Mark Antony Samson, 23 anni, studente. Uccide con tre coltellate l’ex fidanzata e mette il corpo in una valigia che getta in un dirupo.
Roma, 25 Marzo 2025
Titoli & Articoli
Ilaria Sula trovata morta, il suo corpo in una valigia. L’ex fidanzato: «L’ho uccisa io» (l’Unione Sarda – 2 aprile 2025)
La studentessa 22enne era scomparsa da una settimana, la confessione del giovane che ha anche ammesso di avere gettato il cellulare dell’universitaria in un tombino
È stata trovata morta Ilaria Sula, la 22enne scomparsa dal 25 marzo a Roma. Il corpo della giovane è stato individuato in un’area boschiva in fondo a un dirupo nei pressi del Comune di Poli, all’interno di una grossa valigia. Sarebbe stato Mark Antony Samson, un 23enne con cui la giovane aveva avuto una precedente relazione, a fare ritrovare il corpo della ragazza.
Il giovane di 23 anni, in base quanto si apprende, sarebbe stato portato in Questura questa notte e nel corso dell’interrogatorio avrebbe sostanzialmente ammesso le sue responsabilità indirizzando gli inquirenti alla individuazione del cadavere.
Dopo avere chiuso il corpo in una valigia, Samson con la propria auto ha raggiunto la zona di Poli dove ha poi gettato la valigia in un dirupo. Gli inquirenti sono in cerca del cellulare della ragazza che il giovane avrebbe buttato in un tombino a Roma. Lo avrebbe usato durante il periodo in cui la giovane era data per scomparsa.
Dagospia – 15 aprile 2025
1 – MARK, LA LOTTA CON ILARIA POI LE QUATTRO COLTELLATE “HA GRIDATO POCO”
Estratto dell’articolo di Marco Carta E Andrea Ossino per “la Repubblica”
«Le ho fatto del male con il coltello. Fa malissimo anche solo parlarne, anche solo pensarci. Poi non sapevo cosa fare, sono rimasto lì, immobilizzato, traumatizzato per quello che avevo fatto, per quello che ero riuscito a fare inconsapevolmente. Vuol dire che non ero me stesso. Non ero il Mark di tutti i giorni, il Mark che conoscono tutti. Il Mark affettuoso, coccoloso» Manipolatore, lucido. E omertoso. Sono tante le zone d’ombra nella confessione di Mark Samson, il 23enne che il 26 marzo ha ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula dopo averla aggredita con un pugno.
[…] «Piano piano stavo realizzando cosa avevo fatto e che era un problema più grande di me – dice Mark in lacrime – Allora mi sono ricordato di una frase che disse mio nonno prima di andarsene: “A tutto c’è una soluzione, tranne che ai morti”. Non sapevo come uscirne. Così ho pulito tutto con lo scottex e l’ho nascosta dentro una valigia che poi ho buttato via».
L’aggressione prima del delitto Samson, interrogato per cinque ore, racconta la storia della relazione durata due anni. Dal primo incontro al McDonald’s, dove lavoravano entrambi, alla crisi per l’università. «O mi fai vedere questi voti o ti lascio », avrebbe detto Ilaria al ragazzo, che si è sempre rifiutato di mostrarle il libretto universitario. Poi inizia il racconto del delitto, subito dopo aver servito la colazione in camera e aver visto alcuni messaggi nel cellulare della vittima.«Prendo il coltello della mortadella con la mano sinistra, ero dietro di lei, stava in piedi, l’ho colpita, ha gridato poco», dice il 23enne, raccontando di aver messo il corpo in due buste. Mark parla, si ferma, piange, beve e riparte con la sua versione: «È morta subito». Ma non convince.
L’autopsia è chiara: Ilaria Sula, prima di essere uccisa, è stata aggredita. Tre coltellate al collo, un’altra sulla guancia, un ematoma sull’occhio «compatibile con un colpo ricevuto con un pugno o con un oggetto», ferite sul labbro, graffi sulle braccia e sul collo. Ilaria ha cercato di difendersi, forse da un assalto sessuale. Mark svia: «Magari ha sbattuto quando è caduta». Nega, mente.
