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Lorenzo Bozano, 25 anni, rampollo nullafacente. Rapisce e uccide una ragazzina di 13 anni. Condannato all’ergastolo, ottiene permessi premio durante i quali molesta altre minorenni. Da maggio 2019 in regime di semilibertà, muore per un malore mentre fa il bagno a mare

Genova, 6 Maggio 1971


Titoli & Articoli

 

 

 

La storia di Milena Sutter, rapita e uccisa dal 26enne Lorenzo Bozano a tredici anni (Fan Page)
Dodici giorni dopo la sua scomparsa, il 20 maggio 1971, Milena Sutter, 13 anni viene trovata cadavere sulla spiaggia di Quarto dei Mille (Genova). Figlia del ricco industriale Arturo Sutter, la piccola Milena era stata strangolata lo stesso giorno del suo sequestro. I sospetti cadranno su 26enne Lorenzo Bozano, rampollo di una nota famiglia borghese. Condannato all’ergastolo, Bozano è morto nel luglio del 2021, da semilibero.
Sei maggio, ancora pochi giorni alle vacanze, la primavera che euforizza e immalinconisce con i suoi giochi di luce, gli ultimi sforzi a scuola e poi un solo, lungo tuffo nell’estate. Milena, 13 anni ancora da compiere, si avvia lungo la strada che dalla scuola in via Peschiera porta alla villa dei suoi in riva al mare, nel cuore di Genova. Sono le 17 e solo mezzora la separa da una ripetizione di storia con una professoressa privata, a casa, ma nonostante non sia lontano, la ragazzina tarda in maniera sconveniente all’appuntamento. Anzi, non si presenta affatto e non è da lei. Milena, figlia del patron dei detersivi Arturo Sutter, studentessa alla scuola svizzera, è una ragazza educata e responsabile, che non si sottrae agli impegni.
Quella sera stessa, alle ore 21, Sutter padre sporge formale denuncia di scomparsa e si prepara alla prima lunghissima notte trascorsa sapendo la sua bambina fuori di casa, esposta ai pericoli, sola, nelle mani di sconosciuti. L’indomani, alle 9 e 34 minuti, il trillo del telefono della villa taglia l’apnea della silente attesa. Dall’altra parte della cornetta c’è l’uomo nero che ha preso la piccola Sutter: “Se volete Milena viva, prima aiuola Corso Italia”, dice. Cinquanta milioni di lire è il prezzo da pagare per rivederla; zero, invece, sono le prove che la ragazzina sia viva e nelle mani di chi, dall’altra parte, dà istruzioni. È il ’71, i rapimenti a scopo di estorsione sono all’ordine del giorno e l’industriale Sutter ha proprio il profilo del multimilionario a cui chiedere un mucchio di soldi. Scattano, dunque, le indagini, che sono immediate e rigorose e partono proprio dagli interrogatori delle compagne di scuola che hanno lasciato, alle 17, la piccola Milena serena e spensierata davanti alla scuola.
Il biondino della ‘spider’ rossa
Le testimonianze si incrociano nella descrizione di un giovane sotto la trentina, capelli biondi, alla guida di una Alfa spider rossa, visto sia nei pressi della scuola svizzera, sia nelle vicinanze di casa Sutter. Quella del ‘biondino’, però, non è un’immagine sovrapponibile con quella dell’uomo della telefonata, un professionista, qualcuno che lavora nell’ombra, sotto traccia. Non combacia, non convince, eppure è l’unica traccia in una vita pulita, scandita dal benessere e dall’ordine. Il ragazzo si mostra spavaldamente davanti alla scuola con un’auto fiammeggiante, ha 25 anni e si chiama Lorenzo Bozano, è di ottima famiglia e ha due passioni, una nobile, per le immersioni, l’altra, meno, per le ragazzine.
Chi è Lorenzo Bozano
Figlio di Paolo Bozano, imparentato con gli armatori di Costa Crociere, e della domestica, sposata, secondo i rumors, per riparare a una gravidanza accidentale, Lorenzo è un ragazzo che non riesce a collocarsi nella società. Sin da piccolo aveva manifestato una scarsa aderenza alle regole sociali tanto che fu proprio il padre a denunciarne, anni prima, pulsioni sessuali decisamente precoci e ‘incontrollate’ e una tendenza a piccoli furti che lo aveva contraddistinto a scuola, dove non aveva mai brillato. Lorenzo, è solo uno strambo ragazzo o è l’autore di questo spaventoso scherzo? Se lo chiedono gli investigatori, che restano cauti e in ascolto di nuove telefonate.
