in possesso una ciotola e presumibilmente un guinzaglio. Al lavoro volontari, Protezione Civile comunale, Carabinieri di Santa Maria di Castellabate, diretti dal Maresciallo Cesa e coordinati dalla Compagnia di Agropoli guidata dal Capitano Colella. A supporto dei controlli sono stati utilizzati anche droni e cani molecolari, mentre sono state sospese le ricerche via mare.
Cilento, è di Silvia Nowak il corpo carbonizzato trovato tra le sterpaglie, fermato il marito (la Repubblica – 18 ottobre 2025)
Della 53enne tedesca non si avevano notizie da martedì pomeriggio. È stata trovata in un terreno non lontano dall’abitazione che condivideva con il connazionale
È stata ritrovata senza vita, nascosta tra le sterpaglie Silvia Nowak, la 53enne di nazionalità tedesca scomparsa nei giorni scorsi a Ogliastro Marina, frazione del Comune di Castellabate, nel salernitano. Il suo corpo carbonizzato si trovava a pochi passi dalla sua abitazione, occultato dalla vegetazione. La Procura di Vallo della Lucania segue anche la pista dell’omicidio. Il compagno della donna, anche lui tedesco, è stato accompagnato presso la stazione dei carabinieri dove si trova in stato di fermo.
L’autopsia e le indagini potrebbero far chiarezza su quanto accaduto. Era stato proprio lui a denunciare la scomparsa di Silvia diversi giorni fa, attivando le ricerche. Secondo il suo racconto, Silvia si era allontana da casa di primo mattino senza portar con sé oggetti. Le telecamere di videosorveglianza avevano ripreso la donna mentre si dirigeva verso il centro di Castellabate, per poi scomparire nel nulla. All’interno dell’abitazione erano stati rinvenuti i documenti e anche il suo telefono cellulare.
Intorno alle 11 di questa mattina il corpo è stato rinvenuto dalla polizia municipale insieme alla protezione civile. Fondamentali sono state le ricerche attraverso l’utilizzo di droni per sorvolare l’area dall’alto e i cani molecolari. Sul posto da questa mattina gli uomini della scientifica e i magistrati Antonio Cantarella e Antonio Pizzi per i rilievi del caso. (di Andrea Pellegrino)
Silvia, seminuda e bruciata vicino casa. Il compagno: “Sì, il cadavere è suo” (Today – 22 ottobre 2026)
Il corpo in avanzato stato di decomposizione trovato venerdì scorso a Ogliastro Marina, frazione di Castellabate, in provincia di Salerno, è stato riconosciuto dall’uomo. L’autopsia, in attesa di una relazione definitiva, avrebbe rivelato la presenza di lesioni: non è chiaro al momento se siano frutto di ferite da arma da taglio. Il punto sulle indagini
La terribile conferma è arrivata nelle scorse ore. È di Silvia Nowak il corpo trovato venerdì scorso (18 ottobre) a Ogliastro Marina, frazione del comune di Castellabate, nel Cilento (Salerno). Il corpo di Silvia, seminudo, rinvenuto in avanzato stato di decomposizione e parzialmente bruciato (elementi che hanno ritardato l’immediata identificazione), è stato riconosciuto dal compagno dai lineamenti del viso, prima che il medico legale, Adamo Maiese, procedesse all’autopsia. La donna, 53enne tedesca che da tempo viveva a Ogliastro Marina, era scomparsa nel nulla martedì 15 ottobre: era stato il compagno, 62 anni e anche lui tedesco, a dare l’allarme.
Il cadavere era nella vegetazione, nascosto da alcune sterpaglie a circa 150 metri dalla villetta di via Arena dove Silvia Nowak e il compagno abitavano. L’autopsia eseguita nell’ospedale di Agropoli, in attesa della relazione definitiva, avrebbe rivelato la presenza di lesioni sul corpo della donna: non è chiaro al momento se siano frutto di ferite da arma da taglio. Potrebbero essere coltellate? Andrà fatta chiarezza. Mentre le fratture alla testa e al polso sul cadavere sembrerebbero di natura accidentale.
Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Agropoli sotto la direzione della procura di Vallo della Lucania, puntano a ricostruire gli ultimi momenti di vita della donna, scomparsa dalla sua abitazione prima del tragico ritrovamento. La pista principale seguita dagli investigatori è quella del femminicidio: è stato aperto un fascicolo per omicidio e occultamento di cadavere contro ignoti. L’ipotesi degli inquirenti è che l’assassino abbia provato a bruciare il corpo dopo aver ucciso la donna in un altro luogo, abbandonandolo poi nella vegetazione, a pochi metri dalla villetta in cui viveva la vittima: tracce di bruciature e carboni trovate tra le sterpaglie rafforzerebbero questa tesi. Chi ha ucciso la donna lo avrebbe fatto nelle ore immediatamente successive alla sparizione, mentre il tentativo di bruciare il corpo per cancellare le prove sarebbe avvenuto qualche giorno dopo, probabilmente in un luogo diverso.
