Gianluca Soncin, 52 anni, imprenditore. Già denunciato dalla ex moglie per violenze, con precedenti per truffa e associazione a delinquere, maltratta per anni la nuova compagna, finchè la ammazza con 76 coltellate
Milano, 14 Ottobre 2025
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Nel 2010 l’omicida di Pamela Genini era stato arrestato per associazione a delinquere (Corriere della Sera – 15 ottobre 2025)
Gianluca aveva abbandonato anni fa la provincia dove aveva studiato ed era cresciuto, alla volta della Lombardia. Prima aveva vissuto nel Padovano e Cervia
Origini biellesi, 52 anni, Gianluca Soncin, l’uomo che ha ucciso la fidanzata Pamela Genini, 29 anni, a coltellate, a Milano, aveva abbandonato la sua provincia, dove aveva studiato ed era cresciuto, alla volta della Lombardia. Prima però aveva abitato a Pordenone e Cervia. Nel suo passato c’erano già stati problemi con la legge.
Nel 2010 era stato arrestato dalla Guardia di finanza di Ascoli con l’accusa di associazione a delinquere. Si parlava di un’Iva non versata per un ammontare di circa 6,5 milioni di euro, che aveva consentito la vendita di alcune auto con sconti tra il 10 e il 13 per cento. I mezzi venivano consegnate direttamente ai reali acquirenti italiani, tutti imprenditori del settore, mentre cartolarmente risultavano importate da società fittizie, tra le quali la Orion e la Coimpex di Selvazzano Dentro (Padova), amministrate da Lamberto e Gianluca Soncin attraverso dei prestanome.
Stando a quanto emerso finora, la relazione tra i due era iniziata circa un anno fa. Due persone descritte in maniera molto diversa da chi li ha incrociati in più occasioni in via Iglesias: lei sempre gentile, lui schivo e silenzioso, «di poche parole», come sembra suggerire una foto minacciosa sulla sua scarna pagina Facebook. Sembra che l’estate scorsa la coppia si sia recata all’Elba per trascorrere qualche giorno insieme al mare e che la vacanza sull’isola sia stata interrotta bruscamente: la donna avrebbe deciso di andarsene dopo che Soncin aveva minacciato di uccidere il suo cane. (di Floriana Rullo)
Pamela Genini uccisa a coltellate, Gianluca Soncin in silenzio davanti al gip. L’avvocato: “Dimesso e impassibile”. In casa trovate armi (il Giorno – 16 ottobre 2025)
La 29enne voleva chiudere la relazione con lui. L’uomo è accusato di omicidio pluriaggravato e si trova in carcere a San Vittore
Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gianluca Soncin, il 52enne accusato di omicidio pluriaggravato per aver ucciso con almeno 24 coltellate Pamela Genini, nel suo appartamento in via Iglesias, a Milano. “Ha proceduto solo con la nomina del difensore di fiduciae poi ha dichiarato di non voler procedere con l’interrogatorio”, ha detto l’avvocato Simona Luceri, difensore d’ufficio di Gianluca Soncin. E ha aggiunto: “Fisicamente l’ho visto dimesso, in stato confusionale, impassibile. Non ha ancora preso consapevolezza di quanto accaduto”. Dopo il delitto il 52enne, alla vista delle forze dell’ordine, aveva inscenato un tentativo di suicidio ferendosi leggermente alla gola: medicato in ospedale, era stato poi trasferito in carcere. La Procura ha chiesto la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Richiesta su cui il gip Tommaso Perna dovrebbe decidere entro sera.
Nel frattempo, da un verbale di sequestro depositato nelle indagini della Polizia, coordinate dall’aggiunta di Milano Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, nella casa dell’uomo a Cervia, gli investigatori hanno sequestrato una decina di coltelli, ‘cutter’ e a serramanico, simili a quello usato per uccidere Pamel Genini, e quattro-cinque pistole scacciacani. Nelleperquisizioni sono state trovate anche delle chiavi che potrebbero essere simili a quelle dell’abitazione della 29enne, di cui il 52enne aveva fatto copia per fare irruzione due giorni fa, ma è ancora da verificare che si tratti di un’altra copia. Nel verbale dell’ex fidanzato e amico di Pamela Genini si parlava, tra l’altro, di minacce rivolte dal 52enne alla donna anche con coltelli e con una “pistola puntata al ventre” e pure di un precedente tentativo di accoltellamento.
Intanto, la Procura diretta da Marcello Viola sta anche verificando se in altre sedi giudiziarie siano presenti denunce depositate dalla modella in passato contro Soncin, che per un anno e mezzo, sempre stando ai racconti di conoscenti e amici, ha messo in atto continue intimidazioni e vessazioni, oltre a botte e pedinamenti. A Milano non risultano denunce.