Il ritrovamento
Quindici giorni dopo il presunto rapimento di Milena, due pescatori danno l’allarme per quello che sembra un manichino galleggiante in un’ansa a 300 metri dalla spiaggia di Priaruggia, a Quarto dei Mille. I sommozzatori trascinano a riva un corpo irriconoscibile, mortificato dalla putrefazione, scarnificato dai pesci. Qualcuno, però, nota che ha ancora una camicetta a fiori, un paio di collant arrotolati sulle caviglie e una catenina (incisa) che fornisce un nome e un cognome che a Genova conosco in tanti. Milena, non ancora tredicenne, non ha visto sbocciare l’estate.
Quella sera stessa scatta un arresto, è quello del ‘biondino’, incriminato sia dalle testimonianze che da un biglietto con la scritta “affondare, seppellire, murare”, ritrovato da increduli investigatori dentro la sua camera.
Un caso che divide
Il corpo di Milena, infatti, è stato fatto ‘affondare’ con una cintura piombata da sub. Quanto alla causa della morte, invece, l’autopsia stabilisce che si è trattato di strozzamento, avvenuto presumibilmente la stessa sera della scomparsa. Impossibile, invece, dire se sia stata vittima di violenza sessuale. Oltre i confini di Genova, dove l’eco del delitto ha risuonato forte, l’omicidio della piccola Sutter ha scosso, ferito, incuriosito le folle che leggono avidamente dai giornali tutti i particolari. Lui si dichiara innocente, i giudici lo rinviano a giudizio con 23 indizi e lui, che nel frattempo ha messo via la spider e tagliato i capelloni, si presenta serafico e calmo al processo.
Il verdetto
Il giudizio di primo grado, infatti, lo assolve, tanto che nel frattempo, tornato libero, il biondino si sposa e apre un negozio. Quando la tempesta sembra lontana, invece, l’appello lo condanna all’ergastolo. È una sentenza inaspettata, ma non per lui, che infatti ha messo in atto il suo piano B: la fuga. Insieme alla moglie, Eleonora si rifugia prima in Africa poi in Francia, dove viene arrestato, espulso in Svizzera e da lì estradato in Italia. Nel ’79 comincia a scontare la condanna per sequestro, omicidio e occultamento di cadavere e anche dopo l’ingresso in carcere continua a esercitare una sinistra fascinazione sul pubblico, soprattutto femminile.
Nel 1990, vent’anni dopo la notte del 6 maggio, gli viene concessa la semilibertà.
L’Italia si divide di nuovo. Qualcuno pensa sia innocente, qualcun altro che debba marcire in galera, altri ancora che ha diritto al riscatto in ogni caso: nessuno, comunque, lo ha dimenticato. Un Bozano appesantito dagli anni e ormai stempiato, torna libero e mette su, all’Elba, un allevamento di polli. Anche stavolta non riesce a tenersi lontano dal carcere e viene multato per non aver dichiarato al fisco i guadagni, perdendo così i benefici di legge. È il 1996. Nel ’97, un nuovo sconcertante episodio lo bolla di nuova: Bozano finisce sulle pagine di cronaca per aver molestato, fingendosi un poliziotto, due ragazzine minorenni. Marzia, la nuova compagna lo lascia, lui torna dentro. Segue nel 2011 un nuovo riesame della semilibertà che fallisce, mentre nel 2019 arriva il sì. Bozano  muore nell’agosto del 2021 per un malore.
L’epilogo
Più di quattro decenni prima del delitto Yara Gambirasio, l’omicidio di Milena ha mostrato all’Italia la banalità del volto dell’orco. Quello apparentemente normale, che si nasconde mostrandosi, che bracca alla luce del giorno, seduto dentro un’auto, l’oggetto dei suoi desideri. Attendendo solo il momento in cui potrà mettervi sopra mani che ardono stringere forte. (di Angela Marino)


