Romulus Nicolae Mailat, 24 anni, manovale, pregiudicato. Aggredisce, violenta e massacra una donna, poi la getta in un burrone. Ergastolo da scontare in Romania
Roma, 30 Ottobre 2007

Titoli & Articoli
Nato colpevole, Processo Mailat (Rai, Un giorno in Pretura- maggio 2011)
È il 30 ottobre del 2007 quando, nei pressi della stazione di Tor di Quinto a Roma, viene rinvenuta in un fosso una donna in fin di vita che porta i segni di una violenza sessuale. La donna si chiama Giovanna Reggiani, ha 47 anni, e risiede negli alloggi della Marina Militare nei pressi della stazione assieme al marito, capitano di vascello. Ma a pochi passi dal luogo del delitto c’è anche il campo rom dove vive Romulus Mailat, giovane manovale rumeno con precedenti penali nel suo paese, da subito indicato come responsabile del crimine che nel frattempo, con la morte della Reggiani in ospedale, è diventato omicidio. La corte di assise di Roma è chiamata a chiarire le circostanze di un delitto che ha alimentato le paure dei cittadini e che ha avuto anche profonde conseguenze politiche, rilanciando il dibattito e intorno alla questione della sicurezza e dando il via al piano di smantellamento degli accampamenti rom. (video)
Omicidio Reggiani, Emilia Neamtu: “Mailat voleva uccidermi” (Blitz – 22 marzo 2012)
”Dopo che gli urlai contro, avendolo visto con la signora sulla spalla, la buttò in terra e mi si avvicinò, voleva uccidermi. Poi però vide che stava arrivando l’autobus pieno di operai e quindi si allontano’ nell’altra direzione”. A parlare e’ Emilia Neamtu, la testimone nel processo contro Romulus Nicolae Mailat accusato di aver ucciso alla stazione ferroviaria di Tor Di Quinto a Roma il 30 ottobre 2007 Giovanna Reggiani. Per quel delitto il cittadino romeno e’ stato condannato all’ergastolo, sentenza divenuta definitiva dopo la pronuncia della Cassazione dell’aprile del 2010.
La donna ha testimoniato nel processo che vede Mailat imputato per calunnia per aver detto, nel corso di un interrogatorio, che autore di quel delitto fu Vasili Neamtu (deceduto a Roma il 15 dicembre scorso), uno dei figli di Emilia. La donna, in collegamento video dalla Romania, ha affermato di aver visto Mailat portare il corpo di una donna ”che aveva il busto nudo e con indosso la sola scarpa sinistra. Gli urlai contro: ‘Romika che hai fatto, l’hai uccisa?’ Io mi trovavo sopra un ponticello, lui sotto. Lasciò cadere il corpo della donna a terra e provò ad avvicinarsi a me per uccidermi, ma l’arrivo dell’autobus gli fece cambiare idea. Poi lui andò nella sua baracca e si cambiò i vestiti che erano sporchi di sangue. Poi arrivò la polizia e trovò la borsa della signora e tutti i suoi soldi proprio nella baracca di Mailat”.
Per il difensore di Mailat, l’avvocato Piero Piccinini, il racconto della donna denota alcune incongruenze rispetto a quanto dichiarato agli investigatori altri due romeni, Nicolae Clopotar e Dorin Obedea. I due riferirono delle presenza complessiva di cinque persone al momento dell’aggressione della Reggiani. La difesa avrebbe voluto sentirli in contradditorio tra le parti ma non è stato mai possibile. E anche in base a questo aspetto che Piccinini ha presentato ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’uomo a Strasburgo per violazione dei diritti della difesa. Se la Corte accogliesse il ricorso il processo dovrebbe ricominciare da zero, previa omologazione della sentenza della tribunale di Strasburgo da parte della Cassazione.
Per la procura di Roma dietro la morte di Vasili Neamtu, figlio di Emilia, la supertestimone dell’omicidio di Giovanna Reggiani, non ci sarebbe alcun giallo o mistero. Neamtu è morto il 15 dicembre scorso a pochi giorni dalla sua testimonianza nell’ambito del processo per calunnia a carico di Romulus Nicolae Mailat (condannato all’ergastolo per l’uccisione della Reggiani).
In base a quanto accertato dal magistrato di turno, Erminio Amelio, Vasili si è tolto la vita impiccandosi. Nella sua abitazione la polizia non ha trovato nessun biglietto di addio ma dalle indagini non e’ emerso nessun elemento che potesse mettere in dubbio l’ipotesi del suicidio. Il procedimento è stato, quindi, archiviato. L’improvvisa morte del giovane non avra’ comunque ripercussioni nell’inchiesta sui presunti complici di Mailat. Gli accertamenti svolti dal sostituto Bice Barborini, titolare del fascicolo, non avrebbero portato a nessuna clamorosa novita’ rispetto a quanto accertato nell’ambito del processo per la morte della Reggiani. Non è escluso, quindi, che questa seconda indagine sia destinata ad una archiviazione.
Omicidio Reggiani: inflitti altri otto anni a Mailat per calunnia (Roma Today – 11 aprile 2013)
L’accusa inflitta dal giudice monocratico al cittadino romeno già condannato all’ergastolo per l’omicidio avvenuto alla stazione di Tor di Quinto nell’ottobre del 2007
Romulus Nicolae Mailat, il romeno all’ergastolo per l’omicidio di Giovanna Reggiani, moglie di un militare della Marina Italiana, avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Tor Di Quinto a Roma il 30 ottobre 2007, è stato condannato a 8 anni reclusione per l’accusa di calunnia. La condanna gli è stata inflitta dal giudice monocratico perchè Mailt durante il processo per il delitto tentò di coinvolgere come suo complice Vasili Neamtu (deceduto a Roma il 15 dicembre scorso), il figlio della supertestimone Emilia che aveva assistito all’aggressione della Reggiani e aveva subito avvertito la polizia.
LA SUPERTESTIMONE – Nel corso del processo era stata sentita la stessa Neamtu che, in collegamento video dalla Romania, aveva raccontato cosa accadde la notte del 30 ottobre di 6 anni fa. “Dopo che gli urlai contro – ha raccontato la donna – avendolo visto con la signora sulla spalla, la buttò in terra e mi si avvicinò, voleva uccidermi. Poi però vide che stava arrivando l’autobus pieno di operai e quindi si allontanò nell’altra direzione“.
Sconterà ergastolo in Romania: rimpatriato Mailat che uccise a Roma Giovanna Reggiani (Polizia Penitenziaria – 22 luglio 2018)
Rimpatriato in Romania Romulus Nicolae Mailat: picchiò e uccise Giovanna Reggiani, la sera del 30 ottobre 2007, aggredendola vicino alla stazione ferroviaria Tor di Quinto a Roma, e sconterà l’ergastolo in un carcere romeno. La questura di Roma ha reso noto che personale del Servizio perla cooperazione internazionale di polizia, Scip, della Direzione centrale della polizia criminale sta rimpatriando oggi in Romania il cittadino romeno Romulus Nicolae Mailat. E – si spiega – “a seguito delle sentenze penali emesse dal Tribunale di Roma e nell’applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle stesse, che irrogano pene detentive o misure privative della libertà personale ai fini dell’esecuzione nell’Unione Europea, quest’oggi lo Scip consegnerà a Bucarest Mailat alle Autorità romene, che sconterà la pena detentiva dell’ergastolo in un penitenziario della Romania”. (Askanews)




