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Roberto Gleboni, 52 anni, operaio forestale, padre. Uccide la moglie, due figli e un vicino di casa, ferisce un terzo figlio e sua madre e poi si suicida (strage di Nuoro)

Nuoro, 25 Settembre 2024


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Strage in famiglia a Nuoro: uccide la moglie, due figli e il vicino di casa, poi si toglie la vita (TgCom24 – 26 settembre 2026)
L’uomo, un operaio di 52 anni, ha aperto il fuoco anche contro un terzo figlio (colpito di striscio) e sua madre (per lei 30 giorni di prognosi)
Strage familiare in due diverse abitazioni a Nuoro. Un operaio forestale di 52 anni, Roberto Gleboni, dopo una lite in un appartamento in via Ichnusa, ha ucciso la moglie, Giusi Massetti, 43 anni, la figlia Martina, 25 anni, e il figlio Francesco, di 10. L’altro figlio, di 14 anni, sotto shock, è stato colpito di striscio. L’uomo ha poi aperto il fuoco contro un vicino di casa, il 69enne Paolo Sanna, incontrato sul pianerottolo mentre usciva di casa e morto nella notte a causa delle ferite riportate. Subito dopo, l’operaio è andato in via Gonario Pinna, nell’abitazione della madre, l’84enne Maria Esterina Riccardi, sparandole e ferendola alla testa (per lei 30 giorni di prognosi). Quindi il 52enne si è tolto la vita rivolgendo l’arma contro se stesso.Il piccolo Francesco è morto nella notte prima della conclusione della procedura di accertamento di morte cerebrale. Per il vicino di casa, Paolo Sanna, si procederà all’espianto degli organi. È invece ferita alla testa ma non rischia la vita la madre dell’omicida: la donna se la caverà con 30 giorni di prognosi. Non destano preoccupazioni le condizioni del figlio sopravvissuto alla strage, colpito di striscio.
Roberto Gleboni e Giusi Massetti erano sposati da circa 25 anni, ma si erano separati da poco e l’uomo era tornato a vivere dalla madre. Era un operaio di Forestas, componente del direttivo territoriale e regionale della Fai Cisl e grande appassionato di armi. Non risultano pregresse segnalazioni denunce di violenze in ambito familiare, secondo quanto si legge in un comunicato della Procura della Repubblica di Nuoro.
L’operaio ha compiuto la strage con una pistola semiautomatica regolarmente detenuta per uso sportivo. L’arma del delitto, una calibro 7,65, è stata ritrovata. La pistola era a casa della madre dell’uomo. Gleboni si è tolto la vita nell’abitazione della donna.
 “Era uomo aggressivo, che urlava spesso, insomma non era certo una situazione facile per i familiari e neanche per noi vicini. Sembrava prepotente e un po’ esaltato di sicuro, era appassionato di armi”. È quanto hanno raccontato alcuni vicini di Roberto Gleboni. Altri conoscenti, invece, hanno parlato dei Gleboni come di una famiglia serena, senza alcuna tensione. “Mai sentito nulla, un litigio un problema – ha dichiarato un anziano che abita a pochi passi dall’appartamento della famiglia Gleboni -. Roberto Gleboni era il più socievole: si fermava a parlare con noi. Due giorni fa li ho visti insieme, Roberto e la moglie, mentre tornavano dal supermercato dove avevano fatto la spesa“. E ancora, la madre di una ragazza che abita nello stesso palazzo dove è avvenuta la strage ha detto: “Sono sgomenta e incredula. Sembravano una coppia affiatata, mia figlia che abita al piano di sopra non ha mai sentito un dissidio familiare in questa famiglia”. “Roberto Gleboni era una persona tranquillissima, molto disponibile. Giorni fa mi avevano rubato la macchina e lui mi voleva prestare la sua, sapendo che mi serviva”, è il ricordo di un altro vicino di casa della famiglia Gleboni.
Martina Gleboni, la figlia maggiore uccisa nella strage, si era laureata nel 2022 in Giurisprudenza e aveva dedicato la tesi ai genitori. “A mia madre, che ci ha creduto prima che ci credessi io. A mio padre, l’amore più grande della mia vita”, si legge in una foto pubblicata sul suo profilo Facebook. Il comune di Nuoro ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime; in città sono già diverse le istituzioni che hanno deciso di annullare eventi in programma in questi giorni.

Strage di Nuoro, Roberto Gleboni visto da chi lo conosceva: “Possessivo, manie di controllo su moglie e figli” (Virgilio Notizie – 27 settembre 2024)
Chi era Roberto Gleboni, autore della strage di Nuoro: il racconto di chi conosceva l’operaio forestale 52enne che ha sterminato la famiglia
La strage di Nuoro ha lasciato sbigottita tutta Italia. Ma chi era Roberto Gleboni, che ha sterminato la famiglia (è sopravvissuto solo il figlio 14enne) e ucciso il vicino di casa, prima di dirigersi nell’abitazione della madre, colpirla alla tempia e poi togliersi la vita? A fare un po’ di chiarezza è arrivato il racconto di chi conosceva l’operaio forestale di 52 anni autore della strage.
Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, tra amici e parenti della moglie di Roberto Gleboni (alcuni sono stati già interrogati), c’è chi non avrebbe nascosto che era “una persona possessiva e con la mania del controllo su moglie e figli“. Proprio in merito al rapporto tra Roberto Gleboni e la famiglia della moglie, conosciuta quando era quasi una bambina e diventata madre quando non aveva ancora 18 anni, alcuni testimoni avrebbero riferito agli inquirenti: “Non è che le due famiglie litigassero, non c’era praticamente alcun rapporto“. Sempre i testimoni avrebbero riferito che da un po’ di tempo qualcosa avrebbe iniziato a minare l’equilibrio interno alla famiglia: “Di recente era aumentata la conflittualità all’interno della coppia. Soprattutto per la forte chiusura dell’uomo nella gestione familiare”.
I vicini di Roberto Gleboni a Nuoro, però, continuano a descrivere l’uomo come una persona “attaccatissima a moglie e figli”. Mario Franco Delogu ha parlato di una “famiglia a modo”. E ha aggiunto: “Mai assistito a litigi. Davano sempre l’idea di essere una famiglia modello e affiatata”. Una descrizione simile è arrivata da don Riccardo Fenudi, parroco della chiesa di San Paolo, che si trova a 50 metri dalla casa dove è avvenuta la strage: “Non frequentava la parrocchia e non lo conoscevo direttamente, ma i parrocchiani me lo descrivono come una persona perbene e attaccato alla famiglia“.
Su chi era Roberto Gleboni si è espresso anche Bruno Oliveri, segretario della Fai Cisl, sigla per la quale l’autore della strage era anche componente del coordinamento provinciale: “Io ho conosciuto una persona gentile, leale, collaborativa e sempre disponibile nelle iniziative in favore dei lavoratori. Ci ho parlato diverse volte e non ho colto mai nulla di strano”. (di Stefano d’Alessio)

 


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