Loading

Nicola Cirillo, 58 anni, netturbino in pensione, padre separato. Uccide a colpi di pistola l’ex moglie, ferisce gravemente la figlia di lei e scappa. Condannato a 30 anni di reclusione

Volvera (Torino), 10 Giugno 2020

 

 


Titoli & Articoli

Uccide l’ex compagna e ferisce la figliastra a colpi di pistola, scappa e si costituisce (Torino Today – 10 giugno 2020)
Era fuggito armato
Omicidio all’ora di pranzo
di oggi, mercoledì 10 giugno 2020, in via Garibaldi 5 a Volvera. Nicola Cirillo, 58 anni, ha ucciso a colpi di pistola l’ex compagna Cristina Messina, 54 anni, da cui era separato da quattro anni, e con la stessa arma ha ferito la figliastra 29enne Giusy Messina. Poi è uscito di casa armato e ha fatto perdere le proprie tracce a bordo di una Ford Fusion per oltre un’ora. Infine, sentendosi braccato, ha deciso di costituirsi presentandosi nella caserma dei carabinieri di Pinerolo, che lo stavano cercando ovunque, accompagnato dall’avvocato Isabella Fiorillo.
L’omicidio, che ha un movente passionale (lui aveva continuamente attacchi di gelosia) è avvenuto sul balcone di casa, al primo piano di una palazzina dove abitava la donna con alcuni dei figli che ha (due sono in comune). L’assassino invece abitava in un’altra palazzina dello stesso complesso condominiale. È pensionato e aveva lavorato a lungo come operatore ecologico per la società pubblica Cidiu. Non è chiaro come si sia procurato la pistola usata per sparare. Dopo l’arresto ha detto di avere pensato di suicidarsi, ma di non avere avuto il coraggio di farlo.
La ragazza ferita è stata trasportata all’ospedale Molinette di Torino in condizioni gravi per due colpi di pistola al torace. Ha subito un emotorace al polmone destro e un trauma vertebrale. Verrà sottoposta a più interventi chirurgici. Sua madre invece è stata uccisa con un solo colpo in testa. (di Davide Petrizzelli)

“Esce con l’amante”. Uccide l’ex moglie ma lei andava a curarsi (il Giornale – 11 giugno 2020)
Prima di costituirsi, l’uomo ha sparato anche alla figlia, ora è in gravi condizioni
Era geloso, follemente geloso, nonostante fossero ormai passati quattro anni dal divorzio. E ieri non ha esitato un istante a uccidere l’ex moglie e a tentare di far fuori anche la figlia, che ora lotta tra la vita e la morte.
Il delitto è avvenuto al primo piano di un palazzo di edilizia popolare in via Garibaldi 5, a Volvera, in provincia di Torino. La vittima, Cristina Messina, di 54 anni, usciva spesso perché era seriamente malata e doveva sottoporsi a delle cure ma Nicola Cirillo, 58 anni, non ci aveva mai creduto ed era convinto che lei avesse un altro. Per questo l’ha uccisa senza alcun rimorso.
È un copione che si ripete quello di ieri. Dietro all’ennesimo femminicidio c’è una donna che lottava con la malattia e da tempo aveva allentato la pressione con l’ex coniuge, con il quale inizialmente aveva avuto rapporti tesi, arrivando a costruire un buon rapporto in nome della figlia. Cirillo le andava spesso a trovare e in quel palazzo, dove avevano vissuto insieme fino a quattro anni prima e i residenti lo vedevano entrare e uscire in continuazione.
Così ieri madre e figlia non si sono insospettite quando alle 12.30 lui ha suonato al citofono. L’hanno fatto salire, mentre stavano già pranzando sedute a tavola. Lui ha iniziato a urlare, convinto che Cristina, dalla quale era divorziato da quattro anni, si vedesse con un altro. All’improvviso ha estratto una vecchia P38 e ha esploso un colpo contro la figlia, forse perché cercava di proteggere la mamma. Poi ha raggiunto la donna in balcone. Dalla strada e dai palazzi di fronte qualcuno ha notato Cristina che urlava e chiedeva aiuto, ma non ha potuto far nulla. «Abbiamo visto quella poveretta che si sbracciava dal primo piano gridando e scongiurando quell’uomo di lasciarla andare ma lui non ha avuto pietà», hanno raccontato più tardi i testimoni ai carabinieri. Ma non c’è stato tempo di strapparla a quel crudele destino. Lui ha mirato alla testa, mentre lei provava a proteggersi. Il proiettile ha trapassato la mano di Cristina e si è conficcato tra il collo e la testa, senza darle scampo.
Rientrato in casa Cirillo ha esploso un altro colpo contro Giusy, per azzittirla per sempre.
La ragazza, attinta da due colpi al torace, è stata soccorsa e trasportata poco dopo in gravissime condizioni prima al Cto di Torino, poi alle Molinette, dove è stata intubata e ricoverata in terapia intensiva. Presenta lesioni al polmone destro e un trauma alla colonna vertebrale.
Il padre, pensionato dopo aver lavorato per anni in una ditta di pulizie, dopo il fattaccio è fuggito su una Ford Fusion. «Ho parlato con mio fratello questa mattina (ieri per chi legge, ndr.) – ha raccontato Rosaria ai carabinieri di Pinerolo, che si sono occupati delle indagini – mi era sembrato tranquillo. Nulla faceva pensare che potesse compiere un gesto del genere».
Subito è scattata la caccia all’uomo, condotta anche con un elicottero, che ha perlustrato dall’alto Volvera e tutto il torinese, in cerca del fuggitivo. Nelle strade gli investigatori hanno moltiplicato i posti di blocco. Poco dopo le 14 Cirillo, ormai braccato, si è consegnato nella caserma dei carabinieri di Pinerolo, che lo tenevano ormai in trappola. Oltre a Giusy l’assassino ha altri tre figli, con altre due donne e anche la vittima aveva altri figli.