Gli inquirenti, tuttavia, mantengono aperte tutte le piste, senza escludere alcuna ipotesi. Le indagini vanno avanti per fare piena luce su quanto accaduto, mentre si attende l’esito definitivo dell’autopsia. Il compagno della vittima continua a dichiararsi innocente, estraneo ai fatti. È stato lui a denunciare la scomparsa della moglie, ed è stato sentito dagli inquirenti nella stazione dell’Arma di Santa Maria di Castellabate. Avrebbe un alibi di ferro che sembra essere supportato da prove certe. L’uomo, che non è indagato, sarebbe stato scagionato anche dalle immagini registrate dalle telecamere: stava dormendo mentre la donna si è allontanata dall’abitazione.
La donna è stata immortalata per l’ultima volta dalle telecamere di sorveglianza di un’abitazione privata mentre usciva di casa la mattina del decesso e si dirigeva verso l’abitato del centro di Ogliastro. Da quel momento le sue tracce si sono perse e nessuno sembra averla più incontrata. Il compagno ha dato l’allarme nella serata di martedì 15 ottobre, dando il via alle ricerche che hanno mobilitato squadre di carabinieri e volontari della Protezione civile. Per giorni, con il supporto delle unità cinofile e di droni con tecnologia termica, sono state battute le aree circostanti e i punti più difficili da raggiungere di Punta Licosa, zona particolarmente impervia del Cilento. Anche la guarda costiera è stata attivata, nel timore che Silvia potesse essere finita in mare. Poi il ritrovamento del cadavere seminudo e semi carbonizzato, a poche centinaia di metri da casa. Al momento non ci sono indagati.
“Un plauso a procura e forze dell’ordine per l’attività che stanno svolgendo senza risparmiarsi – ha deto all’Agi Felice Carbone, avvocato della famiglia di Silvia Nowak -. Rivolgo un invito a chi ha potuto vedere qualcosa a rivolgersi ai carabinieri, anche in anonimo, per fornire informazioni utili all’individuazione del responsabile di questo fatto omicidiario”. L’autopsia sul corpo della donna è durata circa 4 ore e, secondo il legale della famiglia, ha fornito “elementi importanti” nella ricostruzione della vicenda. I risultati dell’esame irripetibile saranno depositati entro sessanta giorni, ma la speranza dei familiari è che la svolta possa arrivare molto prima. (di Violetto Gorrasi)
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In memoria di
Omicidio Nowak, Silvia saluta per sempre il Cilento: la salma in Germania per i funerali (Giornale del Cilento – 13 novembre 2024)
La comunità di Castellabate e tutta l’Italia restano con il fiato sospeso mentre proseguono le indagini sul brutale omicidio di Silvia Nowak, la 53enne di origini tedesche trovata morta il 18 ottobre scorso in una pineta di Ogliastro Marina, frazione del comune cilentano. Dopo settimane di accertamenti, il compagno della vittima, Kai Dausel, 62 anni, è stato ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania.
Dausel, assistito dall’avvocato Felice Carbone, è finora l’unico sospettato del delitto. L’uomo sostiene di avere un alibi: afferma di aver passato la notte all’esterno della villetta di via Arena, dove viveva con Silvia, e di non aver avuto nulla a che fare con la sua scomparsa. Tuttavia, gli investigatori sembrano non essere convinti della sua versione, continuando a esaminare ogni dettaglio per fare luce sulla vicenda.
Nei giorni successivi al ritrovamento del corpo, gli inquirenti hanno condotto diversi accertamenti tecnici, alcuni dei quali irripetibili e tuttora in corso. Dausel si è sottoposto volontariamente al prelievo del DNA, un dettaglio che potrebbe risultare determinante nell’analisi degli indizi raccolti. Si attende, infatti, che i prossimi riscontri tecnici possano segnare un punto di svolta nelle indagini, risolvendo il complesso rompicapo e portando alla giustizia il colpevole.
Silvia Nowak, il cui corpo è stato ritrovato in una pineta a circa 150 metri dalla casa che condivideva con Dausel, era scomparsa nel pomeriggio del 18 ottobre senza portare con sé alcun effetto personale. L’ultima sua apparizione è stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza di un’abitazione vicina; poche ore dopo, non vedendola rientrare, Dausel ha allertato le forze dell’ordine, dando il via a ricerche serrate con l’ausilio di droni e cani molecolari.
Al momento del ritrovamento, il corpo della donna presentava gravi segni di violenza: una profonda ferita alla testa, varie coltellate e tracce di ustioni. L’arma del delitto non è stata ancora rinvenuta. Gli investigatori ipotizzano che il corpo possa essere stato trasportato nella pineta solo in un secondo momento.
Intanto, il procuratore Antonio Cantarella ha concesso il nulla osta per il trasferimento della salma in Germania, paese d’origine di Silvia, dove si terranno i funerali. Nonostante la Procura si mantenga cauta, l’ipotesi più accreditata resta quella di femminicidio. La tragica fine di Silvia Nowak ha scosso profondamente la comunità cilentana e ha acceso i riflettori dell’opinione pubblica su questo drammatico caso, che ora attende solo una conclusione definitiva per dare giustizia alla vittima e risposte alla sua famiglia.



