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Stefano Dal Re, operatore socio sanitario, padre separato. Uccide la moglie a colpi di bisturi e si lancia con l’auto nel fume

Casalmaggiore (Cremona), 4 Luglio 2024


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Omicidio Lorena Vezzosi, ex marito aveva disdetto l’affitto (Rai News – 10 luglio 2024)
Secondo gli inquirenti segno di un ‘addio programmato’ alla casa dove viveva dopo la separazione. Si cerca ancora l’arma del delitto, un coltello o forse un bisturi. Stefano Del Re aveva disdetto l’affitto del residence di Sant’Arcangelo di Romagna dove si era trasferito dopo la separazione da Lorena Vezzosi. Per gli inquirenti di Rimini il segno di un addio programmato, che il 5 luglio lo ha portato al suicidio nel Po a Casalmaggiore dopo l’ennesimo femminicidio. L’autopsia sul corpo della donna, eseguita a Cremona, ha infatti trovato ferite nette inferte da una lama.  Gli inquirenti lavorano ancora per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, e per individuare l’arma del delitto, che potrebbe essere un coltello o un bisturi. (di Stefano Lorelli)

Lorena Vezzosi è morta accoltellata prima di finire nel Po: il risultato dell’autopsia (Roba da donne – 10 luglio 2024)
La donna sarebbe stata uccisa dall’ex compagno, che poi si è lanciato con l’auto, con a bordo il cadavere di Vezzosi, nel Po.
Lorena Vezzosi sarebbe la ventiduesima vittima di femminicidio dall’inizio dell’anno in Italia: a ucciderla a coltellate, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, l’ex compagno Stefano Del Re, prima che entrambi finissero con l’auto di lui nel Po. Ancora incerto il luogo del delitto, che potrebbe essere l’appartamento di Sant’Arcangelo di Romagna, paese dove i coniugi abitavano, oppure il tragitto che da Rimini porta verso la provincia di Cremona, di cui entrambi erano originari.
La Procura di Cremona per ora si trincera nel silenzio in attesa di fare maggiore chiarezza sull’accaduto, ma da quanto trapelato, soprattutto dopo l’esame autoptico dell’anatomopatologa Elena Invernizzi svoltosi in mattinata all’ospedale Maggiore della città lombarda, sembra essere del tutto esclusa l’ipotesi dell’incidente inizialmente percorsa, dopo che la Nissan di Del Re è stata recuperata all’alba di venerdì da fiume, in favore di quella del femminicidio. L’operatore sanitario 55enne avrebbe accoltellato più volte Lorena Vezzosi, con un’arma che non è stata ancora ritrovata, e che si presume potrebbe essere un bisturi, vista la professione dell’uomo e la tipologia di ferite scoperte sul corpo della 51enne.
Per il pubblico ministero Chiara Treballi potrebbero esserci pochi dubbi anche sul movente, il rancore covato da Del Re per la fine dell’unione. Appurato che nell’appartamento di via Terranova non siano state rinvenute tracce ematiche, ma solo alcune macchie su una scala che sono ancora in fase di analisi, si fa strada la pista dell’omicidio premeditato e della trappola: Del Re potrebbe aver convinto Vezzosi a incontrarlo, oppure essere salito in casa convincendola a scendere, opzione, quest’ultima, particolarmente caldeggiata visto che il cellulare della donna è stato ritrovato nell’appartamento e non in auto. Da lì potrebbe essere partito il viaggio di 220 chilometri verso Casalmaggiore, dove Stefano Del Re potrebbe aver aggredito l’ex compagna, proseguendo poi con il suo cadavere vicino. Altra teoria percorsa è quella secondo cui il femminicidio sarebbe invece avvenuto dopo l’arrivo nel paese del cremonese e il saluto ai genitori di lui – accertato attorno alle 20 -, che tuttavia non hanno visto lei. Quel che di certo si sa è che la Nissan di Del Re sia caduta nel Poc alle 2:56, come testimoniato dalle telecamere di zona. A quell’ora, tuttavia, pare ormai certo che Lorena Vezzosi fosse già stata uccisa. Lorena Vezzosi ha avuto con Stefano Del Re due figli, che oggi hanno 17 e 14 anni.

Del Re e quella confessione a un amico: “Forse non mi vedi più…” (Oglio Po News – 15 luglio 2024)
Dieci giorni dopo qualche passaggio chiave sul presunto omicidio-suicidio di Lorena Vezzosi e Stefano Del Re è stato chiarito. Resta qualche punto oscuro e, su tutto, resta da capire a che ora Lorena sia morta, se sia cioè stata uccisa con due stilettate al petto già nella sua casa di Santarcangelo, come ormai è stato ipotizzato seguendo la pista che sembra più probabile, oppure in un secondo momento.
E’ praticamente certo, invece, che dopo l’incontro coi genitori a Casalmaggiore, terminato alle 22 (a quell’ora Lorena era quasi certamente già morta), Del Re non va a cena o in qualche locale ma fa sparire le sue tracce, forse in zona golenale, lontano da tutto, prima di lanciarsi nel Po alle 3 di notte. La ricostruzione della Procura di Rimini, dove le indagini si sono spostate proprio perché lì l’omicidio sarebbe avvenuto, in concerto con la Procura di Cremona è abbastanza chiara: certo, manca l’arma del delitto, che però potrebbe essere ovunque dato che quasi certamente Del Re se n’è liberato. Potrebbe averla affidata alle acque del fiume Po e la corrente potrebbe averla portata a grande distanza; potrebbe averla gettata da qualche parte lungo i 200 km che separano Santarcangelo da Casalmaggiore, cioè il probabile luogo del delitto e il punto in cui invece la Opel Corsa di Del Re con a bordo il cadavere di Lorena si è inabissata nel fiume Po. Di certo c’è che o si tratta di un bisturi oppure di un coltello, usato però con enorme violenza se è vero che Lorena aveva tre costole fratturate, come emerso dall’autopsia.
E’ stato messo in dubbio l’intento suicida di Del Re, che avrebbe chiamato il residence dove alloggiata, spiegando che sarebbe tornato il giorno dopo, ossia venerdì, per una doccia. Ma in sé quella chiamata potrebbe anche essere servita a depistare o addirittura a fare pensare agli inquirenti che quanto avvenuto fosse un incidente stradale e non un gesto premeditato.
Pare infatti che Del Re avesse confessato ad un amico, pochi giorni prima di quella notte tragica, di essere stufo della sua esistenza, lanciando qualche segnale confuso (“forse è l’ultima volta che mi vedi” avrebbe detto a un conoscente nel Casalasco), quasi come se l’intento suicida stesse già maturando da tempo. E’ vero infatti che Del Re aveva anche parlato dell’educazione dei due figli di Lorena e suoi, ma non si esclude che questa preoccupazione fosse legata ad un dopo, ossia quando entrambi fossero rimasti orfani dei genitori.
Tutto è aperto, da questo punto di vista, e si tratta ad oggi di supposizioni e di qualche ricordo di chi rimane, strappato al di là delle dichiarazioni ufficiali, che del resto, con le indagini in corso, latitano. Tra una cinquantina di giorni il responso dettagliato dell’autopsia chiarirà le ultime ombre. (di Giovanni Gardani)


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