Cristina Messina, uccisa “perché voleva essere libera” (Today – 11 dicembre 2020)
Il pm Paolo Toso ha chiesto una condanna a 30 anni di carcere, nell’udienza tenutasi ieri davanti alla Corte d’assise di Torino, per Nicola Cirillo
Uccisa “perché voleva essere libera”. Il pm Paolo Toso ha chiesto una condanna a 30 anni di carcere, nell’udienza tenutasi ieri giovedì 10 dicembre 2020, davanti alla Corte d’assise di Torino, per Nicola Cirillo, il 58enne di Volvera che lo scorso 10 giugno tolse la vita con un colpo di pistola all’ex compagna 54enne Cristina Messina e ferì gravemente la figliastra 29enne Giusy Messina, che da allora è su una sedia a rotelle e non potrà più camminare.
Il delitto avvenne nella casa della donna, in via Garibaldi a Volvera. Chiesta anche una provvisionale di 600mila euro per le parti civili, che l’uomo, un netturbino in pensione, non possiede. Il movente dell’omicidio era stato la gelosia: l’uomo non accettava che la sua ex compagna si fosse rifatta una nuova vita. I figli della donna si sono costituiti parte civile con gli avvocati Gianluca e Ruggero Marta, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Maria Frezza e si è collegato in videoconferenza limitandosi a dire “Mi dispiace”. A pronunciare la sentenza saranno gli otto giudici (due togati e sei popolari) presieduti da Alessandra Salvadori.
Nessun rimorso nelle sue parole. “Ma chi si credeva di essere? Una persona libera? Me ne ha combinate di ogni: aveva la macchina, usciva. Era un oltraggio”. Il pm Toso ha ripercorso l’interrogatorio a cui era stato sottoposto dopo l’arresto Nicola Cirillo.

“Cirillo ha pianificato un omicidio perché era convinto che la sua ex fosse cosa propria e visto che si insubordinava andava tolta di mezzo”

Il 10 giugno è uscito di casa armato, scrive oggi La Stampa. Cirillo si è fermato a giocare al SuperEnalotto. Poi, raggiunta casa di Cristina ha sparato a lei e alla figlia della donna, Giusy di 28 anni. Oggi rimasta paraplegica. “Mi è venuta incontro per impedirmi quello che volevo fare. Le ho sparato. Poi sono andato a cercare la madre. Era sul balcone. Le ho sparato tre colpi. Sono tornato indietro e c’era mia figlia con gli occhi sbarrati. Le ho sparato un altro colpo”. Senza rimorsi di coscienza. “Una confessione fredda, come una conversazione al bar tra estranei” ha detto il pm Toso.

Volvera, uccise la ex e ridusse la figliastra in sedia a rotelle: condannato a 30 anni (Torino Today – 23 dicembre 2020)
Accolte le richieste dell’accusa
La Corte d’assise di Torino ha condannato a 30 anni di carcere Nicola Cirillo, 58enne che lo scorso 10 giugno 2020 uccise l’ex compagna Cristina Messina, 54 anni, e ferì gravemente, riducendola sua una sedia a rotelle, la figlia di lei, Giusy Messina, 29 anni, nella loro abitazioe in via Garibaldi a Volvera.
La sentenza è stata pronunciata oggi, mercoledì 23 dicembre, dagli otto giudici (due togati e sei popolari) presieduti da Alessandra Salvadori, che hanno accolto in sostanza la richiesta dell’accusa, sostenuta dal pm Paolo Toso. Hanno riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti (futili motivi, premeditazione, avere colpito una persona con legami stabili).
La stessa corte ha disposto provvisionali per oltre un milione e 400mila euro nei confronti delle parti civili (la stessa Giusy Messina e gli altri figli di Cristina Messina), che sono state rappresentate nel processo dagli avvocati Gianluca e Ruggero Marta. Non risulta, però, che l’uomo, un netturbino in pensione, sia in possesso di questa cifra.
L’omicidio era avvenuto per ragioni passionali: Nicola Cirillo, infatti, non sopportava che la sua ormai ex compagna si fosse rifatta una vita e per questo si era presentato in casa spianando immediatamente la pistola e sparando. La sua furia non aveva risparmiato neanche quella che per un periodo era stata la sua figliastra, che si era trovata sul suo cammino. 
(di Davide Petrizzelli)

Uccise l’ex moglie, Appello conferma condanna a 30 anni (Tiscali Notizie – 16 marzo 2022)
(ANSA) – TORINO, 16 MAR – La corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la condanna a 30 anni per Nicola Cirillo, 61 anni, accusato dell’omicidio dell’ex moglie Cristina Messina, 54 anni, e del tentato omicidio della figlia di lei, Giusy, da allora paraplegica. Il 10 giugno 2020, a Volvera (Torino) l’uomo sparò all’ex moglie, da cui era separato da cinque anni, e alla figlia all’epoca 28enne. Qualche ora dopo si consegnò ai carabinieri. Cirillo ha ascoltato la sentenza in video-collegamento dal carcere San Michele di Alessandria, dove è detenuto. Era difeso dagli avvocati Gabriele Pipicelli e Maria Frezza; la parte civile della figlia era rappresentata dall’avvocato Gian Luca Marta. (ANSA).


Link