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Marco Campanaro, 37 anni, maganizziere frontaliere. Uccide la convivente con 58 coltellate. Ritenuto parzialmente incapace, viene condannato a 22 anni di reclusione e 3 di osservazione in una Rems

Cadorago (Como), 25 Luglio 2022


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Omicidio Cadorago, donna di 33 anni uccisa a coltellate in casa: fermato il compagno (Corriere della Sera – 25 luglio 2022)
Drammatico caso di femminicidio a Cadorago. Valentina Di Mauro sarebbe stata uccisa da Marco Campanaro, 37 anni. Sono stati i vicini a dare l’allarme, sentendo la coppia litigare intorno alle 5 di lunedì mattina. I due convivevano da un paio d’anni
Una donna di 33 anni, Valentina Di Mauro, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione di Cadorago (Como). Il delitto è stato scoperto lunedì mattina, intorno alle 5. È stato chiesto l’intervento del personale del 118 ma per la donna non c’è stato nulla da fare: fatali i diversi fendenti sferrati con un’arma da taglio. Fermato il compagno della donna, Marco Campanaro, 37 anni, sospettato di averla colpita a morte dopo una lite per motivi di gelosia: lo scenario purtroppo comune alla maggior parte dei casi di femminicidio.
A Cadorago sono al lavoro i carabinieri della compagnia di Cantù e del nucleo radiomobile. Due incaricate del canile sono arrivate per prendersi cura del cane della coppia. Il delitto è avvenuto in una palazzina di via Leopardi. Valentina sarebbe stata colpita più volte con un’arma da taglio. Sono stati i vicini a dare l’allarme, sentendo la coppia litigare intorno alle 5 di lunedì mattina. I due convivevano da un paio d’anni, lui ha un impiego come magazziniere in Svizzera. I vicini, due coniugi, sono anche scesi al primo piano nel tentativo di porre fine all’aggressione, ma nessuno ha aperto la porta, e a quel punto hanno chiamato i carabinieri. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Mariano Fadda. (di Anna Campaniello)

Uccise Valentina Di Mauro con 58 coltellate. La difesa: “Non è un violento” (Roba Da Donne – 5 gennaio 2024)
Marco Campanaro ha ucciso Valentina Di Mauro con 58 coltellate. La sua difesa fa appello: “Non è un violento. Merita una pena meno grave”.
Marco Campanaro, 38 anni, è stato condannato a 22 anni di reclusione per aver ucciso la sua compagna, Valentina Di Mauro, la notte del 25 luglio 2022 a Cadorago (provincia di Como), infliggendole 58 coltellate. Ora il suo avvocato ha fatto ricorso. L’avvocato di Campanaro, Paolo Battaglia, ha iniziato la presentazione dell’Appello dicendo che il suo assistito “è meritevole di un trattamento sanzionatorio meno grave” per il femminicidio di Valentina Di Mauro, 33 anni.
La Corte d’Assise di Como, nonostante il vizio parziale di mente riconosciuto a Marco Campanaro per il suo disturbo della personalità con episodi psicotici e paranoidei, che rende i soggetti socialmente pericolosi, lo ha condannato a 22 anni, più dei 15 chiesti dal pubblico ministero.
L’uomo ha ripetutamente accoltellato la compagna mentre stava dormendo accanto a lui, uccidendola con 58 colpi su tutto il corpo, mentre lei cercava invano di difendersi. Una “azione di particolare gravità”, avevano scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza, per il quale la vittima “è morta dopo gratuite sofferenze”. Ora l’avvocato Battaglia, in seguito alla sentenza di primo grado, ha chiesto che la condanna a 22 anni venga ridotta, in quanto il suo assistito “non è un uomo violento”, come detto in aula.
La difesa ha chiesto di rivalutare le caratteristiche del caso che avevano portato l’accusa a calcolare una pena di minore entità, tenendo conto delle condizioni mentali di Marco Campanaro e del comportamento processuale che gli è valso il riconoscimento delle attenuanti generiche, tranne che nel caso dell’aggravante della relazione sentimentale che aveva con la vittima, Valentina Di Mauro.
“Dalle indagini è risultato chiaramente che Campanaro non è un uomo violento che maltrattava la compagna”, ha dichiarato Battaglia. “Era, fino a quando la sua malattia latente si è manifestata, un ragazzo semplice. Non ha mai avuto problemi con legge, non è un violento, un mostro”. Le valutazioni che l’avvocato Paolo Battaglia ha chiesto di riesaminare erano, in realtà, già state tenute di conto dalla stessa Corte d’Assise a maggio, quando la Corte ha emesso la sentenza di condanna a 22 anni per Marco Campanaro, che però ha quantificato gli anni di reclusione in una pena più severa di quella prevista dall’accusa. (di Greta Gangi)

Ha ucciso Valentina Di Mauro, condanna definitiva per il compagno Marco Campanaro (Espansione Tv – 30 settembre 2024)
E’ definitiva la condanna a 22 anni di reclusione per Marco Campanaro, 37 anni, responsabile dell’omicidio della compagna, Valentina Di Mauro, 33 anni. La donna è stata uccisa a coltellate il 25 luglio 2022 a Cadorago, nell’abitazione in cui la coppia viveva.
La Corte di Cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso della difesa contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano, che confermava quella già pronunciata in primo grado a Como e diventa dunque definitiva. Campanaro, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla convivenza con la vittima, era stato giudicato parzialmente incapace di intendere e volere. La decisione della Suprema Corte rende definitiva la condanna a 22 anni e anche l’osservazione per un periodo di 3 anni di Campanaro in una Rems, residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
A Cadorago, per non dimenticare Valentina e tenere alta l’attenzione sulla piaga della violenza sulle donne è stata posizionata una targa per ricordare la giovane uccisa dal compagno. Il Comune ha partecipato alle iniziative in memoria della donna e, oltre alla targa è stata posizionata anche una panchina rossa.
“Valentina non tornerà, ma almeno la famiglia ora può mettere un punto fermo e trovare pace – sottolinea l’avvocato Vera dall’Osto, che con Corrado Viazzo ha assistito i familiari di Valentina – Il Comune in cui abitava e dove è stata uccisa ha posizionato una targa e una panchina e il ricordo di Valentina vive. Nella tragedia, almeno i familiari non si sono mai sentiti soli e questo ha sicuramente un valore. La sentenza di condanna è stata abbastanza morbida, ma almeno è stata confermata in via definitiva”. (di Anna Campaniello)


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