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Ishrak, 21 anni, studentessa modello. Uccisa a colpi di pistola dal padre

Mesola (Ferrara), 5 Ottobre 2015

 


Titoli & Articoli

Ex studentessa del Maddalena uccisa a colpi di pistola dal padre (Polesine24 – 5 ottobre 2015)
Amine Ishrak, 21 anni, è stata assassinata dal padre che poi si è tolto la vita. Una tragedia inspiegabile
Amine Ishrak, 21 anni, la conoscevano tutti ad Adria, dove nel 2013 si era diplomata con 100 all’Istituto Maddalena.
Non solo era una brava ragazza, ma era una studentessa modello, di quelle che rimangono nel cuore di compagni di classe ed insegnanti. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella casa dei genitori a Mesola, in via Alfonso d’Este 6. A fianco il cadavere del padre, 50 anni. Tutti e due morti per un colpo di pistola. Secondo gli inquirenti non ci sono dubbi: si è trattato di un omicidio-suicidio. Amine era di origini marocchine. Ma era nata in Italia. La famiglia, composta da madre, padre e figlia, viveva a Mesola da vent’anni, ed era perfettamente integrata. Amine era iscritta alla facoltà di economia, a Verona. E faceva ritorno a Mesola praticamente tutti i week end.

 

L’ex dirigente: lei, libera, sempre in lotta con il padre fondamentalista (il Gazzettino – 6 ottobre 2015)
Quanti ragazzi vede passare per la sua scuola un preside? Migliaia. Eppure Ishrak Amine ha lasciato un segno indelebile nel suo direttore scolastico, Antonio Gardin, che si dice «distrutto per la notizia della sua morte». D’altro canto era impossibile non ricordarsi della giovane marocchina di Mesola, uccisa dal padre.
«Era la più brava ragazza della classe. Ha frequentato l’ultimo anno del corso Erica, dove si studiavano francese, inglese e tedesco. Aveva tutti 9 e 10 in pagella. Attivissima, espansiva, inserita nella classe, entusiasta della vita. Era spettacolare. Quando ho istituito lo staff degli studenti è apparsa subito interessata e ha partecipato attivamente. Una ragazza splendida in tutti i sensi».
Tutti sapevano dei suoi problemi familiari. «Era in lotta sempre con il padre, perché la madre era moderna, come lei, mentre il padre era un fondamentalista. Non le lasciava fare nulla. Ha partecipato per due anni allo stage in Francia a Cannes. Siamo riusciti a farla andare nonostante il divieto del padre solo perché la direttrice della scuola è tunisina di fede mussulmana e se l’era presa in casa, ospitandola gratuitamente».
Ineccepibile il suo comportamento. «Era corretta, bellissima, di un’intelligenza vivacissima. Non poteva uscire per via del padre. Le uniche volte che se n’è andata distante da casa. sono state le esperienze in Francia. Telefonava continuamente alla direttrice per ringraziarla dell’opportunità. Pochi giorni fa la professoressa Pacchin, che l’aveva aiutata in quell’occasione, aveva ricevuto una telefonata dalla ragazza per un breve saluto. Ishrak Amine ha lasciato il segno in questa scuola. Sono senza parole».


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