Paola Malavasi, 57 anni, commessa, mamma. Strangolata dall’ex
Fara Novarese (Novara), 13 Giugno 2020

Titoli & Articoli
Uccisa dall’ex nel Novarese, “Paola aveva paura ma lui l’ha convinta a incontrarlo” (la Repubblica – 14 giugno 2020)
Il racconto di un’amica: durante la pandemia si erano persi di vista e lei aveva deciso di chiudere la relazione. Strozzata a mani nude
L’ha strozzata a mani nude. Così Sergio Guerzoni ha ucciso la donna con cui aveva avuto una relazione. I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Novara non hanno trovato lacci o altri strumenti che l’uomo potrebbe aver usato per assassinare la donna, Paola Malavasi, trovata morta in camera da letto al primo piano della villetta di via XX Settembre.
Guerzoni aveva conosciuto Malavasi anni fa dopo la fine di un’altra relazione con una donna con cui aveva gestito per un po’ un ristorante a Novara. Interrogato per tre ore nella caserma del comando provinciale di Novara, ieri sera, assistito dal suo legale Massimo Zanari, l’uomo ha confessato l’omicidio e ha raccontato che tutto è successo al termine di una lite. La loro relazione si era chiusa dopo il lockdown da circa una ventina di giorni anche se i carabinieri stanno ora scavando nelle amicizie della donna e nella sua famiglia per trovare conferma a questa ricostruzione.
Con la pandemia Guerzoni e Malavasi si erano persi di vista, si sentivano ogni tanto ma non si erano più incontrati. Poi era arrivata la rottura. Quello di ieri doveva essere un incontro, richiesto da lui, per chiarirsi un ultima volta. Malavasi però era preoccupata. Si sarebbe confidata con un’amica che le aveva consigliato di non andare all’appuntamento. Non c’erano mai state minacce o violenze ma quell’ultimo incontro preoccupava la donna che ha due figli grandi che vivono in Germania e in Francia e un ex marito che fa il dentista a Novara. Lei lavorava come commessa nel negozio di scarpe della cognata, sempre a Novara.
Nonostante i timori Paola Malavasi ha comunque deciso di incontrare il suo ex. E’ salita sulla sua Ford Fiesta Bianca e lo ha raggiunto a Fara Novarese. I vicini di casa hanno sentito le urla della lite che è scoppiata nell’appartamento ieri pomeriggio, ma non hanno capito che cosa stesse succedendo. E’ stato Guerzoni a dare l’allarme quando si è presentato in caserma 15 minuti dopo aver assassinato la ex. “L’ho combinata grossa, ho ucciso una donna”, ha detto. Guerzoni è molto conosciuto nel Novarese, con una passione per i rally e lo sport. Aveva appeso il volante al chiodo negli anni 90 e ha continuato a lavorare nella ristorazione o come rappresentante.
Nella carriera del perito meccanico di 63 anni, ora accusato di omicidio, ci sono una serie di tentativi imprenditoriali falliti. Il furgone della sua ultima attività, “Il piatto che ride”, un ristorante e servizio catering a Novara, è ancora parcheggiato nella villetta. “Ogni tanto lo vedevo andare e venire sul furgone”, dice una vicina. Ma anche quel lavoro era andato male. Guerzoni, infatti, per le sue difficoltà economiche aveva ottenuto i buoni spesa del governo per le persone in difficoltà economica durante la pandemia. Era stato in Comune qualche settimana fa per ricevere il primo blocchetto di voucher.
In queste ore sarà disposta l’autopsia sul corpo della donna mentre Guerzoni, al termine dell’interrogatorio, è stato portato in carcere a Novara. (di Carlotta Rocci)
“Paola era una persona di grande gentilezza”: a Novara gli amici increduli per la morte della donna uccisa dall’ex compagno (La Stampa – 15 giugno 2020)
L’assassino ha confessato ed è in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia. La vittima lavorava in un negozio del centro città
Stupore e incredulità. Sono i sentimenti degli amici e dei conoscenti di Paola Malavasi, uccisa ieri pomeriggio (14 giugno) a Fara Novarese dall’ex compagno Sergio Guerzoni. “Paola era una persona di grande gentilezza e cortesia, legatissima ai suoi figli” la ricordano i conoscenti e i vicini di casa di corso Cavallotti a Novara, dove la donna viveva con i due figli avuti dal marito da cui era separata ormai da molti anni, ma con cui conservava ottimi rapporti. Paola Malavasi dopo la chiusura dell’attività di gastronomia aperta con Guerzoni aiutava ancora l’ex cognata nel negozio di calzature e abbigliamento sotto casa. Gli amici della donna e del suo assassino sono sconcertati e stupiti: “Pensavamo che non si vedessero più da tempo”. (di Marcello Giordani)
Delitto di Fara: mercoledì i funerali di Paola Malavasi (SDN – 23 giugno 2020)
Si terranno mercoledì 24 giugno, alle 14, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore a Novara, i funerali di Paola Malavasi, la donna di 57 anni uccisa a Fara Novarese domenica 14 giugno dall’ex compagno Sergio Guerzoni, di 63 anni. Il delitto si era verificato nel pomeriggio di due domeniche fa, nella casa di Guerzoni a Fara, in via XX Settembre. L’uomo, intorno alle 16, dopo aver strangolato la 57enne, si era presentato alla caserma dei Carabinieri, confessando di aver ucciso la donna nel corso di una lite.
Un’ipotesi, quella dello strangolamento, confermata anche dall’autopsia eseguita venerdì scorso sul corpo di Paola Malavasi all’Istituto di Medicina Legale di Novara. Stando alle prime risultanze la donna sarebbe infatti morta per asfissia. Paola Malavasi lascia due figli grandi, Beatrice e Gabriele. (di Monica Curino)
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In memoria di
L’appello di Beatrice contro la violenza sulle donne. Sua madre fu uccisa dall’ex compagno. Chiara Ferragni la rilancia : “Ascoltatela” (La Stampa – 26 novembre 2020)
“Non sottovalutatevi mai”. E’ l’apello commovente di Beatrice Martelli contro la violenza sulle donne, pubblicato sui social e rilanciato da Chiara Ferragni che dice “Ascoltatela”. Beatrice è la figlia di Paola Malavasi, uccisa il 14 giugno nel Novarese dall’ex compagno Sergio Guerzoni. Lei era andata a spiegargli i motivi della rottura e lui l’ha strangolata. Beatrice ha girato un video in occasione del 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne. Proprio a tutte le madri e le donne d’Italia e del mondo si è rivolta la giovane: «Dico a tutte di amarsi, non sottovalutarsi mai, rispettarsi, mettersi al primo posto». Nessuno in famiglia pensava potesse accadere un orrore simile: «E’ stata uccisa dal suo ex compagno perché aveva deciso di liberarsi di quel mostro e darsi una nuova occasione e riniziare a vivere. Ma non le è stato permesso».