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In memoria di

EVASIONE FISCALE Multa miliardaria per Lorenzo Bozano (il Manifesto – 22 aprile 1997)
Multa di sei miliardi di lire a Lorenzo Bozano, accusato dalla guardia di finanza di evasione fiscale. Bozano, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Milena Sutter, negli ultimi quattro anni non ha presentato, secondo quanto scoperto dalla Finanza, la denuncia dei redditi relativi alla sua attività di allevatore di polli e di commerciante di uova. L’evasione fiscale di Bozano, che è attualmente in stato di semilibertà dopo aver scontato un lungo periodo di carcere a Porto Azzurro, ammonta a 600 milioni di lire in quattro anni, mentre la multa è di sei miliardi. La Finanza ha inoltre trasmesso il fascicolo che riguarda Bozano alla procura della Repubblica di Livorno.

“IL BIONDINO” Bozano torna in cella per violenza (il Manifesto – 19 ottobre 1999)
Perde la semilibertà Lorenzo Bozano. Condannato all’ergastolo nel 1979 per il sequestro e l’omicidio della tredicenne Milena Sutter (avvenuto nel 1971 a Genova), il cosidetto “biondino della spider rossa” è stato ieri condannato ad altri 2 anni di carcere per violenza sessuale ai danni di una ragazza di 17 anni nel 1997. Fingendosi un poliziotto, Bozano aveva “perquisito” la ragazzina all’uscita dello zoo di Livorno dove si era recata col fratellino di 9 anni. Il pm Mario Profeta aveva chiesto una condanna a 6 anni, ma l’effetto della sentenza non sarebbe cambiato: Bozano non godrà più della semilibertà e già ieri è tornato nel carcere di Porto Azzurro all’Isola d’Elba con le manette ai polsi.
Bozano ha assistito impassibile alla sentenza. Sentito il verdetto si è complimentato con il proprio legale e ha annunciato un immediato ricorso. La strategia della difesa è stata di puntare sulla tesi della “superficialità e leggerezza”: “Perché nessuno – ha detto l’avvocato Gabriella Marraffa – colpito da ergastolo può permettersi si palpeggiare una ragazzina”. Ma il tribunale, seppur abbia usato la mano leggera, ha creduto all’accusa: Bozano si sarebbe presentato come un poliziotto in cerca di droga e avrebbe “perquisito” in modo da “violare la sfera sessuale della ragazza”. In quel periodo, Bozano aveva raggiunto un buon tenore di vita: gestiva un allevamento di polli e rivendeva uova e carni. Ora torna in cella e abbandona ogni speranza di risposte positive sulla sua richiesta a Genova per la revisione del processo Sutter. (di Giovanna Mari)

 

