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Mohammed Amine, 50 anni, camionista. Uccide la figlia a colpi di pistola e si suicida

Mesola (Ferrara), 5 Ottobre 2015

moham


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Ammazza la figlia di 21 anni con un colpo di pistola e poi si uccide (Corriere del Veneto – 5 ottobre 2015)
Mesola. I corpi senza vita sono stati scoperti dopo la segnalazione di un parente. L’uomo si stava separando e temeva che la ragazza andasse a vivere dalla madre
Il padre l’ha uccisa nella sua casa di Mesola (Ferrara) con un colpo di pistola calibro 22 al petto, e poi si è sparato in bocca. La vittima dell’omicidio è la 21enne marocchina Ishrak Amine, piuttosto conosciuta nel Delta del Po dove aveva studiato alle superiori all’istituto tecnico commerciale «Maddalena» di Adria (Rovigo). I corpi senza vita della 21enne e del padre, l’autista cinquantenne di un ditta ittica di Chioggia Mohammed Amine, sono stati trovati lunedì mattina da un parente che non aveva loro notizie dal fine settimana.
Quando i vigili del fuoco sono entrati nella villetta a schiera di via Alfonso II d’Este dove padre e figlia abitavano hanno trovato Mohammed Amine senza vita in una stanza, e quello della 21enne in un’altra. L’omicidio-suicidio potrebbe essere accaduto tra sabato e domenica. Saranno gli accertamenti medici disposti dal pm di turno della procura di Ferrara a stabilire la data della morte.
Lo spunto investigativo più battuto come motivo scatenante dell’omicidio-suicidio resta uno: lo stato di depressione del padre della ragazza. I rapporti tra Mohammed Amine e la moglie Zaghia, 49enne marocchina, erano ormai deteriorati, tanto che le pratiche per la separazione risultano già avviate. A spingere il cinquantenne di origine marocchina a uccidere la figlia, studentessa all’università di Verona, e a togliersi la vita può esser stata la paura di restare da solo perché timoroso che la 21enne potesse lasciarlo per andare a stare con la madre.

 


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