Uccise la moglie con 71 coltellate, 24 anni a Paolo Castellani (TeleFriuli – 3 marzo 2023)
La decisione della Corte di Assise di Udine, accolta la richiesta del PM
La Corte di Assise di Udine ha condannato a 24 anni di reclusione Paolo Castellani per l’omicidio della moglie Elisabetta Molaro. La donna fu uccisa con 71 coltellate lo scorso 15 giugno a Codroipo, escludendo l’aggravante della crudeltà. Il PM, al termine della propria requisitoria, aveva chiesto la condanna di Castellani proprio a 24 anni di reclusione; nella requisitoria, durata poco più di mezz’ora ha ripercorso quanto accadde la notte del delitto: lui che cerca di abbracciare la moglie, il rifiuto di lei, l’aggressione con il coltello preso in cucina poco prima. Poi le telefonate al 118 e alla suocera, la fuga verso il torrente Corno, il tentativo di suicidio e infine l’arresto.
Il Pm ha escluso la premeditazione, insistendo sulle aggravanti del rapporto matrimoniale e della crudeltà, ma anche sulla concessione delle attenuanti generiche per l’atteggiamento tenuto durante le indagini e il processo.
Accorata la requisitoria dell’avvocato di parte civile, Federica Tosel, che ha chiesto il risarcimento di un milione di euro per ciascuna delle figlie e di 500mila euro per la madre di Elisabetta. Il legale ha insistito sulla crudeltà, sulla lucidità di Castellani in quella notte e chiesto giustizia per le sue assistite. “Elisabetta voleva che lei si togliesse la fede, lo faccia, signor Castellani”, ha concluso.
“Paolo Castellani ha realizzato nella famiglia il suo sogno a cui ha dedicato la vita – ha risposto nell’arringa il difensore Paolo Bevilacqua – e ha il diritto di tenere la fede. Castellani è un uomo mite, affettivo e rassegnato alla perdita del suo sogno.Purtroppo quella notte la tempesta emotiva ha invertito la direzione delle coltellate. Quella sera Castellani voleva uccidersi per punire la moglie che voleva separarsi”. Il legale ha concluso chiedendo l’insussistenza dell’aggravante della crudeltà.

“Chiedo scusa per l’impensabile gesto, ora vorrei vedere le mie figlie” (il Friuli – 26 gennaio 2024)
Commosso, Paolo Castellani ha letto uno scritto davanti ai giudici
Una persona dimessa ma soprattutto pentita. Che ha chiesto enormemente scusa, leggendo una lettera da lui scritta, alla moglie Elisabetta, alle sue adorate figlie, alla signora Petronilla e a tutte le persone sconvolte da quel suo impensabile gesto. Paolo Castellani, l’uomo che ha ucciso con 71 coltellate la moglie Elisabetta Molaro, dopo che lei aveva rifiutato una carezza, oggi in aula a Trieste ha voluto esserci.
“Chiedo scusa anche alla mia famiglia, che ho trascurato per amore negli ultimi anni. E’ passato più di un anno e mezzo di rimorsi e riflessioni – ha detto commosso l’imputato – e non riesco ancora a capacitarmi di quanto accaduto. Un gesto commesso da una persona mite e sensibile, sfociato in un’autentica catastrofe”. Poi il suo pensiero è andato alle figliolette: “Con tutta l’umiltà possibile, chiederei a voi giudici di avere notizie delle mie figlie, di poter aver un contatto telefonico e visivo con loro. Per sapere come stanno. Sono e saranno la mia vita”. Richieste che non possono essere valutate dai giudici della Corte d’assise d’appello ma che, eventualmente, potranno essere prese in considerazione al termine di un percorso che Castellani potrebbe intraprendere.

Moglie uccisa con 71 coltellate: nessuno sconto per Castellani (TeleFriuli – 26 gennaio 2024)
Confermati in appello i 24 anni di reclusione
Nessuno sconto della pena. Confermati oggi dalla Corte d’assise d’appello di Trieste i 24 anni di reclusione inflitti in primo grado dal tribunale di Udine a Paolo Castellani, il 45enne che nella notte tra il 14 e il 15 giugno del 2022, nella casa di via delle Acacie a Codroipo, uccise con 71 coltellate la moglie Elisabetta Molaro. Escluso l’ergastolo, i difensori dell’uomo, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, hanno chiesto ai giudici un’ulteriore riduzione della pena.
Dopo due ore di camera di consiglio, la Corte ha rigettato le richieste dei legali dell’imputato. “Non ci aspettavamo certo un premio – le parole dell’avvocato Paolo Bevilacqua – ma quantomeno che si tenesse conto di una valutazione complessiva della condotta di Castellani nel periodo precedente il delitto e durante il processo. In attesa di leggere le motivazioni che confermano i 24 anni di reclusione, che stridono con il principio della proporzionalità della pena stessa, annuncio già da ora che ricorreremo alla Cassazione”.
In aula, oggi, era presente anche l’imputato che, a distanza di un anno e mezzo dal delitto, per la prima volta ha chiesto scusa per l’atto commesso alla moglie Elisabetta, alle figlie, alla suocera e a tutte le persone rimaste sconvolte da quello che lui stesso, in uno scritto, ha definito impensabile gesto.
Con la madre della vittima, Petronilla Beltrame, c’erano l’avvocato Federica Tosel, le amiche di Elisabetta e le madrine delle figlie. “Petronilla è una donna fortissima – le parole del legale – ma era inevitabile che oggi a prevalere fosse un turbinio di emozioni. Spero sinceramente, dopo il pronunciamento della Corte d’assise d’appello, che la vicenda legale finisca qui”.