“Alla sua famiglia non piacevo ” Risponde a tutte le domande, tranne a due. La prima sul ruolo della madre, ora indagata per concorso in occultamento di cadavere per averlo aiutato a pulire. La seconda gliela pone più volte il pm: «Avete avuto rapporti sessuali? Perché non mi rispondi?». «Uhmmm…», esclama il giovane. La sua è una narrazione unidirezionale. C’è lui, il ragazzo innamorato: presta soldi a Ilaria quando deve pagare l’affitto, la va a prendere quando esce con le amiche incontrando altri ragazzi, e quando dormono insieme le prepara sempre la colazione: «Sia a casa mia che a casa sua», sottolinea. E poi c’è Ilaria, che «risponde in modo aggressivo», un attimo prima lo chiama «tesoro» e poi mantiene le distanze. Non si trattiene neanche dal lanciare accuse ai genitori della vittima, due persone che a suo dire «non volevano un ragazzo di origini filippine» ma solo albanesi. «Dovevano scegliere il marito della loro figlia», dice Mark raccontando che Ilaria per questo motivo avrebbe litigato con i parenti: «Lei non poteva più tornare a casa loro». Tutto falso, dimostrano le indagini della squadra mobile […]
2 – «PICCHIATA PRIMA DI ESSERE UCCISA» L’AUTOPSIA DI ILARIA SMENTISCE MARK
Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano, Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
[…] Ilaria era andata in via Homs per chiedere a Mark come si fosse permesso di entrare nel suo pc in sua assenza, provando addirittura a portarlo via se le sue coinquiline non glielo avessero impedito. Da questo sarebbe nata una lite, nella quale la studentessa della Sapienza è stata uccisa quasi certamente la sera stessa del 25 marzo e non il 26 mattina come sostiene Samson. Il 23enne dice di aver perso la testa per i messaggi espliciti che Ilaria si scambiava con un altro ragazzo e che lei gli avrebbe serenamente mostrato, salvo poi strappargli il telefono quando aveva visto che si stava innervosendo. Ma Samson aveva già mentito anche sul suo percorso universitario, nascondendo a Ilaria che stava per mollare Architettura dove aveva sostenuto un solo esame in tre anni, contribuendo con questo alla sua decisione di lasciarlo.
Ma non è tutto, perché ricostruendo quei momenti di presumibile tensione Mark, nello stesso interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip, si mostra reticente su un altro aspetto che aggraverebbe il già pesantissimo quadro delle accuse. «Avete avuto rapporti sessuali?», gli viene chiesto e lui non risponde. Il pm prova ad aggirare il suo silenzio, indaga sul possibile tentativo di lui di prenderla con la forza: «Se è vero che lei si è fermata a dormire da te, perché non vuoi rispondere sulla questione del rapporto sessuale?». Lo avverte, anche che il dato emergerà comunque dalla autopsia, ma lui ripete di aver detto la verità.
Parla la ragazza che ha chattato con Samson prima e dopo il delitto di Ilaria Sula (Chi l’ha visto? – aprile 2025)
Mark Samson, il 23enne che ha confessato di avere ucciso Ilaria Sula, prima di costituirsi, e anche nei giorni precedenti il femminicidio, ha chattato con una studentessa che racconta tutto all’inviata di “Chi l’ha visto”. Tra i messaggi: “Posso stare da te? Ti porto un cornetto”, “Non sono uno squallido, sto attraversando solo un periodo di schifo”. La ragazza nell’intervista non ha voluto mostrare il suo volto: “Mi ha detto che voleva fare nuove amicizie per riprendersi dopo aver passato momenti difficili”. (VIDEO)
Femminicidio Ilaria Sula, i mobili della stanza di Mark Samson spostati dopo il delitto (Roma Today – 17 maggio 2025)
Il mobiletto con i libri non era stato sempre lì ed è in quel punto che Ilaria è stata uccisa ed è caduta a terra
I mobili della camera di Mark Samson sarebbero stati spostati per coprire le tracce di sangue, il borsone con i vestiti che Ilaria Sula aveva riportato a casa del ragazzo per chiudere la relazione quel drammatico 26 marzo. Le immagini esclusive del Tg1 mostrano la cameretta del 23enne che ha ucciso la sua ex fidanzata con tre coltellate al collo e poi l’ha infilata in una valigia e abbandonata in un dirupo.