Condannato all’ergastolo per l’omicidio di Milena Sutter, Lorenzo Bozano oggi è semilibero (Fan Page – 21 febbraio 2019)
L’allora 25enne che rapì e strangolò la piccola Milena Sutter a Genova nel ’71 oggi, vive libero fuori dal carcere, dove è tenuto a fare ritorno solo la sera. Imparentato con la famiglia Costa, della Costa Crociere, l’ex ‘biondino della spider rossa’ era stato condannato all’ergastolo. Già in passato aveva goduto di benefici e permessi, ma era tornato dentro per aver molestato due ragazzine.
Il tribunale di sorveglianza gli ha concesso la semilibertà: il ‘biondino della spider rossa’ che strangolò la 13 enne Milena Sutter, è libero di andare dove vuole. “Che ergastolo è questo?” hanno commentato su ‘Giallo’, i legali dei genitori della ragazzina che fu rapita e uccisa nel 1971 a Genova, scatenando l’orrore generale. Lorenzo Bozano oggi ha 73 anni di cui 40 trascorsi in una cella del carcere di Porto Azzurro sull’isola d’Elba.
La sua vittima, Milena, aveva solo 13 anni ed era la figlia di Arturo Sutter, un industriale svizzero, patron dei detersivi Sutter. La ragazzina, studentessa di una scuola svizzera a Genova, sparì alle 17:00 del 6 maggio, mentre si dirigeva dall’istituto a casa, per una ripetizione di storia. La posizione sociale e il calibro della sua famiglia fecero subito temere un rapimento a scopo di estorsione e infatti il giorno seguente, il 7 maggio, una voce maschile telefonò a casa Sutter per chiedere in riscatto 50 milioni di vecchie lire. Prove dell’esistenza in vita di Milena, nessuna. Mentre la notizia faceva il giro dei giornali e i genitori della tredicenne si preparavano a pagare quell’ingente riscatto, pur senza avere più notizie dei sequestratori, il corpo senza vita di Milena affiorò nelle acque a pochi metri dalla spiaggia di Priaruggia, a Quarto dei Mille. Il suo corpo era svestito nella parte inferiore, solo un paio di slip e collant erano arrotolate attorno alle caviglie. Erano passate due settimana dalla sua scomparsa. Dall’autopsia sul corpo della povera bambina fu possibile ricostruire che era stata strangolata il giorno stesso della sua scomparsa: pertanto, chiunque avesse fatto quella chiamata aveva voluto solo depistare le indagini.
Il giorno stesso del ritrovamento venne arrestato Lorenzo Bozano, 25 anni, un ragazzo di bell’aspetto e di buona famiglia, noto per la sua abitudine di andare in giro su una Alfa Giulia Spider rossa e per essere imparentato con la famiglia di armatori Costa, titolare della compagnia ‘Costa Crociere’. Alcuni avevano notato la sua spider fiammante nei pressi di villa Sutter e della scuola svizzera e avevano riferito agli inquirenti della presenza di un ‘biondino’.
Emergerà poi a suo carico una denuncia fatta nientemeno che da suo padre alcuni anni prima alla Procura dei Minori di Genova dove era stato definito ‘uno psicopatico capace di qualsiasi delitto’ e dotato di una ‘forte pulsione sessuale’. Nel ’76, cinque anni dopo l’assassinio di Milena, Bozano fu condannato per sequestro di persona, omicidio e soppressione di cadavere. Dopo la condanna fuggì dall’Italia e solo per caso venne stato arrestato per altro reato e, infine, estradato nel nostro Paese. Già nel 1989 era stato dichiarato semilibero, ma aveva perso i permessi di legge per aver tentato di molestare due ragazzine di 14 e 17 anni. Il regime attuale gli consente di trascorrere tutto il giorno libero e di fare ritorno solo la sera in carcere, per trascorrere la notte. (di Angela Marino)

Malore mentre fa il bagno, muore all’Elba Lorenzo Bozano (Rai News – 1 luglio 2021)
Il “biondino della spider rossa”, 76 anni, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Milena Sutter, era in semilibertà.
Era noto come “Il biondino della spider rossa” ed era all’ergastolo per l’omicidio, avvenuto a Genova nel 1971, della tredicenne Milena Sutter. E’ morto per un malore a Bagnaia all’isola d’Elba Lorenzo Bozano: stava facendo il bagno quando, probabilmente per un arresto cardiaco, si è sentito male. Inutili i tentativi di rianimarlo. Bozano, 76 anni, da circa un anno era in semi libertà e aveva scontato la sua pena nel carcere di porto Azzurro.

Grandi gialli Lorenzo Bozano e Milena Sutter, destini incrociati | Oggi | PressReader