Agli atti è stato depositato anche il primo accertamento medico legale sul corpo, in cui si parla di almeno 24 coltellate, ma poi sarà l’autopsia a chiarire con esattezza il numero dei colpi inferti e quali siano stati quelli letali. Se ne occuperà il pool della nota anatomopatologa Cristina Cattaneo e l’esame autoptico sarà effettuato il prima possibile nei prossimi giorni. Nel frattempo, inquirenti e investigatori continueranno a sentire testimoni per ricostruire con esattezza quel “quadro agghiacciante” già venuto a galla dal racconto dell’amico ed ex fidanzato, colui che era al telefono con Pamela martedì sera e che ha chiamato la Polizia. Gli agenti hanno sentito la donna gridare “mi sta accoltellando, aiuto” mentre salivano velocemente le scale del palazzo, ma non sono riusciti ad arrivare in tempo per salvarla.
La relazione con Gianluca Soncin, imprenditore nel settore auto, originario di Biella e con una residenza a Cervia, andava avanti da circa un anno ed era sul punto di finire. Un rapporto complicato e tormentato che Pamela faticava a chiudere. Uomo facoltoso, con un tenore di vita scintillante e relazioni sociali di un certo prestigio, provvedeva a tutte le necessità della compagna, pagando conti, viaggi e regali. I due erano stati visti insieme di recente in un probabile tentativo di riavvicinamento. Il 52enne, viene descritto come schivo e taciturno dagli inquilini di via Iglesias.
Omicidio di Pamela Genini, in aula il video con gli ultimi respiri della vittima: “Soncin ci sbatteva la porta in faccia mentre lei moriva” (Milano Today – 13 luglio 2026)
Durante l’udienza è stata ricostruita la sera del 14 ottobre scorso. In aula è stata anche letta una mail di Soncin di circa un anno prima dell’omicidio
Si tiene oggi l’udienza nell’ambito del processo per omicidio a carico di Gianluca Soncin, l’uomo che ha ucciso con 76 coltellate la 29enne Pamela Genini nel suo appartamento di via Iglesias a Milano. Sullo schermo dell’aula sono state proiettate le immagini riprese da una bodycam di uno dei poliziotti che nella sera del 14 ottobre scorso ha fatto irruzione in quella casa. La telecamera non ha ripreso solo il corpo della giovane donna nella pozza di sangue e Soncin con il coltello in mano, ma anche gli ultimi respiri della vittima, morta poco dopo l’ingresso dei poliziotti nello stabile. “Soncin ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva”, ha raccontato la poliziotta che ha redatto la relazione finale.
Quella sera Pamela si era accorta che l’ex compagno era arrivato e stava inserendo le chiavi nella toppa della porta. Chiavi che non le aveva fornito lei, ma che si era procurato facendo una copia di nascosto. Genini era al telefono con l’amico Francesco Dolci, che ora è indagato per il vilipendio del cadavere della 29enne. In alcuni messaggi a Dolci, Pamela scrive “ho paura…entrato con copia chiavi…non so che fare, chiama la polizia”.
Dolci ha chiamato subito il 112, spiegando cosa stesse accadendo, quale fosse l’indirizzo e come arrivare all’appartamento di via Iglesias 33. Mentre i messaggi dei due si sono interrotti alle 21.52, quando la volante è arrivata davanti all’ingresso del condominio Pamela è sicuramente viva. Proprio lei ha risposto al citofono: “Glovo, secondo piano”. Ancora la poliziotta in aula: “È un segnale chiarissimo di un pericolo imminente”.
Alle 21.58 i poliziotti hanno sfondato il secondo portone in vetro del condominio. Sono saliti di corsa mentre sentivano le urla provenire dalla casa di Pamela Genini. “Iniziano a tirare calci alla porta, un chiavistello impedisce l’ingresso ma rende visibile il corpo a terra della giovane. Soncin è in piedi dietro la porta e cerca di chiuderla, ma un calcio più energico di un agente la sfonda. Ci sbatteva la porta in faccia mentre Pamela moriva”, spiega ancora l’agente.
“Anche tu sei manesca ma io le prendo, perché quando c’è amore una sberla non cambia niente”. Si tratta di una frase estrapolata da una mail che Soncin ha inviato a Pamela nel dicembre 2024. Il messaggio è stato letto in aula: “Per 5 minuti di follia ti sei imbestialita, non capisco perché fai così”.