In carcere, il 23enne avrebbe disegnato al sua stanza prima e dopo l’omicidio. Ma il mobiletto con i libri non era stato sempre lì ed è in quel punto che Ilaria è stata uccisa ed è caduta a terra. La mamma di Mark avrebbe spostato il mobile per coprire le tracce di sangue e girato il letto. La donna è indagata dalla procura di Roma di concorso in occultamento di cadavere per avere aiutato il figlio a ripulire la scena del crimine.
La madre, interrogata, aveva parlato anche dell’atteggiamento del figlio. Il padre del ragazzo, di cui è ancora al vaglio la posizione, non si sarebbe accorto del cambiamento nella disposizione dei mobili. Ora le nuove rivelazioni al Tg1. Possibile che la donna ha aiutato da sola il figlio? La polizia scientifica sta facendo degli accertamenti per capire se ci sono state altre persone coinvolte. La difesa di Mark Samson sta valutando di chiedere la perizia psichiatrica.
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In memoria di
Al via il processo per il femminicidio di Ilaria Sula (Ansa – 12 novembre 2025)
Prima udienza a carico di Mark Antony Samson, reo confesso di aver ucciso la ex. I genitori: ‘dolore incurabile’
“E’un dolore che non guarisce mai, noi vogliamo solo giustizia”. Parole pronunciate con le lacrime agli occhi dai genitori di Ilaria Sula, la ragazza uccisa nel marzo scorso dall’ex Mark Antony Samson, mentre lasciavano la cittadella giudiziaria di Roma al termine della prima udienza del processo che vede il ragazzo, reo confesso, accusato di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione.
Il padre e la madre della giovane indossavano una maglietta con la foto della ragazza con la scritta ‘Giustizia per Ilaria’.
In aula l’imputato è stato sempre a capo chino e non ha rivolto mai lo sguardo in direzione dei familiari della 22enne. “Di lui non ci interessa nulla”, hanno commentato i genitori della vittima che viveva a Terni e si era trasferita nella Capitale per fare l’università. Proprio la Sapienza ha presentato ai giudici della terza corte d’assise una istanza per costituirsi parte civile nel procedimento. “Siamo in presenza di due studenti de La Sapienza – ha detto l’avvocato Roberto Borgogno, legale dell’Ateneo -. Ilaria aveva dimostrato grande impegno ed interesse nello studio, mentre l’imputato no. Proprio la scoperta che Samson fingeva di avere conseguito gli esami è stato uno dei motivi che ha portato all’assurda uccisione di Ilaria”. Il giudice scioglierà la riserva nella prossima udienza fissata per il 9 dicembre.
Dal canto suo il legale dei genitori della vittima, Giuseppe Sforza, ha affermato che per i familiari oggi è stato “un passaggio difficilissimo, trovarsi ad un metro da una persona che ha ucciso la loro figlia. Non dimentichiamo che al centro di tutto c’è una vicenda di una ragazza che non c’è più”. L’impianto accusatorio raccolto nel corso delle indagini ha consentito agli inquirenti di ottenere il giudizio immediato per quanto avvenuto nell’appartamento dove Samson viveva con i genitori in via Homs. Dall’analisi del cellulare dell’indagato sono infatti emersi una serie di elementi che fanno supporre che l’aggressione a colpi di coltello fosse frutto di un’azione premeditata. “O torna con me o la uccido”, scriveva ad un amico Samson: un chiaro progetto di femminicidio.
La versione fornita dal ragazzo, nel corso della sua confessione fiume dopo il fermo, non ha convinto chi indaga. Il giovane ha spiegato di avere aggredito la sua ex la mattina del 26 marzo, dopo che la ragazza era rimasta a dormire da lui. “Siamo rimasti a parlare, si era fatto tardi – ha sostanzialmente detto il giovane agli inquirenti – e Ilaria ha deciso di rimanere a dormire da me perché non c’erano più bus che la riportassero a casa”. Il ragazzo ha sostenuto di avere portato la colazione in camera a Ilaria la mattina successiva e di averla colpita dopo aver letto sul cellulare della ragazza alcuni messaggi di un altro giovane. Dopo il brutale delitto, Samson ha ripulito la scena del crimine, aiutato dalla madre Nors Man Lapaz. Quest’ultima è accusata di concorso nell’occultamento di cadavere e ha chiesto di patteggiare una pena a due anni. Per lei la decisione del giudice arriverà il 28 novembre.




